Tu sei mio figlio
Scendesti nell'acqua come tanti;
ti mettesti in fila con i peccatori
lungo le rive del Giordano
e ci dicesti: "Sono uno di voi!"
Quando, però, uscisti dalle onde,
come l'antico Israele uscì dal Mar Rosso,
si riaprirono i cieli,
lo Spirito ti coprì con la sua potenza
e una voce dinanzi a tutti proclamò:
"Questi è il mio Figlio, l'amato".
Quante volte, da bambino,
e poi da adolescente e da giovane,
dagli anni dodici ai trenta,
quante volte, nella preghiera,
avevi detto: "Abbà", Padre!
E ora le nubi si squarciano
e dall'infinito silenzio una voce:
"Tu sei mio Figlio"!
Il dialogo ha inizio al Giordano
e continuerà per sempre, in ogni luogo:
il muro è crollato, la barriera è dissolta,
Padre e Figlio si dicono:
è colloquio d'amore.
Dire "Padre" è un sospiro del cuore,
è risalire alla fonte, ritrovare la casa.
Tutte le attese, le speranze
volano in alto: è il "grazie" alla vita.
Dire "Figlio" è il cielo che si apre,
la nube che si scioglie in pioggia,
il cuore che tracima e si effonde,
e fa essere l'altro, lo costituisce.
L'io non si appartiene e si ritrova nel tu:
generare è paradosso ineffabile,
essere generato è estasi permanente.
Dire "Padre" si traduce in due mani congiunte
nel sospiro verso l'inizio,
come fiume verso la sorgente.
Dire "Figlio" è spalancare le braccia,
è accoglienza, è compimento,
come se il mare immenso
ti avvolgesse d'infinita tenerezza.
Padre, noi siamo terra,
ma il nostro cuore ti sente e ti chiama.
"Tu sei mio figlio, l'amato".

+ Lorenzo Chiarinelli - Vescovo
Quando
vuoi, puoi sentire come protezione a casa tua: il profumo che emanava
PADRE PIO: GELSOMINO- SANTA RITA DA CASCIA: ROSA- SAN GIOVANNI PAOLO II:
CEDRO.








