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II domenica
dopo Natale


06/01/2015

Epifania del Signore


In Cristo tuo Figlio hai
rivelato il tuo amore


PENSIERO DELLA DOMENICA
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La seconda domenica dopo Natale fa da ponte tra la solennità del Natale e l’Epifania. Il richiamo va subito alla luce, simbolo della rivelazione che Cristo fa al mondo: “Rivelati, o Dio, a tutti i popoli nello splendore della tua verità”. La Liturgia odierna ci invita ad approfondire il significato della festa del Natale. L’incarnazione del Verbo è la rivelazione perfetta e insuperabile del mistero di Dio: si tratta ora di accogliere il Verbo fatto carne. Egli ci dà il potere di diventare figli e figlie di Dio. Ed il Padre nel Verbo incarnato vede ed ama ogni persona umana. Di fronte alla volontà di Dio Padre e del suo Figlio, Gesù, di farci entrare in comunione di vita con loro mediante i doni dello Spirito Santo, non possiamo che corrispondere con la nostra riconoscenza e con una vita coerente.


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O Dio, in Cristo, con parole d'uomo ci hai
rischiarati, con gesti d'uomo ci hai salvati


A Betlemme i pastori sono stati i primi ad adorare Gesù bambino e a sentire da Maria, sua madre, il racconto delle meraviglie di Dio.

Epifania del Signore

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“Abbiamo visto la Sua stella e siamo venuti ad adorarlo”

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E Gli offrirono regali   


Epifania significa "Manifestazione Divina" e San Matteo ci narra nel suo Vangelo la visita dei Magi a Betlém, guidati dalla luce di un astro luminoso. E' il principio della visione profetica di Isaia e per questo che i Magi, che non erano re, si confondono con il Re di cui parla il profeta. 

Nei nostri presepi figurano carovane di camelli e dromedari. Quello che ci narra Matteo è di una bellezza di tipo orientale che non ci stanchiamo di leggere e meditare per estrarre una validissima lezione per la nostra fede.

Il nucleo essenziale di tutta la narrazione è l'universalitá del Regno di Dio, inaugurato da Cristo.

Il Vangelo è destinato a tutte le nazioni del mondo e proprio Matteo finalizza il suo Vangelo invitando alla missione di partire per il mondo facendo discepoli tutti i popoli, battezzando le persone nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo e insegnando loro tutto quanto il Signore ordinò.

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Gloria al Padre, al Figlio
e allo Spirito Santo


Non c'è nessuno che non sappia che dai tempi più antichi gli studiosi del Vangelo scoprirono simbolismi nei regali offerti dai  Magi a Gesù.  

Offrirono Oro, perché Gesù è Re, offrirono Incenso perché
Gesú è Dio, al quale si elevano le nostre preghiere e
suppliche ed offrirono Mirra, perché Gesù é
uomo vero, che ha bisogno di mirra per imbalsamare
il suo corpo. In generale i regali usano essere caratteristici
della terra di chi li riceve.

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E' il caso dei regali che offriamo nell'offertorio della  Santa Messa, attraverso le nostre intenzioni particolari.  L' Oro rappresenta pure la nostra fede che deve essere pura e perseverante, come l'oro purificato nel fuoco. L' Incenso rappresenta le nostre preghiere ad essere elevate al Padre per il suo Figlio Gesù, essenzialmente per il suo sacrificio espiatorio dei nostri peccati mentre la Mirra è il sacrificio ed i dolori inseparabili dalla condizione umana in cui viviamo.

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Il Verbo si è fatto carne ed ha
posto la sua dimora in mezzo a noi!

É necessario ancora un passo avanti per bene conoscere il significato di questi  doni: vedere in questi doni gli elementi della nostra cultura, che ci piacerebbe vederla tutta consacrata agli ideali del Vangelo, affinché Cristo penetri nella più intima nostra realtà.

In questo caso l'Oro rappresenta le leggi che governano il nostro stato, inquieto nella procura della armonia, prosperitá, giustizia e pace. L'Incenso sarebbe il nostro ideale di convivenza che si deve espandere in direzione di tutte le frontiere, procurando di superare le nostre limitazioni. La Mirra sarebbe il simbolo di tutte le nostre lotte a trovare la vita come una conquista di ogni giorno.

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In Cristo incontriamo la vittoria e questo succederà se siamo generosi e pieni di fiducia nel potere del Divino Re come i Magi andarono ad adorarlo in Betlém, rappresentando tutti i popoli della terra...


Don Lucio Luzzi
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Vie dello Spirito is Don Lucio Luzzi

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Vie dello Spirito
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"Epifania in video"
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Riflessione in video a cura di Don Lucio Luzzi
Buona domenica e Buona Epifania a tutti!

AS VIAS DO ESPIRITO

Oração à São José

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São José

A ti, Beato José, apertados de tantas tribulações da vida, recorremos e com confiança invocamos o teu contínuo patrocínio, depois daquele de tua Santissima Esposa. Por aquele sagrado vínculo de caridade que te uniu à Imaculada Virgem Maria, Mãe de Deus e pelo amor paterno que tivestes pelo filho Jesus, olha, te pedimos, com olhos benignos, a cara herança que Jesus Cristo conquistou com seu sangue e com o teu poder e ajuda soccorre as nossas necessidades.
 

THE WAYS OF THE SPIRIT

You are my faith

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YOU ARE MY FAITH

Oh Jesus, people usually think that the faith in You was born by miracles done in the roman Palestine. Those miracles caused only astonishment and they only made  believable your message.  It was the way in which you introduced yourself and explained your thinking that was unusual. It is easy to point out limits, defects and faults in Moses, David and in the Prophets. In You, Jesus, everything is majestic and brightly without any ostentation.
In You everything is human an lovable. This perfect and magnificent image origins from the pen of Your Evangelists, people having no bearing on literary works.

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

1º de Mayo día de San José Obrero

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1º de Mayo día de San José Obrero   

Oración a San José, del Beato Juan XXIII

“¡Oh glorioso San José, que velaste tu incomparable y real dignidad de guardián de Jesús y de la Virgen María bajo la humilde apariencia de artesano, y con tu trabajo sustentaste sus vidas, protege con amable poder a los hijos que te están especialmente confiados!
“Tú conoces sus angustias y sus sufrimientos porque tú mismo los probaste al lado de Jesús y de su Madre. No permitas que, oprimidos por tantas preocupaciones, olviden el fin para el que fueron creados por Dios; no dejes que los gérmenes de la desconfianza se adueñen de sus almas inmortales.

WEGE DES GEISTES

"Ecco concepirai un Figlio, lo darai alla luce"

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21/12/2014

IV domenica
di Avvento

Anno B

"Ecco concepirai un Figlio,
lo darai alla luce"


PENSIERO DELLA DOMENICA
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“Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce”. Natale è alle porte. L’annuncio della salvezza si fa sempre più esplicito e insistente. Per il mondo cristiano è “l’Emmanuele” il "Dio con noi". In ogni storia in cui l’uomo è coinvolto, è sempre e comunque Dio a fissarne il percorso. Nella Liturgia odierna viene descritto il Re David che, dopo vicende drammatiche e assai dolorose, decide di innalzare un grandioso tempio al Signore, come segno di amore ed riconoscenza verso di Lui. Ma il profeta Natan gli comunica che sarà Dio stesso a costruire per lui una stabile e gloriosa dinastia. La fede e fiducia in Dio sono sempre ripagate! E in questa IV domenica entra in campo la donna dell’ Avvento: Maria.

Preghiere

Preghiera del Papa

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PREGHIERA DEL PAPA

Signore, sono il Papa.

Mi presento a Te, non come mi vedono gli uomini: il Dio in terra; la più alta autorità morale; l'uomo ascoltato ed acclamato da milioni di persone; il sicuro; l'infallibile; il dolce Cristo in terra! Mi presento per quello che sono: un povero uomo che dal momento della sua elezione ha cessato di essere se stesso per divenire Istituzione, Simbolo, tutto per gli altri e niente per se. lo devo misurare le parole perché il mio uditorio è l'umanità; non posso piangere in pubblico per­ché devo predicare la speranza; abito in una casa dorata: la mia prigione a vita.

In più la storia ha confuso il servo con il Padrone; il segretario col Direttore; il timoniere col Capitano. Gesù non ha dato le dimissioni da Capo della Chiesa, ma molti lo credono! Credono che io sia Lui, così mi chiedono miracoli, mentre io posso dire solo: "Coraggio... abbiate fede... !".

Ed io devo andare con i piedi di piombo per non avallare questo errore! Pochi si rendono conto che io cammino al buio come Abramo e che quando parlo ai potenti, sono nudo come Mosè davanti al Faraone. Se il 13 maggio non mi aves­sero sparato, molti ancora mi crederebbero invulnerabile. Quanti mi credono una Rocca mentre io mi sento in bilico su di una barca che fa acqua da tutte le parti e che talvolta è appestata dagli odori malsani che salgono dagli stagni della Chiesa! So che nella Tua Chiesa ci sono montagne di fedeltà e prati immensi di fiori e di aria pura, ma da me arrivano solo gli echi della Tua presenza santificatrice  e talvolta sono anche... filtrati!

Un giorno Gesù rimproverò Pietro perché respingeva i piccoli per far posto ai grandi, ma ora, dimmi, Signore, come debbo fare io che ho milioni di piccoli da difendere e da accarezzare, impastoiato come sono dagli impegni di Stato, dal Cerimoniale e dalla Diplomazia ?

Signore, io sono il Papa, ma il mio autista sta meglio di me. Fa che la gente comprenda che io sono il Tuo autista, così potrò dedicarmi di più ai Tuoi piccoli ed a me stesso. Signore, se anche per Te io sono il Papa, allora... ascoltami !

Se invece, anche per Te, sono solo un povero uomo, allora Ti prego... non lasciarmi solo al timone della barca. Come Pietro potrei addormentarmi..., fug­gire            tradirti..., ed allora che ne sarebbe di quelli che stanno su di essa o che ad essa sono aggrappati ? Come Gesù nel Getzemani, quante volte, solitario, sudo sangue immerso nell'angoscia per la responsabilità delle decisioni che sono costretto a prendere! Quanta tristezza per l'incomprensione dei miei più vicini collaboratori! Quanta paura di coloro che spiano la mia prima caduta per giudicarmi! Signore, se è vero che Tu sei sempre vicino ai poveri, ai soli ed agli angosciati... allora ti prego... stammi vicino !

Chi è più povero di me ?

Amen !