SANTA MONICA Madre di Santo Agostino Esempio di Madre e di Sposa
Una riflessione
Santa Monica é conosciuta fra i cattolici per essere stata la madre del Santo di Hispona, Santo Agostino, che con grande difficoltá conseguí, per la sua perseveranza nella preghiera e nella caritá, la grazia di vedere suo figlio convertirsi al cattolicesimo. Uno dei piú grandi valori di questa Santa Madre é stata la fiducia nella preghiera. Quanti di noi cristiani possiamo dire che abbiamo la stessa fiducia che ebbe Santa Monica nella preghiera ? Abbiamo molte volte fiachezza in pregare e lasciamo la preghiera sempre in secondo piano durante il giorno.
E difficile parlare della speranza come virtù teologale di un'anima che vive di una profonda unione con Dio, come si osserva in Lucia. Lucia si rimise ai saggi consigli del Santo suo direttore spirituale che le raccomandava di non perdere mai la fiducia nella misericordia divina anche nei momenti di prove interiori terribili" di "battaglie orribilissime (Positio,111,90).
Maria Grazia si trova in un momento di crisi.
Nei giovani le difficoltà spesso si aggrovigliano. Un problema di carattere sentimentale si accompagna magari a problemi di orientamento per il futuro.
Se poi si devono affrontare delle delusioni, subite o date, il disorientamento è ancora più grande.
Si può vivere il buio anche nella luce della giovinezza.
Benedetta Bianchi Porro è unamica di Maria Grazia.
II
metodo didattico usato dal Cristo per ammaestrare la folla che lo seguiva
costantemente nel suo peregrinare da un villaggio all'altro, è stato
prevalentemente quello dell'uso di parabole:
fatti, racconti immaginari, ma reali, per
trasmettere poi alla gente che ascoltava, i grandi principi del suo
insegnamento.
Ma
con i suoi discepoli linsegnamento è prevalentemente diretto:
Ci sono dei momenti di verità delle persone, momenti nei quali tutto il senso di una vita si capisce. Benedetta Bianchi Porro, qualche ora prima di morire, chiede alla madre: Ricordi la leggenda?.
SANTA RITA da CASCIA La Santa avvocata dei casi impossibili
Santa Rita è una delle Sante più amate ed è oggetto di una straordinaria devozione popolare perché è molto amata dal popolo che la sente molto vicina per la "normalità" dell'esistenza quotidiana da Lei vissuta, prima come sposa e madre, poi come vedova e infine come monaca agostiniana. A Santa Rita la vita non le risparmiò nulla: Giovanissima fu data in sposa ad un uomo iroso e brutale col quale ebbe due figli, tuttavia con il suo tenero amore e passione riuscì a trasformare il carattere del marito e a renderlo più docile.Il marito fu assassinato e nel giro di poco tempo anche i figli lo seguirono nella tomba.Ella però non si abbandonò al dolore, alla disperazione, al rancore o al desiderio della vendetta, anzi riuscì in modo eroico a sublimare il suo dolore attraverso il perdono degli assassini del marito. Si adoperò instancabilmente per riappacificare la famiglia del marito con gli assassini, interrompendo cosi la spirale di odio che si era creata.
Non abbiamo molti dati personali sulla vita di Bonaventura, tuttavia attraverso i suoi scritti si può capire quale è stato l'influsso di Francesco su di lui.II primo impatto con Francesco è avvenuto in occasione della gravissima malattia che lo colpì tra i 9 e i 14 anni, quando la madre chiese a Dio la grazia della guarigione del figlio attraverso l'intercessione di san Francesco. Non appena "strappato dalle fauci della morte e restituito incolume al vigor della vita" fu consegnato dalla madre ai frati minori del convento di Bagnoregio presso i quali non soltanto studiò, ma incominciò a conoscere il loro fondatore.Più tardi nel 1243 Bonaventura entrò a far parte dell'Ordine sedotto non soltanto dall'esempio di alcuni docenti universitari francescani, ma soprattutto dallo spirito evangelico del poverello di Assisi. Osservando poi che tra ifrancescani si trovava gente umile ed eminenti studiosi, si persuase che si potevano benissimo conciliare umiltà e povertà con la speculazione sapienziale.
Anche nel suo caso, la vita di fede rifluiva spontaneamente nella speranza, sullorizzonte dellesperienza personale.La chiesa insegna che anche questa virtù, infusa in noi nel battesimo, lo era in lei fin dagli inizi della sua vita, in una misura che richiamava sempre, e da vicino, lalto compito al quale era stata preordianta ab aeterno. L'azione dello Spirito Santo ne avrebbe favorito in modo altrettanto singolare lo sviluppo; ma anche il suo impegno personale vi avrebbe svolto un ruolo importante. Maria, già in apertura di Vangelo, mostra tutti i segni dell' anima dotata di una fiducia in Dio, che può, in certi momenti, chiedere lumi sufficienti a rendersi sempre più consapevole di quanto le si domanda; poi, però, si accontenta di quel che ha potuto ottenerne e per il resto lo rimette con esemplare abbandono a lui.
Per
la verità, ha chiesto dilucidazioni all'angelo, solo perché la propria
adesione fosse del tutto responsabile. Dopo di che si è fidata di colui
che le aveva fatto proposte così inaudite, e dalle dimensioni da non
potersi sottoporre ad alcuna verifica diretta.
Credette. Sperò. A qualche giorno di distanza, in un
villaggio assai lontano dalla sua Nazaret, fu sentita esclamare: " Tutte
le generazioni mi chiameranno beata" (Lc 1, 48); appunto, a motivo di
quanto le era stato detto e promesso. Come faceva a giurarci sopra, su quanto andava dicendo?
"Mi chiameranno beata"
Quali generazioni? Non certo quelle che l'avrebbero vista muoversi in mezzo ad esse. Le future?...
E lei ci credeva? Ci credette. Anzi sperò, anche dopo
gli oscuri preavvisi di Simeone
E'
evidente che la vergine della Galilea, fin dagli inizi della sua
maternità, puntava con piena sicurezza sull'assoluta affidabilità di
Dio, circa quanto le aveva promesso, tramite l'arcangelo Gabriele.
Allorché
arriveranno i giorni nei quali si troverà quasi sempre sola, con il
figlio lontano, fra continue altalene di notizie confortanti e
previsioni colme di angoscia; quando, qualche rara volta che potrà
avvicinarlo, lo sentirà dire: "Chi è mia Madre?" (Mt 12, 48), non se ne
farà un dramma, come avrebbe fatto qualsiasi altra madre terrena.
Sa
che il progetto divino resta al di sopra di ogni espressione verbale.
In ogni caso, solo lei, come si è visto a Cana, era in grado d'intuirlo
all'interno e al di là delle stesse dichiarazioni del suo Figlio divino.
Ormai
questo suo figlio era degli altri, cioè dell'umanità da redimere, e, in
questo senso, ancora più suo, perché l'aveva chiamata a partecipare ad
un'eroica spogliazione di ogni diritto umano, dovendone rivestire coloro
che avrebbe dichiarato figli di Dio, suoi fratelli, quindi figli anche
di sua madre.
Ancora più sorprendente l'atteggiamento di
questa donna della speranza, sul Golgota, nell'ora del crollo di ogni
sogno messianico di stampo ebraico, dal quale non erano mai venuti fuori
del tutto i seguaci di suo figlio.
Le speranze d'Israele si sarebbero spente sul legno di quella croce, per tutti loro. Meno che per Maria.
Credette sulla sua parola.
Sperò senza tentennamenti, che dalla croce sarebbe spuntata l'aurora della nuova storia.
Che lo abbia rivisto o non rivisto alla risurrezione, è una questione tutta nostra.
Lei
viveva ad un'altra dimensione: quella di una speranza che non ha
bisogno di prove o controprove visive, o tattili, per sentirsi sicura
nel prosieguo della sua donazione all'alto e doloroso compito che le era
stato assegnato.
La sua certezza nella vittoria del
figlio crocifisso era basata e alimentata dalla fede incrollabile e
dalla speranza ferma, derivanti dalla sua posizione insostituibile nella
storia della salvezza.
Non è necessario supporre che
tutto questo le sia costato uno sforzo assillante, simile a quello che
s'impone per ciascuno di noi.
Un impegno assiduo, sì;
perché anche per lei l'itinerario della santità doveva richiedere
l'assistenza continua dell' Altissimo, ma anche assunzione generosa,
costante delle proprie responsabilità personali.
Una voce dal cielo: "Questi è il Figlio mio, l'amato"
Battesimo del Signore
Anno C
Una voce dal cielo: "Questi è il Figlio mio, l'amato"
PENSIERO DELLA DOMENICA
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Oggi
con la Chiesa celebriamo il battesimo del Signore e facciamo memoria
del nostro battesimo. Gesù immerso nellacqua da Giovanni, ci
immergerà con la sua morte e risurrezione nella vita eterna.
Il Padre proclama la predilezione per il figlio Gesù e conferma la sua
missione, mentre lo Spirito Santo discende su di lui come una colomba. La festa del Battesimo di Gesù chiude il ciclo delle Feste della Manifestazione del Signore. Festeggiamo il Battesimo di Gesú realizzato da Giovanni Battista nelle acque del fiume Giordano.
Una riflessione a cura del Dott. Alberto Rossini( Brasil)- nostro collaboratore
Viviamo
in una epoca che poco si parla a rispetto delle virtú teologali:
fede, speranza e caritá, cose che sono state dette da San Paolo nella
sua prima lettera ai corinti. La fede ci permette
di credere in Dio e nei misteri sopranaturali. É possibile provare
l'esistenza di Dio per la ragione, peró molti misteri, anche se non
contrari alla ragione stanno ancora sopra la ragione. Solo alla luce
della fede possiamo vedere e credere nella veritá.
Un esempio é il misterio della Santissima Trinitá: come concepire tre
persone divine in un solo Dio ? Tale comprensione solo la comprenderemo
quando staremo davanti a Dio, faccia a faccia.
Storia vera e non unica E' una ragazza di nome Speranza: una vita perduta?
Con sincero, profondo dolore, con rabbia ed indicibile tristezza scrivo questa storia straziante che tante volte ho ripassato nella mia mente. Vorrei che la sua pubblicazione potesse aiutare qualcuno. Provo dolore perché è una storia di droga e di degrado morale e ne è vittima una persona legata per alcuni anni alla mia professione di docente.Provo rabbia per lincapacità e lindifferenza di tutte le istituzioni ad offrire una opportunità di ascolto e di guida valida. Provo tristezza per il buio esistenziale che ancora avvolge questa giovane donna.A dispetto di tutto, la chiamerò SPERANZA. Dunque: Speranza si sente goffa, brutta, insignificante, non intelligente sua madre non potrebbe fare la velina perché ha un corpo disarmonico il padre non può permettersi la Mercedes...
Bajo la mirada compasiva y misericordiosa de Dios, con alegría y confianza comenzamos este tiempo litúrgico que la Iglesia nos regala para reavivar la fe, encender la esperanza y practicar la caridad. La Palabra de Dios alumbra nuestras opciones cristianas y nos invita a poner los ojos en Jesús, el Maestro, el Amigo, el Camino, la Verdad y la Vida.