Un anno fa ho avuto un impulso nuovo nella mia vita di sacerdote. La chiamerei quasi una... chiamata. La morte in un incidente stradale di tre ragazzi insieme mi ha posto la domanda: e tu che fai? Vuoi fermare, per quello che puoi, la morte? Vuoi mobilitare i giovani a non morire dentro e fisicamente e a scegliere la vita? Mi sembrarono le domande nuove di un'ordinazione sacerdotale in tarda età.
DALLA PRIMA LETTERA DI S.PAOLO DELLA CROCE ALLA VEN.LUCIA BURLINI 4 LUGLIO 1748
Dopo il silenzio di tanti anni, ho creduto mio obbligo di gratitudine di visitare con questa mia il vostro spirito ringraziandovi in primo luogo, in Gesù Cristo della grande carità con cui avete assistito ai nostri poveri religiosi abitanti nel sacro ritiro della Madonna del Cerro [ ..] Gesù che è il sommo datore d'ogni bene ricolmi sempre più il vostro spirito della pienezza delle sue grazie e doni celesti, per le fatiche, viaggi ed altri uffici di carità in cui vi siete impiegata per i miei e vostri fratelli in Gesù Cristo.
Come ha visto, non era facile incontrarci. Certo, avrai potuto sapere anche altri particolari che rendono piuttosto amari questi ultimi anni della mia vita. Sento una grande riconoscenza del grande dono che mi hai fatto col trascorrere una preziosa ora in un colloquio che non potrò facilmente dimenticare.
Voi siete il sale della terra... Voi siete la luce del mondo
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO
La Liturgia ci propone, Cristo, vera luce che illumina gli uomini. Il Cristo nei rapporti con i suoi collaboratori, gli apostoli, si evidenzia sempre come grande pedagogo. Si adegua alle loro capacità, alla loro mentalità e inculca i grandi principi con elementi semplici, comprensivi e di facile applicazione: Voi siete il sale della terra.... Comprendono bene il valore, la utilità e la necessità del sale. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende un lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa.... E sanno passare dalla allegoria al concetto vero. Capiscono che ricevono dal maestro il dono di essere luce per illuminare che sta nelle tenebre.
Ho sentito parlare di Lucia Burlini dal tempo del noviziato, quando i formatori narravano le vite dei santi dell'Istituto e di quelli che, pur non essendo membri, erano vissuti col carisma della Passione, diretti dal
Fondatore o dai nostri primi Padri nella via della perfezione, ed erano morti in concetto di santità, alcuni dei quali già avviati alla glorificazione sulla terra, da parte della Chiesa. E ne ho seguito le varie tappe. Ma nel 1991/1992, scrivendo la vita del Fondatore S. Paolo della Croce e consultando i documenti sui primi anni di storia dello Congregazione e sulle anime da lui dirette, mi sono imbattuto nella figura di Lucia Burlini.
Ulteriori news sulla missione
di Don Gigi a Tres Lagoas, Brasile
Che strana sensazione il tempo in Brasile! Sembra tanto (ci alziamo alle 5,30) e ti vola via, come gli uccelli che sorvolano loratorio. Non lafferri mai e ti domandi spesso: che cosa ho fatto oggi? Peró le giornate sono piene e quando terminano (ore 22,30) sei stanco che crolli sul letto.
Il mio Crocifisso lo porto dappertutto, lo preferisco a tutto.
Quando io sono debole Egli è la mia forza, quando cado Egli mi alza, quando piango, Egli mi consola, quando soffro mi guarisce, quando tremo mi rassicura, quando Lo chiamo Egli mi risponde.
TERZA DOMENICA DELLA QUARESIMA 23 MARZO 2014 Una riflessione sul Vangelo
Gesú chiede alla Samaritana: " Dammi da bere " ( Jo 4.7 ) Questa richiesta esprime l'amore di Dio per tutti gli uomini e vuole suscitare nel nostro cuore il desiderio del dono dell'acqua a vantaggio per la vita eterna ( v.14 ) é il dono dello Spirito Santo che fa dei cristiani veri adoratori capaci di pregare il Padre in " spirito e veritá " ( v.23 ) Solo questa acqua puó saziare la nostra sete del bene, della veritá e della bellezza ! Solo questa acqua irriga i deserti dell'anima inquieta e insoddisfatta in quanto non riposa in Dio. Dio ama l'essere umano e ha sete del nostro povero amore che stá in noi. Dio ha sete come noi abbiamo sete del suo spirito, della sua vita, della sua grazia, della sua gloria. Lui ha acqua abbondante, ma ha sete che noi la beviamo.
Questa sete di vivere conforme a quello che Dio ha pensato per noi, di
darci un appetito che costruisce realmente una esistenza piena di senso,
di contemplare tutte le cose con una visione purificata e discoprire lo
splendore di ogni creatura, é una sete esistenziale, é una
insoddisfazione dell'anima che non incontra senso fuori da Dio. É da
domandarci: come potrá consistere la felicitá dell'uomo nelle ricchezze
naturali e artificiali che sono sempre finite ? A una ricchezza sempre
si puó aumentare un'altra, come si puó vedere possiamo passare la vita
accumulando ricchezze senza saziarsi. Come potrebbe consistere la
felicitá dell'essere umano nei piaceri se questi sono appena un
principio di conoscimento ?
La lettura attenta del Vangelo ci indica
facilmente l'importanza dell'acqua per Giovanni. É solo in questo
Vangelo che noi leggiamo il racconto delle nozze di Cana, dove Gesú
trasforma acqua in vino ( cfr Jo 2,1-12 , nel capitolo seguente
incontriamo quella affermazione che sempre ci commuove: " chi non
rinasce dall'acqua e dallo spirito non puó entrare nel regno di Dio (Jo
3,5) dopo il passaggio che abbiamo meditato che ci riferisce l'incontro
di Gesú con la Samaritana ( Jo 4.42) era per il movimento dell'acqua
che gli infermi erano curati nella piscina di Betesda (cfr 5.1-18)
É
nel cuore di Gesú che noi incontriamo il vero riposo, la pace, i nostri
piaceri e la nostra felicitá. Allontanarsi da questo cuore buono e
misericordioso é uscire dal cammino della vera felicitá e camminare per
le cose insensate, é vivere una vita senza rumore e nelle tenebre piú
profonde che impediscono di levare una vita degna di essere vissuta
nella sua totalitá, sia spirituale che temporale.................... Dott. Alberto Rossini
Una riflessione a cura del Dott. Alberto Rossini( Brasil)- nostro collaboratore
" Ogni giorno con Gesú é il punto di riferimento per ricevere una luce di speranza e di amore. Tanti pensieri affollano la nostra mente e non sempre siamo noi a scieglierli. Il continuo bombardamento di notizie funeste e angoscianti influenzano i nostri pensieri e ci comunicano un senso de preoccupazioni e di ansia. Il pensiero che dobbiamo avere é quello che Gesú si dona a noi graziosamente e si dona con il suo cuore immacolato.
Una riflessione a cura del Dott. Alberto Rossini( Brasil)- nostro collaboratore
San Giuseppe ha avuto la grazia di vivere accanto al Salvatore e alla sua Madre, la Tutta Santa, e ha ascoltato dalla loro bocca quelle soave parole che bastarono a fargli godere la serenitá e il silenzio interiore quale riflesso della celeste beatitudine.La vita di San Giueppe fu una continua preghiera in compagnia del Re del Cielo in quanto il Figlio cresceva in etá, sapienza e grazia davanti Dio e agli uomini, non si preoccupava delle cose esteriori ma nella misura strettamente necessaria ai bisogni della Sacra Famiglia.
Pregare é cosa bella e edificante e per questo ci sono due punti di vista: vivere alla presenza di Dio e praticare la caritá. Tutto quello che fa parte della nostra vita puó alimentare il dialogo con Dio e questo ci aiuta a stare alla sua presenza: la benedizione per ringraziare, le preoccupazioni per chiedere il suo aiuto e collocarle nelle sue mani, le decisioni difficili da prendere invocando la luce dello Spirito Santo, i nostri peccati per ricevere misericordia e perdono,.Stiamo alla presenza di Dio con la coscienza che il Signore ci accompagna sempre, poi ci ha promesso che starebbe con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo.
Secondo la tradizione della Chiesa, appena morto Gesú sulla croce, Giovanni avrebbe preso Maria a abitare con lui, assumendola come madre, in una cittá chiamata Efeso. Prima che Maria venisse a morire, si intenda questa morte non come consequenza del peccato, perché Maria mai peccó, Maria rimase fedele al suo figlo amato. Maria morí e é assunta in Gerusalemme e si puó dire che fu velata nel monte Sion, in Gerusalemme, e levata per essere sepulta al lato del Monte degli Ulivi, tumulo questo che s'incontra vuoto, ovviamente, e che puó essere visitato pure oggi.
Una riflessione Sono parole pungenti uscite dalla bocca dell'anziano Simeone rivolte a Maria. Affermazione che nel suo contesto non si richiama solamente alla Passione di Gesú Cristo, ma anche al suo ministero, che provocherá una divisione del popolo di Israele e pertanto un dolore intimo di Maria. Nel corso della vita pubblica di Gesú, Maria sperimentó la sofferenza per il fatto di vedere Gesú, suo figlio tanto amato, essere rifiutato dalle autoritá del popolo e minacciato di morte.
MARIA VERGINE UNA LAICA DALLE INIZIATIVE IN PRIMA PERSONA
Per comprenderlo nella maniera più sintetica e precisa possibile. Torniamo al noto episodio di Maria che va da Elisabetta e prolunga la sua presenza presso di lei per circa tre mesi ( Lc l, 39-56). E ricco di elementi che fanno al nostro assunto e ci dispenserà dal presentarne altri, dove la stringatezza del dettato evangelico non incoraggia ad andare oltre, nella ricerca Maria, appena terminato il colloquio con il messaggero cele- ste, ripensa attentamente a quanto ha ascoltato e si sofferma su quel nome di donna, Elisabetta, che Gabriele ha presentato come sua parente: unica creatura umana entrata nel discorso, durante quel dialogo, da cui sarebbe dipesa la salvezza di tutta lumanità. E riflette: Sta diventando madre a quella sua età avanzata: dovranno sorgerle problemi di assistenza assai riservata. Andrà anche per questo.
Evita, quanto possivel,o bulício do mundo: porque, por mais reta que seja a intenção, é sempre inconveniênte tratar de coisas mundanas.Bem depressa nos deixamos inclinar e vencer pela vaidade.Quisera eu, muitas vezes, ter calado e não me haver achado entre os homens.Por que razão, porém, tanto nos apraz falar e confabular se, raramente, voltamos ao silêncio sem dano para a consciência ?
THE VIRGIN MARY BEFORE DURING AND AFTER THE BIRTH OF JESUS
The expression Virgin Mary is referred to the fact that Our Lady was a Virgin before, during and after the birth of Jesus. Marys holy body was totally intact during the birth of Jesus and it remained virginal for all the rest of the life of Mary. In fact no evidence exists either in Sacred Scripture or tradition to believe otherwise.
Memoria de Santa Faustina, apóstol de la Misericordia Divina.
Oh Jesús mío que tu misericordia, oh Jesús, quede impresa sobre mi corazón y mi alma como un sello y éste será mi signo distintivo en esta vida y en la otra Sor Faustina era una hija fiel de la Iglesia a la que amaba como a la Madre y en cuanto Cuerpo Místico de Jesucristo. Consciente de su papel en la Iglesia cooperó con la misericordia de Dios en la obra de salvar las almas perdidas. Cumpliendo el deseo del Señor Jesús y siguiendo su ejemplo se ofreció como víctima por los pecadores. Su vida espiritual se caracterizó por el amor de la Eucaristía y por una profunda devoción a la Madre de la Divina Misericordia.