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QUANDO E DOVE SCRISSE
 IL SUO VANGELO , MARCO

Affrontiamo uno dei problemi fondamentali del Vangelo di Marco, considerato, come abbiamo accennato, Vangelo di S. Pietro: la probabile datazione dello scritto e le fonti da cui fu ricavato.
Quanto alla data, , ricordate che, ormai, gli esperti lo considerano il primo dei quattro Vangeli. Non immaginate  quante se ne siano proposte di soluzioni. Tutte basate su semplici indizi. Perché, come è comprensibile, a distanza di duemila anni, non è facile determinarlo sulla base di documenti certi. In tempi passati si pensava che fosse stato scritto a distanza di una ventina d'anni dall'Ascensione di Gesù. Poi si è detto: dopo la distruzione di Gerusalemme dell'anno 70.
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dati da cui parte questa seconda ipotesi si riducono alle allusioni a questo evento storico, riscontrabili, a loro avviso, in alcuni passi del noto Discorso escatologico, dove il Salvatore predice la fine di Gerusalemme e quella del mondo, o  come è più esatto dire, della palingenesi o "nuova creazione". Senonché  in questo discorso, certamente il più complicato delle pagine evangeliche, tutto è lasciato nella indeterminatezza, meno che l'avvertimento alla vigilanza evangelica, che ne rappresenta lo scopo. Lo esigeva lo stile profetico su cui era impiantato.
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Oggi non si è più così sicuri di questa soluzione; e si torna a riportare assai più indietro la datazione di questo scritto, collegandolo con la presenza di Marco a Roma, al seguito di Pietro. Sappiamo già che Marco, non accettato più da Paolo,  si era affiancato a Pietro, assai più disponibile.
Se il capo degli apostoli è stato martirizzato cerca l'anno 67 a Roma, dopo aver svolto la sua attività nella capitale dell'impero per non meno di 10-15 anni, si risale, di nuovo, agli anni 50, cioè ad una ventina di anni dopo il ritorno di Gesù al Padre. Alcuni studiosi sostengono che la redazione attuale dello scritto, sia del sec. III. Di certo, il vangelo di Marco era già noto alla fine del sec. l: ne parlano Papia e S.Ireneo, vissuti nel primo e secondo secolo.
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Non vi sono discordanze, nel ritenere Roma, come luogo di composizione, anche perché la presenza di Marco ad Alessandria, come vescovo della città, è ignota ai due più celebri Padri di quella chiesa, Clemente  Alessandrino  e  Origene. Per le fonti dello scritto, basterebbe l'antica denominazione di vangelo di S. Pietro, a far capire che si tratta di materiale di prima mano. Marco stesso aveva conosciuto personalmente Gesù, fin da ragazzo, a casa sua, dove era stato accolto svariate volte e non solo in occasione delle ricorrenze pasquali ebraiche. Al resto, l'autore supplì con i detti del Signore, o Loghia, e con materiale derivato dai raccon¬ti che circolavano tra i primi cristiani della Palestina: quelli sui discorsi di Gesù, sulla serie di miracoli operati da lui; ma soprattutto quelli che riportavano le scene commoventi della sua Passione, Morte e Risurrezione.