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Sul "PATER NOSTER"
Due  parole per introdurci
Chiarire la più evangelica delle preghiere che recitiamo: il Pater Noster. In essa, lungo duemila anni, ci si sono intromesse, purtroppo, diverse imprecisioni che non permettono di gustarne tutta la bellezza,e l'ampiezza di respiro che la caratterizzano. Qualcuno potrebbe aver saputo che l'autorità competente della Chiesa aveva in proget¬to di rivederla, per correggere queste mende letterarie; ma devono essere intervenute delle ragioni prudenziali, che hanno suggerito di attendere ancora un poco.


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 Forse si è temuto di mettere in crisi alcuni assidui alle varie liturgie, non molto propensi a rin-novamenti del genere. Eh sì! Non è raro sentire fra devoti piuttosto attempati e, naturalmente, poco disposti a cambiamenti in campo religioso: Ora si sta mettendo tutto sotto sopra! In questo modo faranno perdere la fede anche a chi crede!...
Però i più attenti di voi si saranno accorti che nel recente nuovo Lezionario delle Messe, è apparsa già la correzione di qualche frase tradotta male. Ad esempio, quella che nella seconda parte del Pater noster dice: " e non c' indurre in tentazione ".
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In latino non se ne avvedeva quasi nessuno; ora tradotta in italiano, i fedeli più attenti si chiedono: Ma che forse Dio può indurci al male, al peccato?! Pensate: In area spagnola e portoghese vi avevano rimediato 40/ 50 anni fa, traducendo e recitando nella preghiera liturgica: Non ci lasciar cadere in tentazione!
Vanno, inoltre, considerate, almeno due cose, per comprendere meglio la straordinaria originalità della preghiera di Gesù:
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1 - che nel Vecchio Testamento, mai una preghiera inizia con questa affermazione filiale. Dio è Dio: è il Signore, non il Padre.
2. - che la rivelazione della paternità di Dio rappresenta il punto focale, cioè centrale del Messaggio evangelico..
Vi sono, anche nella Bibbia ebraica frasi isolate, come quella dove si dice: O Yahvè, non sei tu il nostro Padre? - Ma subito dopo vi avvedete che si tratta di una pura metafora. Comunque, nessuna preghiera ebraica, nessun salmo inizia, o s'imposta sul concetto di autentica filiazione con Dio, perché esprime un rapporto esterno, cioè di giustizia.
Così affermano i migliori esegeti di oggi.
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Per concludere, ricordiamo che Gesù, è stato `provocato' dagli Apostoli a dar loro una formula di preghiera. Fosse dipeso da Lui, non ce ne avrebbe lasciata alcuna... Egli, esattamente parlando, ci ha proposto l'Orazione, cioè il colloquio fiducioso, amoroso, filiale col Padre, sciolto da ogni formula, come ce ne dava l'esempio personale Lui stesso.
- Ovviamente, per favorire un rapporto comunitario con Dio, occorreva una formula.

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AS VIAS DO ESPIRITO

O sorriso do Natal

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O sorriso do Natal

Esta história do Natal, velha de dois mil anos atrás, é entretanto, sempre nova! São tantos os fatos sinistros que acontecem cada dia e provocam tristeza e dor, depois, o tempo faz esquecer tudo. A história de um menino, que dois mil anos atrás nasce em uma gruta "ao frio e ao gelo" se ainda hoje vem lembrada e faz tanta ternura, deve ter um motivo todo especial. Nos povos antigos todos esperavam pelo Salvador que resolvesse seus problemas. O profeta Isaias, setecentos anos antes da vinda do Messias, dizia para sua gente: "... fiquem atentos que virá uma luz que iluminará o mundo".

THE WAYS OF THE SPIRIT

RINGRAZIARE DIO SEMPRE

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RINGRAZIARE DIO SEMPRE

Una riflessione

Dobbiamo ringraziare sempre Dio di ogni cosa che ci dona, San Paolo ce lo esorta sempre.  Tutto ci é stato donato e noi consideriamo poco il fatto che ogni cosa é un dono. Diamo troppo per scontata ogni cosa e purtroppo l'abitudine cancella in noi la tendenza a riconoscere e ringraziare Dio, l'artefice di tutto.  Questa tendenza al ringraziamento trasformerebbe i nostri cuori nella vera pace che solo il Signore ci puó dare. Avere un cuore pieno di riconoscenza per il Creatore Padre sarebbe un buon principio di conversione, ma difficilmente riusciamo a capirlo.

 

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

A punto de iniciar la Semana Santa,

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A punto de iniciar la Semana Santa,

 el próximo Domingo es Ramos, tres lecturas tienen hoy un común denominador: lo nuevo.
En la primera el profeta, de una forma poética, nos narra el nuevo éxodo, la nueva liberación.
En la segunda, San Pablo, se confronta de tal manera con el descubrimiento de Cristo que todo lo demás lo estima basura.
 Y, para que no falte nada en esa triple nota de acorde mayor, el Evangelio nos presenta a un Jesús que lejos de condenar renueva, recupera la vida de una mujer pecadora.
Una vez más, camino de la Semana Santa, Jesús nos va mostrando con más nitidez y con asombrosas pistas el rostro auténtico del Padre: aborrece el pecado pero ama al pecador.
Poco le importan las historias pasadas de aquella mujer.
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WEGE DES GEISTES

Jesucristo, Rey del universo

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Jesucristo, Rey del universo
- Evangelio: Juan 18,33-37
“Con que, ¿tú eres rey? Tú lo dices: soy Rey. Yo para esto he nacido y para esto he venido al mundo; para ser testigo de la verdad…Todo el que es de la verdad, escucha mi voz”.

En esta Solemnidad vemos un Reino esparcido y repartido por los campos. Es un Reino que, con el Rey que lo rige, nos enseña un trono que sin palabras lo dice todo: la cruz.
 Un Rey que, sin palabras, lo hace todo con su presencia, su mirada y su testimonio. Cristo Rey, entre otras cosas, nos invita a dar la vuelta un poco al día a día de nuestra existencia.
 No podemos decir “Tú eres Rey” si, a continuación, nosotros no le rendimos nuestras capacidades, no le ofrecemos nuestras habilidades o le negamos nuestra voz en esas situaciones que reclaman nuestro testimonio y nuestro respaldo.


Preghiere

A MARIA, DONNA BELLISSIMA

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A MARIA, DONNA BELLISSIMA
Restituiscici ad ansie
di incontaminate trasparenze



Santa Maria, donna bellissima, attraverso te vogliamo rin¬graziare il Signore per il mistero della bellezza.
 Egli l'ha disseminata qua e là sulla terra, perché, lungo la strada, ten¬ga deste, nel nostro cuore di viandanti, le nostalgie insop¬primibili del cielo.
La fa risplendere nella maestà delle vette innevate, nel¬l'assorto silenzio dei boschi, nella forza furente del mare, nel brivido profumato dell'erba, nella pace della sera.
Ed è un dono che ci inebria di felicità perché, sia pure per un at¬timo appena, ci concede di mettere lo sguardo nelle feritoie fugaci che danno sull'eterno.