DON TONINO BELLO: NON UN MITO, MA... UN MITE ( Il Vescovo don)
Sono cresciuto in Parrocchia con le tue canzoni in mezzo alla mia gente e ai miei ragazzi. Le ho suonate sempre con la fisarmonica. Verresti a un mercoledì di Quaresima che faccio con i giovani della Diocesi nella Cattedrale di Molfetta? Fu questo il mio primo incontro telefonico con il Vescovo don. Dissi di sì e partii, allora, con la mia chitarra prendendo un aereo per Bari. Arrivato a Molfetta, mi venne ad aprire un bambino. Non era o meglio era uno dei piccoli figli che il Vescovo don ospitava nella sua casa Vescovile: famiglie senza casa o disagiate.
Nella notte del 19 novembre 2008, dopo un faticoso viaggio, sono "sbarcato" nel nord-est del Brasile, nella regione del Sergipe, il continente sudamericano con aerei ad alto sviluppo e con altre di immense povertà. Sono ospite del Vescovo della Diocesi di Proprià, una diocesi di 400.000 abitanti e con soli ventiquattro preti. La popolazione è in maggioranza cattolica, ma crescono sempre più numerose e svariate le sette religiose. Ho cercato di vivere al meglio la mia missione di fare concerti (in italiano!) e ho trovato grande attenzione ed entusiasmo in questa Chiesa semplice, umile e giova¬ne. L'immensità del Brasile permette di offrire solo qualche frammento della vita lì. Sono tornato sentendomi piccolo, ma con dentro il calore, non soltanto del sole estivo, ma dell'amore della gente, dei bambini e dei giovani.
La liturgia ci presenta il Messia che inizia la sua vita pubblica. Si incontra ancora con suo cugino Giovanni, che ha con sé due discepoli. ".... e i due discepoli , seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano disse: Che cercate?. Gli risposero: Rabbi (che significa maestro) dove abiti?". Disse loro: Venite e vedrete..." (Giov. 1, 35-40).
Guardo un bambino, una bambina in un passeggino o in braccio a papà e mamma. Guardo e penso: chi è? Perché e per chi ... è nato? Chi diventerà? Che ne sarà di questa creatura? Guardo e sogno tutto il possibile per lui e per lei. E dentro il sogno trovo quello che non si realizzerà mai e quello che, invece, avverrà.
Dal nostro inviato tutte le news
dal Mato Grosso, Brasile
Come voi, anchio sono molto dispiaciuto di non aver ancora inviato un servizio brasiliano. Ma sono stato molto coinvolto nella permanenza dos italianos qui a Três Lagoas. E poi sono stato travolto dalle emozioni nellincontro con tanti volti ormai noti e tanto amati.
Ma le piú dure battaglie le abbiamo combattute, e solo ora parzialmente vinte, per avviare i nuovi corsi professionali: saldatura, cucito industriale, informatica e soprattutto officine di auto e di moto. Se ti muovi trovi mille ostacoli per andare avanti. Ma noi non possiamo arrenderci. È questione di vita o di morte.
Attaccatissimo alla sua terra, Oies, Val Badia, in Alto Adige, lascia tutto e tutti e parte per Shantung, una provincia cinese con 12 milioni di abitanti, e solo 158 cristiani.
Non sa parlare cinese, ma Lui dice: la lingua che tutti comprendono è lamore.
Incontra persecuzioni, torture, prigionia, ma è tanto lamore per questo suo popolo pagano, che nella lettera inviata ad un amico il 9 Febbraio 1892 dice:
"In quanto a me amo sempre i miei cari cinesi e non ho altro desiderio, se non di vivere e morire con loro Io sono ormai più cinese che tirolese e voglio restare cinese ancora in paradiso .
"APPUNTI DI VITA INTERIORE" SUGGERIMENTI per quando il cammino si fa oscuro
Il discorso è assai impegnativo, come si fa presto ad intuire.Per cui preghiamo il lettore di farsi animo e non scoraggiarsi.Vi rifletta sopra come può: vi troverà qualcosa che gli serviràal momento opportuno.1. Un cammino spirituale dove prevalessero le devozioni popolari, tutto resterebbe assai umanizzato e quindi aperto anche a cedimenti e illusioni innocenti, ma, comunque, esposte a delusioni assai amare.Se, al contrario, intendiamo seguire Gesù più seriamente e più da vicino, ci si deve preparare ad un rapporto con lui, dove predomini uno spirito di fede che, poco alla volta, ci apparirà come una tenebra sempre più fitta.
2. La prima impressione che se ne ricava è che questo buio in crescendo,
dipenda dalla nostra scarsa fedeltà con Gesù. E questo aumenta il
timore.Ma non c'è dietro un vero motivo di temere: è accaduto
altrettanto, e molto più duramente, ad anime particolarmente care al
Signore per la loro costanza nella sequela. Anzi quanto più queste anime
sono state generose con Lui, tanto più hanno dovuto fare i conti con
questo tipo di tenebre.
3. Ad una interpretazione errata, o
comunque inesatta possono avervi influito letture di formazione
spirituale, che oggi fanno un gran conto di devozioni a base emotiva, di
un certo tipo di soprannaturale scambiato per visioni, rivelazioni e
simili. Da queste letture superficiali potrebbe essersi prodotta una
vera crisi interna, da non riconoscere più se stessi su di in un vero
cammino di spiritualità.
4. Indubbiamente, anche una fede legata
ad Immagini sacre, a pellegrinaggi dove predomina l'entusiasmo religioso
ed esperienze consimili, resta sempre un buon punto di partenza, per
procedere verso un rapporto d'amore soprannaturale che va direttamente
al suo oggetto. Ma solo un punto di partenza, per poi puntare
direttamente su, Dio, su Gesù, per giungere ad un deciso spogliamento da
ogni immaginazione, anche la più spontanea, per semplificare e
rassodare l'unione dell'anima con il Sommo Bene.
5. Intanto il
lettore continui a coltivare come meglio può il suo rapporto di fede, di
amore e affidamento con Dio, imitando Gesù, il quale confidò agli
apostoli che il suo cibo consi¬steva nel far la volontà del Padre ( Gv
4, 34) cioè nel vivere in Lui e operare per Lui.
Nella
Bibblia il concetto di misericordia é collegato con diversi vocaboli,
ciascuno dei quali ha un significato proprio con diverse sfumature. Nel
linguaggio biblico, dunque, misericordia ha un
significato molto ricco che va oltre la nozione di una semplice azione
compassionevole.
Per
quanto riguarda la lingua ebraica il primo termine da considerare é
"réhem", sostantivo maschile singolare che indica in origine il seno
materno, il luogo da dove proviene la vita. Indica propriamente
le viscere e in senso traslato é usato per esprimere l'attaccamento
instintivo di un essere all'altro. Nella antropologia semitica questo
sentimento intimo e profondo di amore e di compassione é localizzato
nelle viscere, nel grembo materno, nell'utero. Essendo
cosí riportiamo le parole che Dio rivolge alla cittá di Gerusalemme:"
si dimentica, forse, una donna del suo bambino cosi da non commoversi
per il figlio del suo seno? "( Isaia 49.15 )
Informiamo tutti i carissimi e numerosi visitatori che è già online una nuova sezione, dal nome "MARIOLOGIA", interamente dedicata alla figura della Vergine Maria.
Si tratta di argomenti elaborati da Padre Bernardino Bordo e da Don Lucio Luzzi, sempre di grande interesse ed attualità, per una conoscenza più diretta ed umana di Maria sotto la cui protezione si trova il nostro portale.
Con l'occasione il Direttore, Don Lucio Luzzi, e tutti i collaboratori di Viedellospirito.it augurano a tutti una buona navigazione nel sito.
Ci sia lecito, raggiunta questa sponda, di ribadire ancora una volta quanto sia facile tradurre anche le iniziative più care alla pietà della nostra gente in termini di religiosità che lasciano perplesso anche l'osservatore più propenso ad una valutazione benevola. Chi è che non benedice il Signore, per aver ispirato ai promotori della devozione dei nove primi venerdì del mese di far rifiorire la vita eucaristica nelle nostre chiese, in grave decadenza, per tanti secoli? Chi non ricorda con nostalgia la fiumana di adulti e bambini, che si avvicinavano in quelle occasioni al banchetto eucaristico? Gli effetti consolanti erano troppo evidenti, fino a qualche decennio fa. Oggi questa pia devozione segna battute assai significative, anche se da qualche parte vi si insiste tuttora con buoni risultati.
Secondo la tradizione della Chiesa, appena morto Gesú sulla croce, Giovanni avrebbe preso Maria a abitare con lui, assumendola come madre, in una cittá chiamata Efeso. Prima che Maria venisse a morire, si intenda questa morte non come consequenza del peccato, perché Maria mai peccó, Maria rimase fedele al suo figlo amato. Maria morí e é assunta in Gerusalemme e si puó dire che fu velata nel monte Sion, in Gerusalemme, e levata per essere sepulta al lato del Monte degli Ulivi, tumulo questo che s'incontra vuoto, ovviamente, e che puó essere visitato pure oggi.
IL SALUTO DI MARIA shalom GLI EFFETTI DI UN SEMPLICE PRESENTARSI
Dopo aver bussato alla porta di quella sua parente, entrò e, inchinandosi profondamente, secondo luso orientale, fece sentire il suo saluto: Shalom! Niente di più ordinario: tutti si salutavano così. Invece quella voce echeggiò nellambiente e nella famiglia in un modo che fu ritenuto del tutto straordinario: raggiunse persino la creatura di sei mesi, che lanziana Elisabetta portava in grembo. Questa dirà alla nuova arrivata, che è stato tutto effetto del suono del suo saluto . In realtà, il suono di quella voce era arrivato un attimo dopo lapparire di Maria dentro quella casa. La luce, si sa, precede il suono. Elisabetta non poteva saperlo...
E' stata la croce dei nostri fratelli separati, i protestanti; e lo è tuttora.
Preoccupati dalla presenza dei "fratelli del Signore", in più luoghi del Vangelo, hanno pensato che sua Madre abbia avuto altri figli, almeno dopo di Lui. Ma si troveranno sempre di fronte la fede della chiesa delle origini e del cammino di due millenni, che proclama solennemente la verginità di Maria, anche dopo la nascita del suo divin Figlio. Eppure essi, che sono stati maestri in esegesi biblica, sanno che nella lingua ebraica, il temine "ah", può avere, oltre al significato diretto di fratello, anche quello di consanguineo ai diversi livelli. Per cui è il contesto che decide a chi ci si vuol riferire.
A liturgia de hoje nos garante que Deus tem um projeto de salvação para que o homem possa chegar à vida plena e nos propóe uma reflexão sobre a atitude que devemos assumir diante desse projeto. Na segunda leitura Paolo nos apresenta o projeto salvador de Deus ( aquilo que ele chama de Sabedoria de Deus ou mistério ) É um projeto que Deus preparou desde sempre para aqueles que o amam: que esteve oculto aos olhos dos homens mas que Jesus Cristo revelou com a sua pessoas e suas palavras, seus gestos e, sobretudo, sobre a sua morte na cruz ( pois aí, no dom total da vida revelou-se aos homens a medida do amor de Deus e mostrou-se ao homem o caminho que leva à realização plena)