il carcere e un deserto spietato. Un luogo di solitudini raggelanti e di vicinanze obbligatorie. Eppure dentro il recinto -fatto di impotenza e disperazione, ignavia e dimenticanza, oppressione e reclusione -fioriscono storie di riscatto, veri abbaglianti anticipi e posticipi di risurrezione Storie al limite: taglienti come vetri, iridescenti come la speranza maltrattata, calpestata, ridotta a brandelli, ma mai del tutto cancellata. Storie nelle quali si manifesta un'irruzione, lintrusione di qualcosa di inaspettato, di sorprendente, di indicibile. Io lo definisco l'imbarazzo di Dio. Una presenza che spiazza, che apre all'inaudito. che per un attimo decisivo sospende e taglia la quotidianità della reclusione.
Nella notte del 19 novembre 2008, dopo un faticoso viaggio, sono "sbarcato" nel nord-est del Brasile, nella regione del Sergipe, il continente sudamericano con aerei ad alto sviluppo e con altre di immense povertà. Sono ospite del Vescovo della Diocesi di Proprià, una diocesi di 400.000 abitanti e con soli ventiquattro preti. La popolazione è in maggioranza cattolica, ma crescono sempre più numerose e svariate le sette religiose. Ho cercato di vivere al meglio la mia missione di fare concerti (in italiano!) e ho trovato grande attenzione ed entusiasmo in questa Chiesa semplice, umile e giova¬ne. L'immensità del Brasile permette di offrire solo qualche frammento della vita lì. Sono tornato sentendomi piccolo, ma con dentro il calore, non soltanto del sole estivo, ma dell'amore della gente, dei bambini e dei giovani.
GIOVANNI BATTISTA: IL PRECURSORE DEL SIGNORE UNA RIFLESSIONE
L' Evangelista Luca introduce in forma chiara e solenne la figura di Giovanni Battista, del quale il Vangelo ne parla in ripetute occasioni. Quando Gesù elogia Battista ( Mt 11,07/9 ) dimostra con chiarezza la sua volontà forte e il suo impegno in compiere la missione che Dio gli aveva ordinato. Le note caratteristiche della personalitá di Giovanni Battista sono l'umiltà, austerità, coraggio e spirito di preghiera. Portare avanti una missione così tanto eccelsa, essere precursore del Messia, merita da Cristo un singolare lovoro: " Giovanni Battista é il maggiore tra i nati da donna (MT,11.11)" lui ardeva con il suo amore verso Gesù dando testimonianza della luce affinché tutti credessero in Lui. Dichiara la superiorità di Gesú al dire che Lui esisteva ancora prima di lui essere nato, mostrando così la divinità di Cristo generato dal Padre dalla eternità e nato da Maria Vergine nel tempo e mostrando il carattere soprannaturale e trascendente del messianismo di Cristo, tanto distante dalla idea politica/religiosa che cercavano incutere i dirigenti giudei .
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Gesù disse la Parabola del fariseo e del pubblicano per alcuni che avevano lintima presunzione di essere giusti": Farisei e pubblicani!Questi due personaggi sono molto frequenti nelle pagine del Vangelo. I farisei, sempre facendo opposizione a Gesù, erano persone che osservavano rigorosamente tutti i precetti della legge. Non possiamo negare a loro il merito di avere preservato la purezza del giudaismo, non solo in vista del mondo pagano ma anche in vista del mondo ellenistico che si introduceva nel popolo. Erano di una osservanza che si potrebbe definire come fanatica e per questo guardavano gli altri con disprezzo e li chiamavano "gente della terra". Con il passare del tempo divennero simbolo di ipocrisia.
Maria Grazia si trova in un momento di crisi.
Nei giovani le difficoltà spesso si aggrovigliano. Un problema di carattere sentimentale si accompagna magari a problemi di orientamento per il futuro.
Se poi si devono affrontare delle delusioni, subite o date, il disorientamento è ancora più grande.
Si può vivere il buio anche nella luce della giovinezza.
Benedetta Bianchi Porro è unamica di Maria Grazia.
Sono cresciuto in Parrocchia con le tue canzoni in mezzo alla mia gente e ai miei ragazzi. Le ho suonate sempre con la fisarmonica. Verresti a un mercoledì di Quaresima che faccio con i giovani della Diocesi nella Cattedrale di Molfetta?. Fu questo il mio primo incontro telefonico con il Vescovo don. Dissi di sì e partii, allora, con la mia chitarra prendendo un aereo per Bari.
In occasione del compleanno (16 aprile) del Santo Padre Benedetto XVI nonchè della ricorrenza del suo sesto anno di pontificato (19 aprile) Don Lucio insieme a Roberto, webmaster e video editor di viedellospirito.it, hanno ideato, creato ed inviato al Papa un canto di meditazione in dvd, tratto dalla suggestiva versione musicale di "Madonna, Schwarze Madonna" del cantautore altoatesino Oswald Sattler dedicata alla Madonna Nera di Altötting (Marienlied von Altötting). Il Santo Padre, bavarese e molto devoto alla Madonna Nera della ridente città a 90 km da Monaco di Baviera, dopo aver ricevuto e visionato il nostro video ci ha riempito di gioia rispondendo, attraverso la Segreteria di Stato, e sopratutto inviando a Don Lucio, a tutti i collaboratori del nostro portale cattolico e a tutti i parrocchiani, dei quali Don Lucio è guida spirituale da oltre 50 anni a Canino (VT), la sua paterna benedizione apostolica.
Il titolo appare subito quasi.. .impertinente: Quando si ama, non si dice mai troppo. E come non amare la Chiesa, se è nostra Madre e Maestra? - Prendiamo le cose con calma. Seguendo questi `percorsi di una fede in cerca di consapevolezza', poco alla volta ci si faciliterà anche la scoperta di nuova luce, per un inserimento più efficace della fede nel pensiero e nella vita. Il tema che svolgeremo ci presenterà l'immagine di Chiesa che dobbiamo avere sempre davanti, come punto di riferimento di tutta la nostra esperienza religiosa. Intanto, per mettere in chiaro da quali presupposti si parte, dobbiamo constatare che oggi si parla più di Chiesa, che di Cristo, più di Chiesa come istituzione che come sacramento di Salvezza.
In questo modo si rischia dì ritrovarci sulla linea dei rabbini dei
tempi di Gesù, i quali pensavano che Dio s'interessasse esclusivamente
d'Israele e non di tutta l'umanità, che l'uomo dovesse esistere a
servizio della Legge di Mosè, non la Legge di Mosè a servizio della
Salvezza dell'uomo, come avrebbe tuonato, un giorno Gesù. Succede
nelle trasmissioni radio televisive, nella pubblicistica cristiana,
negli incontri a medio e alto livello, perfino in alcune formule di
preghiera: Preghiamo per la S. Chiesa, lavoriamo per la Chiesa,
soffriamo con la Chiesa perchè sta incontrando gravi persecuzioni ecc.
Un
momento. Non vogliamo dire che la cosa non sia buona, anzi lodevole, in
sé: ma semplicemente far notare come questo modo di esprimersi sembri
presupporre che Dio pensi solo alla Chiesa, che Cristo sia morto in
croce solo per la Chiesa e non per tutta l'umanità. Un esempio: Si è
pensato per secoli che se uno fosse morto fuori della Chiesa si sarebbe
perduto. Il che è vero, nel caso di un rifiuto cosciente e non in quelli
di pura ignoranza, o di situazioni non imputabili all'individuo. Gesù
dice che sarà condannato solo chi respingerà consapevolmente la Salvezza
offerta da Dio ( cf Mc 16, 16).
La teologia cattolica insegna che la
Chiesa è strumento sacramentale di salvezza per tutta l'umanità presente
e futura, e perché no? anche passata, (in un certo senso che ci
capiterà di chiarire). Non vi sembra un'affermazione stupenda, soprattutto esatta? Appunto:
strumento, cioè mezzo - non fine. Il fine di ogni progetto di salvezza
del Padre, in Cristo, resta sempre la salvezza dell'umanità.
Questa
visione della Chiesa non è affatto riduttiva, quasi non meriti la
considerazione di cui è fatta segno da parte dei fedeli. Tutt'altro. La
ricchezza che essa conserva nel suo cuore, serve ad alimentare quella
dei suoi figli per portarli alla "piena maturità di Cristo" e a
chiamarvi altri, perché presto si identifichi con l'umanità intera.
Il cristianesimo é nato dalla croce e non puó essergli separato. Gesú ritorna il Re del Mondo nella croce e non dopo il successo della moltiplicazione dei pani. Il cristianesimo, in veritá, nasce da un fallimento umano, da una sconfitta e da un cuore duro e perturbato.
La speranza Non bastano le parole per insegnare la dottrina del Signore
Ciò che convertì i primi cristiani fu la vita di coloro che la mettevano in pratica, il comportamento confermato dalla carità, il richiamo alla gioia e alla pace che lentamente permetteva di penetrare nel mistero della grazia che è lessenza della vita cristiana. Linvito alla universale semplicità è molto importante ed è ancora più importante dimostrare con fatti e parole che in questa epoca in alcune circostanze, una qualsiasi persona afflitta da difetti e debolezza può vivere ugualmente una vita cristiana nella grazia allontanando le tentazioni e accontentandosi di poco.
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Luomo è impotente di fronte a questa realtà sconcertante: la morte! E il grande interrogativo dinanzi al quale luomo non ha una risposta. Il poeta Torquato Tasso, nella sua Gerusalemme liberata dice: "Muoiono le città, crollano i regni e luomo desser mortal par che si sdegni.... Soltanto il Cristo è riuscito a sconfiggere la morte.