Il Signore è il mio Pastore:
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi
fa riposare,
ad acque tranquille
mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida
per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
Se dovessi camminare
in una valle oscura,
non temerei alcun male,
perchè tu sei con me,
Signore.
SOFFERENZA
"Dio mio, Dio mio,
perchè mi hai
abbandonato?
Tu sei lontano
dalla mia salvezza":
sono le parole del
mio lamento.
Dio mio, invoco di
giorno e non rispondi,
grido di notte e
non trovo riposo.
Io sono verme,
non uomo,
infamia degli uomini,
rifiuto del mio popolo.
Da me non stare
lontano,
poichè l'angoscia
è vicina e nessuno
mi aiuta.
PANE DI VITA
Frumento di Cristo
noi siamo
cresciuto nel sole di Dio,
nell'acqua del fonte
impastati,
segnati dal crisma
divino.
Cibo e bevanda di vita,
balsamo, veste, dimora,
forza, rifugio, conforto,
in te speriamo.
Illumina col tuo Spirito
l'oscura notte del male,
orienta il nostro cammino
incontro al Padre.
INNO DI LODE
Specchio di perfezione
Stella del mattino
Salute degli infermi
Rosa mistica
Madre del buon consiglio
Regina della famiglia
Consolatrice degli afflitti
Regina degli angeli
Vergine degna di lode
Regina della pace
PREGA PER NOI
Più volte ci sarà capitato di trovarci a parlare di devozione popolare, di pratiche religiose che mantengono il ritmo religioso di vaste aree del mondo cattolico e non riuscire a distinguere vera devozione, come intesa dalla Chiesa, da devozionismo, deplorato inutilmente da più parti. Proviamo a chiarire qualcosa.
Anzitutto, abituiamoci a non confondere devozione con devozionismo. La devozione è un atteggiamento dello spirito umano di fronte a Colui che l'ha creato e lo mantiene nell'essere; il secondo ne è solo la contraffazione. Dunque, la devozione, esattamente parlando, consiste nell'offrire se stessi al Signore ("Devozione", dal latino "Devolvo, mi dono").
Se questo è vero, va da sé che si tratta di un rapporto possibile, nella sua dimensione più autentica, solo con Dio, al quale apparteniamo sia per titolo di creazione che di redenzione. Quella che chiamiamo devozione ai santi, va intesa come invocazione del loro aiuto, affinché, questa offerta di noi stessi al Padre, in Cristo, sia sincera, stabile e ricca di buoni frutti.
Invece cosa vedete?
Quando si parla di devozione, s'intende generalmente riferirci a quella serie innumerevole di atti rivolti in netta prevalenza verso i santi: dall'offerta di una candela, al culto di una loro immagine, e poi pellegrinaggi per ogni dove, e altre iniziative devote che sarebbe troppo lungo elencare.
Chi può negare che, di per sé, si tratta di cose buone, diciamo anche lodevoli. Ma troppo spesso ci si trovano di mezzo elementi di chiara derivazione superstiziosa, che non è più devozione, ma devozionismo.
Siamo in area di pura e vera esagerazione. Una disposizione d'animo di questo genere può benissimo andare d'accordo con abitudini tutt' altro che nobili, come l'odio, la vanità, l'ambizione, la sensualità mistificata e altre infinite cose che non conviene elencare.
Lei però, o lui, stanno tranquilli, perché sono devoti di Santa Rita, di San Gennaro, di San Pio: in ogni caso, saranno sempre e solo essi, questi santi, a trarli d'impaccio e, alla fine, portarli in paradiso.
Immagini di Santa Rita da Cascia, San Pio da Pietrelcina e San Gennaro
Sapete benissimo che una falda purtroppo assai vasta della pietà cristiana attuale è straordinariamente ricca di queste risorse: il devozionismo dilaga dappertutto in ogni strato sociale dove si trovano credenti senza un minimo di coscienza di fede, a tal punto, da indurre non pochi pastori d'anime a nutrire fiducia in una comunità cristiana, tuttora capace, si dice, di esprimere la propria fede, attraverso espressioni pubbliche, altisonanti, da far notizia.
In effetti vengono notati con ammirazione: la vivace ricerca del sacro, presente nel popolo, i ciondoli religiosi, pendenti dal collo di calciatori denarosi, di cantanti famosi, di registi senza scrupoli morali, di uomini politici dichiaratamente atei.
Guardatevi attorno.
Dite se un tipo di vita impostata così, abbia qualcosa che possa rassomigliare ad un vero atteggiamento evangelico verso il Padre celeste, che si richiami all'insegnamento e alla testimonianza personale da Gesù Cristo.
Nel suo messaggio e nel suo stile di vita risplende una donazione dotale (devotio perfetta) a «Colui che lo ha mandato», cercando in tutto d' incontrare «ciò che a Lui piace», fino al punto di considerarlo il suo alimento quotidiano:
« Mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato e portare a compimento la sua opera». (Gv 4,34).
Don Lucio Luzzi
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"HO SETE DI TE SIGNORE"
IL TUO VOLTO
Di te ha detto
il mio cuore:
"Cercate il suo volto";
il tuo volto, Signore,
io cerco.
Non nascondermi
il tuo volto,
non respingere con ira
il tuo servo.
(Salmo 27,8-9)
Gocce di vita
“Se voi amate solo
quelli che vi amano,
che merito ne avete?
Voi invece amate
i vostri nemici,
fate del bene…
La vostra ricompensa
sarà grande”.
(Lc. 6,32)
“Venite a me voi tutti
che siete stanchi
ed io vi darò
completo riposo…
e troverete pace
per le vostre anime”.
(Mt. 11,28)
“Non hanno bisogno
del medico i sani,
ma gli ammalati;
non sono venuto a
chiamare a penitenza
i giusti, ma i peccatori”.
(Lc. 5,31)
“Beati sarete voi
quando vi oltraggeranno
e perseguiteranno,
e falsamente diranno
di voi ogni male
per cagion mia.
Rallegratevi
ed esultate perché
grande è la vostra
ricompensa nei cieli”.
(Mt. 5,11)
“Il regno dei cieli è
come un granello di
senape, il più piccolo
di tutti i semi, ma
seminato che è
cresce e diventa il
maggiore di tutti e
fa rami si grandi che
gli uccelli del cielo
possono mettersi al riparo
della sua ombra”.
(Mt. 4,31)
“Se il granello di frumento
caduto in terra non muore,
rimane solo,
se invece muore,
produce molto frutto”.
(Gv. 12,21)
"Chi ama la sua vita la perde
e chi odia la sua vita
in questo mondo la
conserva per la vita eterna”.
(Gv. 12,23)
“Il vento spira dove vuole,
e ne senti la voce;
ma non sai di dove viene,
né dove vada;
così di ognuno che
è nato dallo Spirito”.
(Gv. 3,8)
“Perché osservi il bruscolo
che è nell’occhio di
tuo fratello, e non scorgi
la trave che è nell’occhio tuo ?”.
(Lc. 6,41)
“L’uomo dabbene, dal buon
tesoro del suo cuore,
trae fuori il bene,
mentre il perverso, dal suo
cuore pervertito,
trae cose perverse”.
(Lc. 6,45)
“Popolo mio, che male ti ho fatto?
In che cosa ti ho contristato?
Se ti ho fatto del male, percuotimi,
se non ti ho fatto del male
perché mi tratti così?”.
(Lamentazioni)
"L’uomo pio è scomparso dalla terra,
non c’è più un giusto fra gli uomini:
tutti stanno in agguato
per spargere sangue;
ognuno dà la caccia al fratello".
(Michea 7,1)
"Non gioire nella mia sventura,
o mia nemica!
Se sono caduto, mi rialzerò;
se siedo nelle tenebre,
il Signore sarà mia luce".
(Michea 7,8)
"Uomo, ti è stato insegnato
ciò che è buono e ciò che
richiede il Signore da te:
praticare la giustizia,
amare la pietà,
camminare umilmente
con il tuo Dio".
(Michea 6,8)
"Signore da chi andremo?
Solo Tu hai parole di
vita eterna".
(Gv. 6,68)
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