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Non sei
semplicemente
"uomo"

Il tuo evangelista Giovanni poteva dire semplicemente che ti sei fatto uomo.

No: ha preferito calcare la tinta, per mettere in evidenza che dell’uomo hai assunto anche la limitatezza e la miseria, eccetto il peccato.

 

Noi, invece, per desiderio, in sé legittimo, di non dimenticare mai che sei anche Dio, abbiamo ridotto quanto più possibile la dimensione umana della tua incarnazione.

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Celebrazioni annuali delle feste  Natalizie, non riescono sempre e del tutto a convincerci del ruolo insostituibile della tua umanità, per accostarci alla tua divinità.

Così continuiamo a parlare di virtù evangeliche, a guardare con sospetto qualsiasi partecipazione umana alla vita spirituale, per una specie di demonizzazione dell’umano, derivata da un certo manicheismo inconfessato.


Di conseguenza abbiamo preso a modello di virtù più i  nostri santi che te, perché tu sei Dio e noi uomini.

Abbiamo, dunque, dimenticando che sei nato, sei vissuto, quindi hai mangiato, bevuto, dormito,camminato, faticato, sofferto. amato, sei morto come uomo, non come Dio.

E noi dobbiamo vivere, mangiare, bere, dormire, lavorare, soffrire, amare, morire come uomini e non come Dio.

Quanti sforzi inutili mi sembra di aver affrontato, Maestro mio, nel mettermi in testa di poter essere povero ed umile come S. Francesco. puro come S. Luigi. fervido apostolo come S. Paolo della Croce!...

Se avessi approfondito meglio, sul Vangelo, le tue virtù, mi sarei accorto che solo tu puoi riprodurti perfettamente in me, a gloria del Padre.

Le tue virtù non sono solo “a misura d'uomo", ma a misura mia. sommamente adatte alle mie esigenze personali e alla mia missione. Insegnami a farlo almeno ora. con maggiore impegno e piena fiducia nella tua grazia.

 

WEGE DES GEISTES

Auguri coreani!

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Buon Natale 2012
Riflessioni di
Padre Vincenzo Bordo
dalla Corea

 
L’unghia dell’alluce destro mi si e’ INCARNITA e da alcune settimane mi provoca un forte dolore a tutta la gamba. Penetrando nella cute, l’ha lacerata e fatta sanguinare copiosamente. Se una piccola insignificante unghia, incarnendosi, provoca una cosi’ grande sofferenza cosa avra’ significato per Gesu’, a Natale, INCARNARSI nella nostra umanità? Quale atroce ed incredibile tormento deve aver provocato in Lui questo grande e misterioso processo di unione con il nostro essere: mettere da parte la Sua sublime divinita’. Entrare nella nostra fragile vita. Farsi avvolgere da essa. Lasciarsi squarciare e sanguinare per amore. E questo solo perche’ dall’alto del suo beatifico trono ha VISTO e ASCOLTATO il grido della nostra sofferenza. Quel nostro straziante urlo non l’ha lasciato indifferente, lo haspinto ad abbandonare il suo felice e radioso paradiso ed entrare nella nostra carne per dare un senso, una risposta, un aiuto, la salvezza totale e integrale alla nostra povera e malconcia societa’.

Preghiere

Preghiera "La carità"

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La carità

Un giorno venne un povero alla porta,
tendeva la sua mano per il pane,
la via che percorrevo era contorta:
lo ricacciai deciso, come un cane!
 
Poi un giorno che tirava forte il vento,
lui ritornò sicuro col sorriso,
ed io che in cuor mi dissi:
”Non mi pento!”,
il mio mantello strinsi più deciso.