San Giuseppe continua sua missione nella Chiesa per mezzo della sua poderosa intercessione in cielo. Con la sua grande dignitá e ammirabili esempi di virtú continua vivo e attuante. La gloria estraordinaria che gode nel cielo é proporsionale ai suoi meriti e generosa gratitudine del Suo Figlio Gesú che, secondo l'intensitá del grande amore del Santo, Gli dá una misura piena e superiore nel Suo Renho.
Mi sono lasciato prendere totalmente dalle persone, dai fatti e dai movimenti e stavo per tralasciare di comunicare con voi lontani, ma sempre vicini.E cose ed eventi da scrivere ne ho una montagna!
Oltre le novità nel Centro Giovanile ne ho anche trovate rilevanti nel bairo (quartiere) Vila Piloto. I problemi, la miseria, le malattie sono sempre tantissimi, ma trovo qualche abitazione piú decente, un pó di ordine in piú e una certa vita di quartiere. La presenza del Centro e della Scuola hanno contribuito moltissimo ai cambiamenti.
Gesù nella
sua vita pubblica non si è limitato a risolvere i problemi quotidiani che la
gente aveva, ma ha sempre indicato e spronato a percorrere la via della
salvezza. Il percorso della vita è limitato nel tempo, a volte breve o
addirittura brevissimo. Il Maestro, questa realtà sconcertante per lessere
umano ed a volte anche motivo di preoccupazione, laffronta con tanto realismo,
ma non per arrivare a conclusioni di sfiducia, ma nella prospettiva della vera
vita, quella senza fine, eterna. E perché il suo
linguaggio sia comprensivo ed interamente assimilato dalla sua gente, si
serve sempre della Parabola ovvero un racconto che in fatti ordinari nasconde
insegnamenti di realtà superiori.
Dal Vangelo di Luca (12,13-14): "Gesù disse ai suoi discepoli: non
temere piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di dare a voi il
Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non
invecchiano, un tesoro sicuro nei cielo, dove ladro non arriva e tarlo non
consuma. Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese,
siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze,
in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il
padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si stringerà
le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se ,
giungendo nel mezzo della notte o prima dellalba, li troverà così, beati
loro ". Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro
cuore.
E la realtà, per noi sconcertante, della caducità della vita terrena, e
del tenersi sempre pronti.
Gli antichi con molta sapienza, il saluto che si scambiavano quando due
persone si incontravano, era memento mori = ricordati che devi morire.
Noi moderni questo monito lo consideriamo come un malaugurio e non vogliamo
sentirlo, perché sconvolge tutte le nostre illusorie aspirazioni di godimento
della vita.
Quanto è invece salutare la preghiera liturgica Arda nei nostri
cuori, o Padre, la stessa fede che spinse Abramo a vivere sulla terra come
pellegrino, e non si spenga la nostra lampada, perché vigilanti nellattesa
della tua ora siamo introdotti da te nella patria eterna.
Fa che ci abituiamo ad essere vigilanti, cioè responsabili e non vuoi che
leggerezza, lincostanza o limprevidenza compromettano la salvezza di coloro
per i quali tu, o Cristo, sei morto.
Don Lucio Luzzi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
II 14 Maggio 1978 mi presentarono, davanti al fonte battesimale, una bambina di appena 50 giorni. lo, Don Lucio, chiesi ai genitori: "Che nome date a vostra figlia?". Emanuela mi dissero. Spiegai l'etimologia del nome "Emanuela" che significa Dio con noi. E non potevamo nemmeno ipotizzare che la piccola Emanuela un giorno si sarebbe consacrata a Dio nella via del dolore.
Emanuela: all'inizio della mia esistenza mi fu appeso al collo sul petto un viapass, per aprire il cancello d'ingresso, con scritto: battezzata, figlia di Dio. I primi anni li ho passati quasi sempre in braccio alla mia mamma, pensavo solamente a dormire e mangiare. All'età di sei anni ho trovato un grande cancello con la scritta "PERCORSO DELLA VITA". C'era un parcheggio immenso pieno di motorini, delle più svariate marche che io non conoscevo: amore - carità - fraternità - sacrificio - malattia - dolore ecc... Ho messo il mio viapass e mi è toccato in sorte il motorino marca "sofferenza".
Che fare? Resistere ancora all'impeto che non riesce più a contenere e tende a sollevarla in alto, in direzione di un Crocifisso a dimensione naturale?
La speranza di Lucia scaturiva dalla sua carità, virtù che essa praticò fin dalla sua fanciullezza, quando comprese il significato dell'esistenza cristiana: come "Servizio di Dio". Questa elezione del Bene Supremo trovò conferma nel contatto con il suo direttore spirituale, S. Paolo della Croce e fu nel secondo incontro che si sentì affascinata dall'amor di Dio: "Ero fuori di me e nè so spiegarlo...".
SECONDA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 18 GENNAIO 2015 UNA RIFLESSIONE
La liturgia della Seconda Domenica del Tempo Ordinario ci propone una riflessione sulla disponibilità per accogliere le proposte di Dio e di seguire Gesù. La prima lettura ci presenta la storia del richiamo di Samuele. L'autore di questa riflessione dice chiaro che la chiamata é sempre una iniziativa di Dio, il quale viene all'incontro dell'uomo e lo chiama per nome. All'uomo è chiesto di collocare una attitudine di totale disponibilità per ascoltare la voce e le proposte di Dio.
Il Vangelo racconta l'incontro di Gesù con i suoi primi discepoli. Chi é
il discepolo di Gesù ? Chi può fare parte della comunità di Gesù?
Nella prospettiva di Giovanni il discepolo é quello che é capace di
riconoscere nel Cristo che passa il Messia Liberatore, che è disponibile
di seguire Gesù nel cammino dell'amore,che accetta il convito di Gesù
per entrare nella sua casa e vivere in comunione con Lui, che é capace
di testimoniare Gesù e di annunciarlo agli altri fratelli.
Nella
seconda lettura, Paolo invita i cristiani di Corintio a vivere in forma
coerente con la chiamata di Dio. Nel credente che vive in comunione con
Cristo dove si manifesta sempre una vita nuova con Dio. Applicato al
dominio della vita della sessualità, uno dei campi vittime dei cristiani
di Corintio che erano molto notori, questo significa che certe
attitudini e abiti disordinati devono essere totalmente aboliti nella
vita del cristiano.............. dott. alberto rossini.
In questo frammento del Vangelo di Matteo dobbiamo riflette sopra quanto espresso nel "credo" e che risulta molto confortante. "Credo nella comunione dei Santi". Tutti i santi, dalla Vergine Maria, che sono giá passati alla vita eterna, formano una unitá: sono la Chiesa dei Beati a chi Gesú loda: " Beati i puri di cuore perché vedranno Dio"( Mt,5.8) Allo stesso tempo sono in comunione con noi. La fede e la speranza non possono unirci perché loro godono giá della visione eterna di Dio: ma ci unisce invece l'amore che non passa mai ( 1 Cor.13.13) : questo amore che ci unisce con loro allo stesso padre, allo stesso Cristo Redentore e allo stesso Spirito Santo.
E' terminato anche il 2015: è doveroso un ringraziamento a Dio
Hora ruit dicevano gli antichi; il tempo corre velocissimo.
E ci siamo consumati lintero 2015.
E un anno della nostra vita, trascorso, e che non ritornerà mai più.
E tempo di consuntivi per tutti; le imprese, le aziende, i bilanci familiari
Vogliamo provare, io e te, a sintetizzare questo anno 2007 che passa definitivamente nel corso inarrestabile del tempo?
Chiediamoci onestamente, se lanno trascorso, ha aiutato la nostra crescita umana e cristiana.
Ti senti più maturo?
Più padrone di te stesso?
Più generoso?
Hai superato certe posizioni egoistiche?
Purtroppo siamo ancora ammalati di superbia, perché crediamo di essere un granchè e siamo niente.
Siamo ammalati di collera, perché non vogliamo dimenticare e perdonare le offese.
Malati di avarizia, perché non pensiamo che a possedere e al denaro.
Malati nella mente e nel cuore di pensieri e desideri cattivi.
La tradizione popolare esprime i propri desideri, gettando via gli oggetti vecchi.
Arriva il nuovo anno e tutti ci riempiamo la bocca di auguri di pace.
Il mondo la chiede alla scienza, al progresso, alla tecnica, alle grandi
conferenze e organizzazioni mondiali, ma dimentica Dio.
Ricordati che anche tu devi diventare costruttore di pace, superando
egoismo, passando sopra alle inevitabili divergenze di opinioni e
guardando gli altri con amore.
Senti cosa dice S.Bernardo Perché
temi, perché ti spaventi? Non disperarti, non fuggire. Rivolgiti e
guarda: cè il Bambino Gesù, che ancora non sa parlare, che ancora non
sa camminare, solo sa già piangere damore.
Gli auguri di Buon Anno te li faccio con questa invocazione: Madre Santa, ricorda al tuo Bambino Gesù, che ci guardi, ci aiuti, ci protegga".
Gesú, dopo avere annunciato ai suoi discepoli che ritornerebbe dal padre, raccomanda i suoi precetti ai discepoli e li consolida in uno solo,dicendo a loro un comandamento nuovo:" amatevi gli uni verso gli altri come io vi ho amato " e torna a riperterlo nel discorso dell'ultima cena e San Giovanni insisterá, nella sua prima lettera, la necessità di vivere questo nuovo comandamento del Signore e le esigenze che comporta. L'amore al prossimo giá costava nell'antico testamento e Gesú lo ratifica dando un luogo speciale nel conputo della legge.
L'espressione, come è facile capire, si riferisce al fatto che la concezione di Gesù nel grembo di Maria è stata verginale, cioè senza concorso di un padre terreno. Chiaramente, non è un discorso a dimensione umana. Maria, per prima, quando se lo intese annunciare dall'angelo, intese il bisogno di chiarimenti, per pronunziare il suo "fiat". I dubbi di Giuseppe, suo promesso sposo, riportati sobriamente da Matteo, stanno a dirci la trepidazione dei primi cristiani nell'accettare questo dato della fede.
LA MADONNA DELLA QUERCIA E LA DEVOZIONE AL SS.mo ROSARIO
La notizia che S.S. Giovanni Paolo II ha proclamato il 2003 anno del SS.mo Rosario mi ha spinto ad iniziare una ricerca che potesse mettere in luce come questa devozione così amata da infinite generazioni di uomini e donne, questa devozione che lega la terra al cielo , è stata vissuta nel santuario della Madonna della Quercia.
Il tuo Gesù si addormentava sul tuo seno, perché ti sentiva Madre nella percezione più intima di tenerezza che annulla le paure, di premura che dà fiducia nella vita. Io mi ritrovo spesso a venerarti in immagini che non hanno quasi più nulla di umano, ma di devozionismo barocco quasi magico-sacrale, simile, in certi casi più eclatanti, ad un tranquillante che serve a poco, anzi a niente.
No evangelho se narra como Jesus curou dez leprosos e um deles voltou para agradecer. O episodio nos é muito conhecido: perto da aldeia que ficava nas imediações da fronteira da Galiléia com a Samaria dez lebrosos vieram ao encontro de Jesus que ia passando. Parando a uma certa distancia, pois as leis eram muito rigidas ao não permitir o convivio de leprosos com a população sadía, chamaram a grande voz: " Jesus, Mestre, tenha compaixão de nós! " Jesus mandou que eles fossem apresentar-se aos sacerdotes. Era o que prescrevia a lei para aqueles que fossem curados de lepra, para as devidas verificações legais. E aconteceu, justamente, que, quando se encaminhavam para Jerusalém a fim de irem ao encontro dos sacerdotes, viram-se miraculosamente curados. Era o poder de Jesus!