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Le " trasgressioni " contestate a Gesù dal Sinedrio

INIZIO ILLEGALE DI MAGISTERO


Se la scelta del Salvatore riguardante l'ambiente dove alzare la sua cattedra creò motivi di riserve e riprovazione, da parte dei capi d'Israele, ne creò di più, per il fatto di aver dato l'avvio alla sua attività magisteriale al di fuori dell'età stabilita dalla norma. Questa norma stabiliva che un dottore della Legge non potesse iniziare la sua opera, prima di aver raggiunto i quarant'anni.
S. Luca c'informa esplicitamente: « Gesù, quando incominciò il suo ministero, aveva circa trent'anni» (Le 3,23).




Di certo, Gesù, sapeva che lo spazio di vita terrena, stabilito dal Padre. era assai ristretto e occorreva iniziare subito, per annunziare e mettere le basi del Suo regno di amore sulla terra. Una preoccupazione che, come è chiaro, non rientrava in nessun modo nelle prospetti¬ve dei signori del Tempio.  Anzi non ci vuole molto a capire che essi l'attribuirono a qualcosa che già andava prendendo forma di grave disattenzione e, chissà, disprezzo del magistero che aveva sorretto fin lì vita e speranze d'Israele. Osava mettersi ad insegnare le cose più arcane della Torah, quando, invece, avrebbe dovuto tacere e imparare dai maestri autorizzati, frequentando le scuole, da dove si usciva autorizzati a svolgere un servizio così nobile.



E intanto folle e ascoltatori singoli erano in grado di attestare che quel giovane predicatore galileo diceva cose mai udite da alcun altro maestro della Legge.  E le diceva con una forza di penetrazione alla quale nessuno sapeva resistere. Nel contempo quella forza era in grado di stemperarsi, adattandosi con significativa delicatezza ad uomini non abituati ad astrazioni teologiche o filosofiche, ma a pensare e parlare di pesca, di agricoltura e pastorizia quasi da preistoria.  Peggio ancora a donne alle quali, già da fanciulle, era severamente proibito d'impartire qualsiasi elemento di cultura: perfino di riuscire a leggere e scrivere.



Aveva iniziato a trent'anni e avrebbe continuato fin verso i trentasette o trentotto, mettendo le basi di una cultura e una civiltà, di cui viviamo anche noi, a distanza di oltre duemila anni.  Alla quale attingono perfino coloro che non lo conoscono o che lo lconoscono, ma lo respingono... Ovviamente, queste considerazioni erano ben lontane dalla prospettiva rabbinica di quel tempo, dove tutto convergeva sull'esatta osservanza della selva intricata di leggi, decreti,prescrizioni, nella quale era andata a perdersi la loro religiosità, proprio nell' imminenza della venuta del Salvatore.
Era l'esatto contrario del progetto salvifico dal Padre, dove tutto doveva convergere a facilitare l'azione diretta del Figlio che inviava nel mondo.


AS VIAS DO ESPIRITO

TER CORAGEM DE RENUNCIAR

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XXIII  Domingo do Tempo Comum
08 Setembro 2013
Evangelho  - Uma reflexão

TER CORAGEM DE RENUNCIAR

Não é de se admirar se no Evangelho de Lucas estejam escritas essas palavras:  "  Se alguém quiser vir a mim e não odeia sua mãe, sua mulher, seus filhos seus irmãos, suas irmãs e até sua propria vida, não pode ser meu discipulo" (Lc 14.26) Será que Cristo nos pede uma coisa tão desumana a ponto de odiar a prória familia ?   É preciso entender que o verbo "odiar" está no lugar de amar menos, ser desapegado. São Lucas excreveu em excelênte lingua grega, serviu-se, no entanto, de várias fontes, e por isso paga às vezes o tributo à lingua das fontes que usa. Aqui, portanto, se trata de semitismo.

THE WAYS OF THE SPIRIT

To Mary, a model of Faith

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To Mary, a model of Faith

Written by H.E. Cardinal
Angelo Comastri

Virgin Mary,
The lantern of Your faith has always been lighted;
You are the Advocate! Put oil in our poor lanterns
so that the light of our life enlightens “the Holy Face of Jesus”.



Virgin Mary, we are people of little faith;
A single sign of difficulty scares us;
A single doubt dampens our enthusiasm.



LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

20 Febrero: Fiesta de los Beatos videntes de la Señora de Fátima


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20 Febrero:
 Fiesta de los Beatos videntes de la Señora de Fátima

"Contemplar como Francisco y amar como Jacinta", fue el lema con el que estos dos videntes de la Virgen de Fátima fueron beatificados por San Juan Pablo II y cuya memoria se celebra el 20 de febrero.
Entérate de lo que pasó con ellos después de las apariciones, por quiénes ofrecieron sus sufrimientos y sus últimos consejos.
"Rezad, rezad mucho y haced sacrificios por los pecadores, pues muchas almas van al infierno porque no hay quien se sacrifique y pida por ellas", les pidió la Virgen de Fátima a Francisco, Jacinta y Lucía.
Francisco nació en 1908 y Jacinta, dos años después. Desde pequeños aprendieron a cuidarse de las malas compañías y por eso preferían estar con su prima Lucía, quien solía hablarles de Jesús. Los tres cuidaban las ovejas, jugaban y rezaban juntos.


WEGE DES GEISTES

QUINTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINÁRIO 09 FEBBRAIO 2014

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QUINTA DOMENICA
DEL TEMPO ORDINÁRIO
09 FEBBRAIO 2014
 
UN PENSIERO


La parola di Dio in questa domenica del tempo ordinario ci invita a riflettere al rispetto del compromesso cristiano. Quelli che furono interpellati a rispetto del Regno non possono vivere una vita comoda e neppure rifugiarsi in una religione rituale e piena di gesti vuoti di per sè, ma devono vivere di tale forma compromessa con la trasformazione del mondo per trovare una luce che brilla nella notte del mondo e che punta verso un mondo che Dio ha promesso agli uomini: il mondo del Regno.


Preghiere

LA PREGHIERA DEL PERDONO

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LA PREGHIERA DEL PERDONO

"  Gesú, infinita misericordia, che perdonasti a Leví e lo chiamasti a Te, perdonaci i nostri peccati, perché averTi offeso é il nostro dolore.  Gesú, infinita misericordia, che perdonasti alla Maddalena e la unisti alle donne sante e fedeli, perdonaci i nostri peccati, perché averTi offeso é il nostro dolore. Gesú, infinita misericordia, che perdonasti a Zaccheo e lo facesti uno dei Tuoi discepoli, perdona i nostri peccati, perché averTi offeso é nostro dolore. Gesú, infinita misericordia, che perdonasti l'adultera e gli desti il divino comandamento di non piú peccare, perdona i nostri peccati, perché averTi offeso é il nostro dolore.