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CANTO DI GIOIA

Buon Pastore

Il Signore è il mio Pastore:
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi
fa riposare,
ad acque tranquille
mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida
per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
Se dovessi camminare
in una valle oscura,
non temerei alcun male,
perchè tu sei con me,
Signore.

Canto di gioia

 

SOFFERENZA

Passione di Cristo

"Dio mio, Dio mio,
perchè mi hai
abbandonato?
Tu sei lontano
dalla mia salvezza":
sono le parole del
mio lamento.
Dio mio, invoco di
giorno e non rispondi,
grido di notte e
non trovo riposo.
Io sono verme,
non uomo,
infamia degli uomini,
rifiuto del mio popolo.
Da me non stare
lontano,
poichè l'angoscia
è vicina e nessuno
mi aiuta.

Sofferenza

PANE DI VITA

Pane di Vita

Frumento di Cristo
noi siamo
cresciuto nel sole di Dio,
nell'acqua del fonte
impastati,
segnati dal crisma
divino.
Cibo e bevanda di vita,
balsamo, veste, dimora,
forza, rifugio, conforto,
in te speriamo.
Illumina col tuo Spirito
l'oscura notte del male,
orienta il nostro cammino
incontro al Padre.

Eucarestia

INNO DI LODE
Immacolata Concezione Specchio di perfezione
Stella del mattino
Salute degli infermi
Rosa mistica
Madre del buon consiglio
Regina della famiglia
Consolatrice degli afflitti
Regina degli angeli
Vergine degna di lode
Regina della pace
PREGA PER NOI
Inno di lode
 
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Cedro del Libano

LE  “  VIE   ROMANE   DEL  MARE  “

 A cura di Maria Luisa De Gasperis

La  “ Via del Mare “  era considerata dai Romani  quella che seguiva parallelamente la costa ma fu chiamata così anche  quella più interna costruita da Traiano. Cominciava ad Alessandria d’Egitto e dopo avere seguito tutto l’arco costiero del Mediterraneo  dove si affacciavano la Palestina e il Libano, proseguiva per Antiochia toccando le coste dell’Anatolia per concludersi sull’Ellesponto. Sulle coste del Libano nei pressi del territorio irrigato dei fiumi dell’Antilibano, sorgeva Tiro, che fu scelta per la sua posizione e per la sua opulenza come punto di arrivo e di partenza di importanti traffici commerciali. Questo paese si distingueva in maniera particolare per  i suoi legni pregiati come  il famoso“ Cedro del libano “ e per la “ Porpora” ricavata dalle ghiandole di  molluschi quali il  “ Murex Trunculus e il Murex Brandaris ” dalle quale si estraggono delle gocce di liquido che a contatto con l’aria diventa rosso vermiglio.

Mileto- teatro romano

Nel “ Paese della porpora “ così era chiamato Tiro, arrivavano come scambio, l’argento, il ferro e lo zinco dalla Cornovaglia, il frutto medicinale della  “ cassia” da Damasco e grandi quantità di cammelli,  pecore e vino. Quando fu completata dai Romani l’ammissione dell’Asia con l’edificazione di queste strade, si incrementò tantissimo anche  il commercio ma anche timori e paure per la moralità ed il rilassamento dei costumi severe  rigidi romani tanto che Plinio il Vecchio  così scrisse: …”…l’annessione dell’Asia inferse un grave colpo alla nostra moralità…il lusso si diffuse da noi…insieme con il gusto dei vizi e la possibilità di appagarli…”. Le merci di cui parlava Plinio erano infatti quelle che arrivavano dall’Asia; l’oro dai monti dell’interno, lo zinco e l’argento dalle regioni della Triade, le lane finemente intessute da Mileto, le tappezzerie di Samo e Chio, i gioielli  tanto desiderati dalle matrone romane da Sardi, le famose pergamene   da Pergamo  ma anche animali esotici e selvaggi degli altopiani di quelle favolose regioni dell’oriente.Alcuni  “ Miliarii “ ricordano la costruzione di queste vie come quelle messe in opera in età repubblicana dal Console M.Aquilio e dal governatore Cornutus Aquila inviato da Augusto nel 6 a.C. La via Augusta o Sebastea  avrebbe dovuto collegare i territori interni con il Mar Nero e l’Egeo; la strada costiera che circondava l’Anatolia era il proseguimento della “ Via del mare “ così chiamata da Strabone e lungo essa si sono trovate molte epigrafe che ricordano diversi imperatori da Augusto fino alla caduta dell’impero.Da Adana le carovane attraversavano  Tiro e si inoltravano in una via che intersecava la via Augustea permettendo di preseguire verso Selinunte, Cibura, Side famosa per i suoi mercati di schiavi, Aspendos e Perge famosa anche per il passaggio di San Paolo che la usava per i suoi lunghi viaggi.Da questa via si poteva raggiungere Mileto il porto principale  della Lega Ionica e quindi Efeso che fu definita come la città più ricca e abbagliante di tutto questo territorio.

Mileto- resti archelogici

LE  VIE  ROMANE  DEL  MARE  - II^

       A cura di Maria Luisa De Gasperis


Una delle vie più importanti tra le strade romane era quella che i viandanti, commercianti ed intere carovane seguivano passando davanti al Tempio di  Traiano e al Tempio di Adriano ad Efeso. Per raggiungere  l’agorà  si doveva attraversare una porta a tre archi dedicata nel 3 a.C. ad Augusto. Superato il Teatro si raggiungeva la strada colonnata, molto larga che era stata chiamata Arcadiana per ricordare l’imperatore che l’aveva fatta costruire a proprie spese prima di essere assassinato  nel 460; da essa si poteva raggiungere il porto di Efeso da dove la via carovaniera poteva proseguire per mare. Efeso si era sviluppata intorno al Tempio di Artemide ed era stata considerata un’altra delle  meraviglie del mondo, aveva una cinta muraria di circa otto chilometri,  templi, agorà, teatri ginnasi e biblioteche,  tutti rigorosamente romani tanto che le fonti riferiscono: “…una città incredibilmte bella,… piena di bellezze….”.  Proseguendo verso Nord  si incrociava nei dintorni di Smirne la strada che attraversando il cuore dell’Asia partiva da Susa in Babilonia; dove si intersecavano queste vie, avvenivano tutti gli scambi commerciali delle merci che provenivano dall’Estremo Oriente, dall’interno dell’Asia e dalle città dell’Anatolia, Germa, Colonia, Gordio e  Ancyra l’ attuale Ankara che produceva lana pregiata, pere, gatti e miele. Sulla “Tabula Peutingeriana”  questa città è raffigurata con sei Torri. Ad Ankara, inoltre  si trovano i resti del Tempio di Augusto  sul quale si potevano leggere le parole del lunghissimo testo delle “ Res Gestae” ovvero l’Apologia di Augusto, la storia delle sue gesta e delle sue imprese. Si legge inoltre che  grazie alle strade costruite dai Romani e da lui stesso “..aveva costretto i Parti a restituire  a Roma le spoglie e gli stendardi dei tre eserciti romani…..”

.Erano diverse decine le strade costruite dai Romani nella Turchia centrale ma tre erano considerate le più importanti: quella che cominciava sul Bosforo, giungeva a Ponto, toccava Sinope per arrivare in Armenia e raggiungere il mar Caspio. Da Ponto infatti giungevano le merci preferite dai Romani: schiavi, cera, miele, pesce, l’ “amomum” profumato, l’assenzio, l’elleboro, le lane morbidissime e moltissime altre prezione merci. Queste strade oltre permettere il transito di mercanzie erano arterie di difesa contro i Parti  che per Roma, soprattutto in epoca repubblicana fino alla caduta dell’impero, erano diventati un problema molto serio e pericoloso.Un’altra strada importantissima era quella  che incominciava a Nicomedia, tagliava le città di Claudianopolis, Flaviopolis e Hadrianopolis sulle riva dell’Amnias e si incrociava in Armenia con la strada strategica Nord-Sud dal Mediterraneo al Mar Nero.

a cura della
Professoressa universitaria
MARIA LUISA DE GASPERIS









IL TUO VOLTO

 Mostraci il tuo volto, o Signore

Di te ha detto
il mio cuore:

"Cercate il suo volto";
il tuo volto, Signore,
io cerco.
Non nascondermi
il tuo volto,
non respingere con ira
il tuo servo.

(Salmo 27,8-9)

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Gocce di vita

 Gesù di Nazareth

“Se voi amate solo
quelli che vi amano,
che merito ne avete?
Voi invece amate
i vostri nemici,
fate del bene…
La vostra ricompensa
sarà grande”.
(Lc. 6,32)

“Venite a me voi tutti
che siete stanchi
ed io vi darò
completo riposo…
e troverete pace
per le vostre anime”.
(Mt. 11,28)

“Non hanno bisogno
del medico i sani,
ma gli ammalati;
non sono venuto a
chiamare a penitenza
i giusti, ma i peccatori”.
(Lc. 5,31)

“Beati sarete voi
quando vi oltraggeranno
e perseguiteranno,
e falsamente diranno
di voi ogni male
per cagion mia.
Rallegratevi
ed esultate perché
grande è la vostra
ricompensa nei cieli”.
(Mt. 5,11)

“Il regno dei cieli è
come un granello di
senape, il più piccolo
di tutti i semi, ma
seminato che è
cresce e diventa il
maggiore di tutti e
fa rami si grandi che
gli uccelli del cielo
possono mettersi al riparo
della sua ombra”.
(Mt. 4,31)

“Se il granello di frumento
caduto in terra non muore,
rimane solo,
se invece muore,
produce molto frutto”.
(Gv. 12,21)

"Chi ama la sua vita la perde
e chi odia la sua vita
in questo mondo la
conserva per la vita eterna”.
(Gv. 12,23)

“Il vento spira dove vuole,
e ne senti la voce;
ma non sai di dove viene,
né dove vada;
così di ognuno che
è nato dallo Spirito”.
(Gv. 3,8)

“Perché osservi il bruscolo
che è nell’occhio di
tuo fratello, e non scorgi
la trave che è nell’occhio tuo ?”.
(Lc. 6,41)

“L’uomo dabbene, dal buon
tesoro del suo cuore,
trae fuori il bene,
mentre il perverso, dal suo
cuore pervertito,
trae cose perverse”.
(Lc. 6,45)

“Popolo mio, che male ti ho fatto?
In che cosa ti ho contristato?
Se ti ho fatto del male, percuotimi,
se non ti ho fatto del male
perché mi tratti così?”.
(Lamentazioni)

"L’uomo pio è scomparso dalla terra,
non c’è più un giusto fra gli uomini:
tutti stanno in agguato
per spargere sangue;
ognuno dà la caccia al fratello".
(Michea 7,1)

"Non gioire nella mia sventura,
o mia nemica!
Se sono caduto, mi rialzerò;
se siedo nelle tenebre,
il Signore sarà mia luce".
(Michea 7,8)

"Uomo, ti è stato insegnato
ciò che è buono e ciò che
richiede il Signore da te:
praticare la giustizia,
amare la pietà,
camminare umilmente
con il tuo Dio".
(Michea 6,8)

"Signore da chi andremo?
Solo Tu hai parole di
vita eterna".
(Gv. 6,68)

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