Anzitutto, abituiamoci a non confondere devozione con devozionismo. La devozione è un atteggiamento dello spirito umano di fronte a Colui che l'ha creato e lo mantiene nell'essere; il secondo ne è solo la contraffazione. Dunque, la devozione, esattamente parlando, consiste nell'offrire se stessi al Signore ("Devozione", dal latino "Devolvo, mi dono").
Invece cosa vedete?
Quando si parla di devozione, s'intende generalmente riferirci a quella serie innumerevole di atti rivolti in netta prevalenza verso i santi: dall'offerta di una candela, al culto di una loro immagine, e poi pellegrinaggi per ogni dove, e altre iniziative devote che sarebbe troppo lungo elencare.
Chi può negare che, di per sé, si tratta di cose buone, diciamo anche lodevoli. Ma troppo spesso ci si trovano di mezzo elementi di chiara derivazione superstiziosa, che non è più devozione, ma devozionismo.
Siamo in area di pura e vera esagerazione. Una disposizione d'animo di questo genere può benissimo andare d'accordo con abitudini tutt' altro che nobili, come l'odio, la vanità, l'ambizione, la sensualità mistificata e altre infinite cose che non conviene elencare.
Lei però, o lui, stanno tranquilli, perché sono devoti di Santa Rita, di San Gennaro, di San Pio: in ogni caso, saranno sempre e solo essi, questi santi, a trarli d'impaccio e, alla fine, portarli in paradiso.
Sapete benissimo che una falda purtroppo assai vasta della pietà cristiana attuale è straordinariamente ricca di queste risorse: il devozionismo dilaga dappertutto in ogni strato sociale dove si trovano credenti senza un minimo di coscienza di fede, a tal punto, da indurre non pochi pastori d'anime a nutrire fiducia in una comunità cristiana, tuttora capace, si dice, di esprimere la propria fede, attraverso espressioni pubbliche, altisonanti, da far notizia.
In effetti vengono notati con ammirazione: la vivace ricerca del sacro, presente nel popolo, i ciondoli religiosi, pendenti dal collo di calciatori denarosi, di cantanti famosi, di registi senza scrupoli morali, di uomini politici dichiaratamente atei.
Guardatevi attorno.
Dite se un tipo di vita impostata così, abbia qualcosa che possa rassomigliare ad un vero atteggiamento evangelico verso il Padre celeste, che si richiami all'insegnamento e alla testimonianza personale da Gesù Cristo.
Nel suo messaggio e nel suo stile di vita risplende una donazione dotale (devotio perfetta) a «Colui che lo ha mandato», cercando in tutto d' incontrare «ciò che a Lui piace», fino al punto di considerarlo il suo alimento quotidiano:
AS VIAS DO ESPIRITO
Mateus: Coletor de Impostos

Mateus: Coletor de Impostos
Publicanos e Pecadores são expressões típicas do hebraismo contemporáneo de Jesus que nos referencía fortemente o nosso escritor. Em outras palavras, a vontade de unir esses dois termos, publicano e pecador, acabou identificando o primeiro com o outro. O menos que podemos dizer é que estamos fora da história. Até a comovênte parabola do fariséu e publicano, assim lida superficialmente, teve sua parte. Porque Jesus chamou aquela figura na consideração popular corrênte de públicano, igual a um individuo abjeto, mas somente pela profissão que exercia, exatamente como tinha occorido também com Madalena, reconhecida como pecadora pelo trabalho que exercia em traçar os cabelos na condição de cabeleleira. Mas não é por isso que podemos afirmar que Jesus os tenha classificados como tais. Este é o significado do apelido públicano.











