Sono cresciuto in Parrocchia con le tue canzoni in mezzo alla mia gente e ai miei ragazzi. Le ho suonate sempre con la fisarmonica. Verresti a un mercoledì di Quaresima che faccio con i giovani della Diocesi nella Cattedrale di Molfetta?. Fu questo il mio primo incontro telefonico con il Vescovo don. Dissi di sì e partii, allora, con la mia chitarra prendendo un aereo per Bari.
Sappiamo quanto è stata dura e difficile la vita di Benedetta, specialmente nell'ultimo anno quando tutti i sensi in lei si sono spenti, come dice lei stessa: "Nella notte buia dei miei faticosi giorni" (22.4.1963). Sappiamo anche come la sua fede e la sua preghiera proprio in questa grande prova hanno raggiunto vette straordinarie. Mi sembra che una caratteristica della sua preghiera, del suo colloquio con il Signore, sia stata un nuovo e spirituale uso dei sensi: quello che le era impossibile fisicamente l'ha fatto nella fede e nello Spirito.
Ho sentito parlare di Lucia Burlini dal tempo del noviziato, quando i formatori narravano le vite dei santi dell'Istituto e di quelli che, pur non essendo membri, erano vissuti col carisma della Passione, diretti dal
Fondatore o dai nostri primi Padri nella via della perfezione, ed erano morti in concetto di santità, alcuni dei quali già avviati alla glorificazione sulla terra, da parte della Chiesa. E ne ho seguito le varie tappe. Ma nel 1991/1992, scrivendo la vita del Fondatore S. Paolo della Croce e consultando i documenti sui primi anni di storia dello Congregazione e sulle anime da lui dirette, mi sono imbattuto nella figura di Lucia Burlini.
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Siamo al quarantesimo giorno dalla Risurrezione. Ormai la missione terrena di Gesù si conclude.E finito il tempo della incarnazione e deve congedarsi dai suoi amici. Nella prima lettura della Liturgia dellAscensione, è ancora Luca che con il suo scritto "Atti degli apostoli" racconta al suo carissimo amico Teofilo, come Gesù si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio.Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre, quella disse, che voi avete udito da me . Poi condusse gli apostoli fuori della città e lo portò in cima al monte oliveto, facendo il cammino che aveva percorso con loro esattamente sei settimane addietro, la sera del giovedì santo.
Caro Don Lucio,
"Basta. Mollo tutto. Non ne posso proprio più. Non ce la faccio ad andare avanti in questa maniera!". Sa quante volte questi pensieri mi sono venuti alla mente! Ma per fortuna interveniva sempre qualcosa, un gesto, una parola, uno sguardo affettuoso della sposa, e subito tornava il sole a risplendere anche in una giornata di pioggia. Il pessimismo svaniva.
DON TONINO BELLO: NON UN MITO, MA... UN MITE ( Il Vescovo don)
Sono cresciuto in Parrocchia con le tue canzoni in mezzo alla mia gente e ai miei ragazzi. Le ho suonate sempre con la fisarmonica. Verresti a un mercoledì di Quaresima che faccio con i giovani della Diocesi nella Cattedrale di Molfetta? Fu questo il mio primo incontro telefonico con il Vescovo don. Dissi di sì e partii, allora, con la mia chitarra prendendo un aereo per Bari. Arrivato a Molfetta, mi venne ad aprire un bambino. Non era o meglio era uno dei piccoli figli che il Vescovo don ospitava nella sua casa Vescovile: famiglie senza casa o disagiate.
il carcere e un deserto spietato. Un luogo di solitudini raggelanti e di vicinanze obbligatorie. Eppure dentro il recinto -fatto di impotenza e disperazione, ignavia e dimenticanza, oppressione e reclusione -fioriscono storie di riscatto, veri abbaglianti anticipi e posticipi di risurrezione Storie al limite: taglienti come vetri, iridescenti come la speranza maltrattata, calpestata, ridotta a brandelli, ma mai del tutto cancellata. Storie nelle quali si manifesta un'irruzione, lintrusione di qualcosa di inaspettato, di sorprendente, di indicibile. Io lo definisco l'imbarazzo di Dio. Una presenza che spiazza, che apre all'inaudito. che per un attimo decisivo sospende e taglia la quotidianità della reclusione.
A liturgia desse domingo do tempo comum garante-nos que Deus não se conforma com os projetos do egoismo e de morte que desfeiam o mundo e escravizam os homens e afirma que El encontra forma de vir ao mundo de seus filhos para lhes propor um projeto de liberdade e de vida plena.
A primeira leitura propõe-nos, a partir da figura de Moises, uma
reflexão sobre a experiência profetica. O Profeta é alguém que Deus
escolhe, que chama e que envia para ser a sua palavra viva no meio dos
homens. Através dos profetas, Deus vem ao encontro dos homens e
apresenta-lhes de forma bem susceptivel, as suas propostas.
O
Evangelho demostra como Jesus, Filho de Deus, cumprindo o projeto
libertador do pai, pela sua palavra e pela sua ação, renova e transforma
em homens livres todos aqueles que vivem prisioneiros do egoismo, do
pecado e da morte.
A segunda leitura convida os crentes a repensarem
as suas prioridades e a não deixarem que a realidade transitória sejam
impeditivas de um verdadeiro compromisso com o serviço de Deus e dos irmãos.............
I difficili rapporti di Gesù con i farisei e sadducei
Nei tre anni vita pubblica del Messia, i suoi rapporti con il popolo sono stati sempre ispirati ad una infinita misericordia e sollecitudine verso tutti i problemi della sua gente. Per loro compie prodigi come moltiplicazione dei pani, guarisce infermi, sana malati, addirittura risuscita un suo amico carissimo, Lazzaro. Lo seguono folle immense, lo ammirano, lo applaudono perché pensano che Lui veramente risolverà tutti i loro problemi.
" .....e il Verbo si fece carne e venne abitare in mezzo a noi." (Gv. 1.14)
Oggi brilla una luce per noi, è nato il Nostro Signore e Salvatore ! Proprio come il sole sorge ogni mattina per illuminare e dare la vita al mondo cosí Gesú viene a illuminare tutta la famiglia umana. Dopo Maria e Giuseppe, furono questi pastori del Vangelo i primi a essere stati illuminati dalla presenza di Gesú Bambino, questi pastori che erano considerati gli ultimi della societá. Anche noi dobbiamo essere come questi pastori per accogliere il bambino ed essere consapevoli del nostro nulla. Che Gesú é la luce non ci puó lasciare indifferenti.
DIO NON É DEI MORTI MA DEI VIVENTI, PERCHÉ TUTTI VIVONO IN LUI.
" Vangelo: Luca- 20.27-38 "
Una riflessione.
In questo frammento del Vangelo di S.Luca, Gesú fa una chiara affermazione della resurrezione e della vita eterna. I sadducei mettevano in dubbio o, ancora, peggio, ridicolizzavano la fede nella vita eterna dopo la morte, la quale, a sua volta, era difesa dai farisei e lo é anche per noi oggi giorno, per lo meno per alcuni. La loro domanda suggerisce una mente giuridica di possessione, una rivendicazione del diritto di proprietá su una persona. Inoltre, la trappola che hanno messo Gesú mostra un malinteso che esiste ancora oggi, immaginare la vita eterna come estensione, dopo la morte, della esistenza terrena.
Anche
dentro questi contorni di un discorso senza pretese, qualcosa deve
essersi proiettato davanti alla nostra mente, a proposito di questo
titolo di sovrana grandezza: la maternità divina di Maria. Ci
saremo almeno persuasi, se vi fosse stato bisogno, che sia assai più
facile compilare un manuale di preghiere all Immacolata di Lourdes, o
narrare la vicenda tutt'altro che chiara della presunta Casa
della Madonna di Loreto, oppure allestire un trattatello, ahimè semi
inutile, sui numerosi messaggi di veggenti mariani, che affrontare questo genere di riflessione, sulla dignità della madre di Dio.
E strano che si sia predicato, scritto e parlato tanto sull IMMACOLATA CONCEZIONE e nella comunità cristiana siano ancora numerosi coloro che ne hanno unidea assai vaga. Molti fedeli, quando se ne celebra la Festa l8 dicembre, pensano allo splendore verginale di lei, mostrando di non saper distinguere Immacolata da Vergine. Altri si commuovono sinceramente, nel considerare e contemplare nella liturgia di quel giorno la purezza, anzi la castità. In questo caso siamo di fronte ad unaltra confusione, fra purezza, castità, e concezione immacolata.
" Dopo il nome di Gesú, non ci é altro nome che sia tanto poderoso per assisterci nelle nostre necessitá come il Santo Nome di Maria. " Il nome di Maria é ammirabile e succede à volte di qualcuno ottenere la salvezza o le nostre necessitá piú per l'invocazione di Maria di che il nome di Gesú. Quale é la causa di questo ? Sará che Maria é maggiore e piú poderosa del suo Figlio Divino ? NO, perché Lui non ha ricevuto da Maria la grandeza e il suo potere, al contrario, é stata Maria che ha ricevuto da Gesú questa grande gloria. Il motivo é che il Figlio di Dio , essendo il Signore Giudice, deve trata ogni uno conforme di accordo con i suoi meriti e secondo le regole della giustizia.
ANOTAÇÕES PARA UMA LEITURA MAIS ADEQUADA DOS TEXTOS EVANGÉLICOS
ESTRUTURA DO EVANGELHO DE MATEUS
O discurso sobre o Evangelho de Mateus se faz mais amplo e nos permite relevar outros datos de interesse para quem quiser bem le-lo ou escuta-lo da liturgia e entender alguma coisa a mais sobre os misterios que nos rivela, no tocante à vida e magistério do Salvador. Temos que olhar com mais atenção à estrutura de sua composição, aquela que dá aos vários elementos que o compõem, a relevancia entendida pelo ecritor inspirado. Para poder indagar, podemos nos apegar a essa articulação essencial : um prólogo ( cap 1-2) uma primeira parte (cap 3-13) e uma segunda (cap 14-28). Seria até facil introduzir uma conclusão mais reduzida ( vv 14-20) do cap. 28 )