Scrupoli ed ansie a non finire per il penitente
Una parola va spesa anche a riguardo dellelemento proposito, necessario per fare una buona confessione.
Anche qui si sono annidate tante esagerazioni e imprecisioni, dalle quali dovevano scaturire di conseguenza, scrupoli ed ansie a non finire.
Diciamoci subito: perché dubitare se ci sia stato, in noi, o negli altri, un serio proposito di non ricadere più nei peccati accusati? Il fatto di accostarsi al sacramento della Penitenza, è già un segno convincente che il proposito cè; altrimenti non si spiega per quale ragione uno si confessa.
Quindi per quanto riguarda noi stessi, basarsi su questo principio: tutte le volte che ci siamo confessati di propria e spontanea volontà, è chiaro che il proposito cè stato.
Se foste sacerdoti, aggiungerei qualcosa per il proposito dei penitenti, di cui certi confessori passati non erano mai troppo sicuri e cercavano di provocarlo di farlo venire, se non cera.
Ma, santo cielo, se il penitente temeva di non farcela a mantenere quella promessa, mettiamo su cose delicate, come ad es. la castità perfetta, o quella coniugale, cera la virtù del sacramento a fortificarlo, a metterlo in condizione di riuscirci. Bastava pertanto, aiutarlo a lasciarsi prendere più abbondantemente da quella misteriosa energia spirituale, invece di tormentarlo con : sei disposto a farla finita, a smetterla? Altrimenti non ti dò lassoluzione
Guardate che non parlo così per mettere in ridicolo metodi e persone da cui ci è derivato indubbiamente del gran bene; è solo per chiarire da dove sono scaturite certe ansie superflue.
E ce nè un'altra ancora: quel proporre, a noi bambini, e non bambini, propositi particolari, generali, ecc. da cui la nostra piccola mente usciva fuori tutta confusa e disorientata.
Ebbene il sistema era buono in sé, ma troppo vicino alla geometria; per cui, a parte limpegno di migliorare, che incoraggiava, conteneva in sé qualcosa di meccanicistico e di sistematico che, nella pratica vera, non riusciva quasi a nessuno così esatto e così chiaro.
In conclusione, quando uno si accosta al sacramento della Penitenza, per ottenere lassoluzione delle colpe commesse e la grazia sacramentale necessaria per evitarle, è segno evidente che il proposito cè; magari debole. E, appunto per questo, si vuole ottenere dal Signore la forza di poterlo mettere in pratica.
Escludere quindi ogni timore, se ci sia o meno il dovuto proposito, per non crearsi angosce inutili.





