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Diamo ali
alla fiducia...

Vi è un peccato di cui, forse, non ci siamo mai confessati ed è la diffidenza verso il progetto che Dio ha tracciato su di noi. Potremmo quasi definirlo un peccato specifico delle anime pie... Dipenderà dal fatto che esse sono invitate a salire su per un' erta tanto scoscesa, dove la paura si fa più sentire? Oppure è lo stesso contatto ravvicinato con la maestà divina che acuisce l'esitazione della creatura di fronte al mistero?

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Bisognerebbe ricordarci, ad ogni passo verso l'alto, che il sunto più perfetto delle virtù superiori, fede, speranza e carità, si ha proprio in questa fiducia filiale in Dio. In verità, questa fiducia filiale, amorosa rappresenta l'unica sorgente della pace interiore, lungo tutto l'arco della nostra avventura terrena.

Purtroppo è una scienza assai rara, in tempi in cui innumerevoli garanzie hanno cercato, e cercano tuttora, d'illudere l'uomo con certezze che restano sempre nelle mani di Dio e non in polizze o coperture assicurative di vario tipo.

Il creatore ha impostato la vita umana sull' insicurezza, a cominciare dalla nascita fino alla morte: dalle funzioni vegetative a quelle psicologiche, intellettive e morali.

Quando il cammino si inoltra fra tenebre sempre più fitte e ci si avvede di camminare sul ciglione stagliato sull'abisso, è il momento di affidarci a Dio con abbandono totale. Questo atteggiamento di fondo non si oppone all'uso di tutto ciò che prudentemente può esserci suggerito dalla circostanza; ma ci aiuterà ad evitare ossessioni irragionevoli, come se ogni soluzione dipendesse solo da noi.

Preferiremmo autogestirci, affidandoci alle nostre capacità, come si usa oggi da molti? Anche nell'ambito del rapporto di fede con Dio?

Non riusciremo mai ad evitar di pagarlo con le delusioni più amare, con spreco di energie che dovremmo impegnare a vantaggio nostro personale e della nostra missione nella Chiesa.

Reinventare coraggiosamente e incessantemente se stessi significa imitare il nostro Padre celeste, la cui opera creativa è sempre in atto. Ripetersi, anche nelle pratiche religiose, è pigrizia e segno di decrepitezza spirituale...

Tuttavia l'esperienza ci dimostrerà innumerevoli volte che a noi è lasciata solo la programmazione della nostra giornata terrena; non sempre, anzi quasi mai, la sua attuazione definitiva. Non siamo nostri...

Padre Bernardino Bordo, passionista

 

WEGE DES GEISTES

IV AVVENTO “BEATA SEI TU MARIA, PERCHE’ HAI CREDUTO..”

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IV Domenica di Avvento/C

20 Dicembre 2015

   IV AVVENTO “BEATA SEI TU MARIA, PERCHE’ HAI CREDUTO..”

 Per una particolare coincidenza del calendario la IV Domenica di Avvento è costituita di poche ore perché arriva quasi subito la notte santa ed esplode la gioia del Natale.

 La preparazione (Avvento ) al Natale è ormai al termine. 

 La liturgia ci propone l’incontro di Maria con sua cugina Elisabetta.

  Aveva fatto un eroico proposito di non svelare a nessuno, tanto meno a Giuseppe, quanto era avvenuto in Lei. 

 Rimane in intima meditazione e preghiera, aspettando forse qualche carovana che salisse a Gerusalemme ( era vicina la Pasqua ) per affrontare i quattro giorni circa di cammino.

 

 


Preghiere

SIGNORE: INSEGNACI COME PREGARE Luca 11.2

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SIGNORE: INSEGNACI COME PREGARE

Luca 11.2

Una riflessione
Quando i discepoli chiesero a Gesú come pregare Lui rispose pronunciando le parole della preghiera al Padre Nostro creando cosí un  modello completo e allo stesso tempo universale.  Di fatto, tutto quello che si puó  dire al Padre é contenuto nelle sette richieste che tutti noi sappiamo.  In queste richieste c'é una semplicitá reale e tale che anche un bambino lo apprende e allo stesso tempo una profonditá tale che si puó consumare una vita intera a meditare il senso di ognuna. Non ci parla ognuna di esse di quello che é necessario alla nostra esistenza, diretta a Dio, al Padre ?