Dagli studi di
Mons. Giulio Ricci,
sindologo internazionale
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a cura di
Don Lucio Luzzi
Questo lenzuolo funerario (m. 4,36 x 1,1) di lino, tessuto a spina di pesce, è il più eloquente corpus delicti di cui gli studiosi si sono serviti per ricostruire il fatto delittuoso che racchiude: la morte di croce. E quella di un uomo, sottoposto prima della condanna a morte, ad una singolare flagellazione, ad un tipica coronazione di spine (mai registrata dagli storici per altri cruciari), segnato allemitorace destro da una ferita di lancia e avvolto nudo nel lenzuolo senza essere stato prima lavato e unto con gli oli resinosi. Limpronta sfumata ci fa intuire che quel cadavere non conobbe la corruzione che inevitabilmente avrebbe compromesso anche la integrità del lenzuolo.