
Quando mi parli...


Maestro incomparabile, che usi tanta soave pazienza con me, non ti stancare di avvertirmi, richiamarmi e ammonirmi, anche quando sembra che non ti dia retta; anche quando ti dico che mi dispiace di essere così incoerente con Te, e poi, subito dopo ricado dove avevo promesso di non cadere più.

Non me ne volere, se vedi che insegno agli altri ad amarti e come amarti, mentre io resto attaccato a me stesso, pur deplorandolo con sincerità accorata

Quando mi comporto così, lo sai, è più per stupidità che per un pervicace proposito di voltarti le spalle.

Se le volto a Te, mi trovo con la faccia davanti labisso, anzi davanti me stesso, con un infinito disprezzo per questo tipo dincoscienza, che non so come spiegarmi











