Don Lucio Luzzi nasce ad Acquapendente (VT) il 16/09/1930 da una numerosa quanto poverissima famiglia. Sesto di sette figli Don Lucio cresce sotto gli insegnamenti e la fervente fede di sua mamma, Amida Ruspantini. La devozione della madre sarà indubbiamente d’esempio al piccolo Lucio così come alle sorelle Lida e Licia che entreranno rispettivamente negli ordini religiosi delle Figlie della Carità (Lida divenuta poi Suor Emilia) e delle Benedettine di clausura (Licia divenuta Suor Clara).

Don Lucio Luzzi

Terminate le scuole elementari il piccolo Lucio va a fare da garzone in una bottega acquesiana di un falegname. Proprio durante questa prima esperienza lavorativa conosce, quasi per caso, l’allora Vescovo della Diocesi di Acquapendente e Bagnoregio, Mons. Giuseppe Pronti che, passeggiando poco fuori la falegnameria, vede questo giovane ragazzo intento a scaldare la colla. Nel vedere il giovanissimo Lucio Mons. Pronti si ferma, ed osservandolo all’opera, gli domanda: “Vuoi andare in Seminario?”.  Lui prontamente gli risponde: “Magari Eccellenza, ma siamo troppo poveri per poter pagare la retta”. Il Vescovo allora lo rassicura immediatamente con un sintetico “Penso a tutto io”. Di lì a breve il giovanissimo garzone entra nel Seminario diocesano di Acquapendente dove sosterrà cinque anni di ginnasio per poi trasferirsi nel Seminario regionale di Viterbo (La Quercia) dove effettuerà tre anni di studi liceali e quattro di teologia.

Il “Ricordino” della prima Messa celebrata da Don Lucio il 28 Giugno 1954 nella Cattedrale di Acquapendente


Don Lucio viene pertanto ordinato, giovanissimo, sacerdote il 27 giugno 1954 (Anno Mariano) ottenendo, tra l’altro, tre mesi di dispensa dalla Santa Sede per non avere compiuto ancora i 24 anni. Il giorno successivo all’ordinazione sacerdotale, il 28 giugno 1954, Don Lucio celebra la sua prima Santa Messa. Nel ricordino volle far riportare la frase, estrapolata dal Vangelo di Luca 1,73, “… perché illumini coloro che sono nelle tenebre e diriga i passi di tutti per le vie della pace”.
Subito dopo l’ordinazione sacerdotale viene mandato ad Onano (VT) e come viceparroco vi rimarrà sino a metà del 1960. Ad Onano è incaricato di gestire la ricostruzione della Chiesa di Santa Croce, praticamente distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.


A metà del 1960, ed esattamente il 16 giugno, Don Lucio viene trasferito a Canino e nominato viceparroco della Chiesa Collegiata, dove vi rimarrà fino al 1965. In questo frangente temporale il Vescovo Mons. Luigi Boccadoro lo incarica come responsabile della ristrutturazione della Chiesa del Suffragio nella quale vengono risistemati la facciata (con relativi bassorilievi di Domenico Creti), la pavimentazione, il tetto, gli infissi e l’altare, volto verso i fedeli ed avente come base un cippo di travertino (segnalato dal Geom. Marcoaldi) trovato sulle sponde del fiume Fiora. Trattasi di un reperto paleocristiano di eccezionale importanza raffigurante un Tau, un Pane ed una Brocca (classici simboli cristiani).
Dopo l’esperienza quinquennale come viceparroco della Collegiata, Sua Eccellenza Mons. Boccadoro nomina Don Lucio parroco della zona nuova di Vallecchia. Qui Don Lucio fa ristrutturare una baracca dell’Ente Maremma adibendola a Chiesa provvisoria che verrà visitata e benedetta dal Vescovo diocesano Mons. Boccadoro il 31 dicembre 1965. In tale occasione il Vescovo, di origini liguri, legge il decreto di erezione della nuova parrocchia di Santa Maria della Neve, affidandola a Don Lucio.


L’attuale Chiesa di Santa Maria della Neve viene edificata sul terreno donato dall’Avv. Mario Brenciaglia e consacrata il 1 maggio 1973.

Don Lucio a fianco di Giovanni Paolo II durante l’inaugurazione del “Centro per le Comunicazioni Sociali” sito all’interno del Seminario diocesano de La Quercia (Viterbo)


Nel corso di questi anni Don Lucio, oltre ad esercitare il ministro sacerdotale, si interessa molto dei giovani caninesi. E’ sua l’ideazione della Pasqua dello Sportivo che coinvolge l’intera popolazione caninese attraverso l’organizzazione di giochi in cui si fronteggiano i vari quartieri del paese. Ancora oggi, nell’atrio della palestra parrocchiale vi sono affisse le fotografie di alcune rappresentazioni sportive inerenti la Pasqua dello Sportivo. Sempre in quegli anni Don Lucio segue anche la squadra di calcio del paese, la Caninese. Amante dello sport ed attento alle dinamiche giovanili egli è il punto di riferimento per qualunque esigenza dei giovani. Con il passare degli anni, al verificarsi delle novità tecniche quali le televisioni commerciali locali e le radio, Don Lucio si interessa attivamente alla diffusione di eventi sociali mediante l’utilizzo di tali mezzi. Un esempio è la registrazione in video di alcune rappresentazioni teatrali avvenute per carnevale nel teatro di Canino e mandate in onda sull’allora Tele Pegaso di Tarquinia, poi successivamente su Tele Viterbo.

Dotato di un talento innato per l’utilizzo delle nuove tecniche di comunicazione, Don Lucio viene nominato Direttore per le Comunicazioni Sociali del relativo Centro televisivo ospitato nel Seminario de La Quercia, a Viterbo. Il suddetto Centro avrà il grande onore di essere inaugurato e benedetto da Papa Giovanni Paolo II durante la visita del pontefice polacco a Viterbo il 27 maggio 1984. Proprio per l’occasione della visita del Papa a Viterbo, Don Lucio viene incaricato da Mons. Luigi Boccadoro come responsabile organizzativo Servizi Mass Media. Tutti i dettagli, relativi al tragitto del Papa durante le varie visite in città del Papa polacco, vengono stabiliti in apposite riunioni alla presenza di Don Lucio, rappresentante del Vescovo, dal Prefetto e dagli uomini della gendarmeria vaticana coadiuvati dall’allora Segretario e Reggente del Palazzo Apostolico Mons. Dino Monduzzi, divenuto di lì a poco Prefetto della Casa Pontificia e successivamente Cardinale di Santa Romana Chiesa.

Un episodio al quale Don Lucio è fortemente legato emotivamente, ma restio nel raccontarlo pubblicamente, in considerazione soprattutto della sua timidezza, sono i momenti passati fianco a fianco con Papa Wojtyla, innalzato agli onori degli altari il 27 aprile 2014, durante le pause previste dal protocollo della visita ed in particolare quando lo ha dapprima accompagnato in camera, all’interno del Seminario de La Quercia, per un breve riposo pomeridiano per poi portargli direttamente un caffè prima dell’inizio delle nuove visite alla città culminate con il Trasporto della Macchina di Santa Rosa a cui ha partecipato un meravigliato ed attento Pontefice.

In relazione al facile rapporto del nostro parroco con i media, ed i relativi mezzi che la tecnica moderna mette a disposizione, Don Lucio ha voluto fortissimamente utilizzare la rete del web per divulgare la Parola di Dio tanto da fondare, nel 2006, il portale cattolico “Vie dello Spirito” (www.viedellospirito.it). In tale contesto della rete, oltre alla presenza di elementi liturgici quale il “Pensiero della Domenica” Don Lucio ha voluto aggiungervi elementi multimediali come i video inerenti alcune sue riflessioni nonché i canti di meditazioni, ripresi da canzoni liturgiche, corredati da sottotitoli per l’utilizzo anche come “Karaoke cattolico” utile, ad esempio, a tutti quei gruppi di ragazzi del catechismo. La forza del mezzo “internet” fa si che tale materiale non è soltanto messo a disposizione dei ragazzi e degli operatori della nostra comunità caninese ma di tutto il mondo come dimostrato dalle tante richieste pervenute allo stesso Don Lucio da parte di tanti confratelli in Italia e all’estero.

Un altro particolare, non noto a tutti, è l’invio nell’aprile del 2011, da parte di Don Lucio, di un canto di meditazione in video fatto pervenire a Sua Santità Benedetto XVI. Trattasi della versione, in lingua tedesca, della canzone del cantautore altoatesino Oswald Sattler dedicata alla Madonna Nera di Altoetting (Baviera) di cui Papa Ratzinger è devotissimo fin da bambino. Don Lucio ha voluto produrre questo breve filmato, corredato di suggestive immagini della Madonna Nera della località bavarese, e donarlo a Sua Santità in ricorrenza dell’anniversario del suo sesto anno di pontificato nonché del suo ottantaquattresimo compleanno. Di lì a pochissimo tempo Sua Santità Benedetto XVI, attraverso l’Assessore della Prima Sezione – Affari generali della Segreteria di Stato Mons. Peter Bryan Wells, ha fatto pervenire a Don Lucio una bellissima lettera di ringraziamento per “tale premuroso segno di devoto affetto” nonché la Benedizione Apostolica da estendere a “quanti sono affidati alle sue cure pastorali”. Questa breve lettera pervenuta dalla Santa Sede, e letta in Chiesa la prima domenica, suscitò forte commozione in tutti i parrocchiani per la specifica benedizione che Sua Santità gli inviava.

Panoramica della Chiesa di S. Maria della Neve a Canino (VT)

Altro impegno quotidiano di Don Lucio è il rapporto con tutti i suoi “amici” presenti in Facebook. Sono tantissimi coloro i quali hanno instaurato un rapporto con Don Lucio tanto è vero che si sono offerti volontariamente per le traduzioni in diverse lingue degli articoli che Don Lucio pubblica sul proprio sito internet. Tale piattaforma, infatti, è pubblicata anche in lingua inglese, spagnola, portoghese e tedesca. Questa breve pubblicazione, concernente alcuni pensieri di Don Lucio ed ideata principalmente dall’Architetto caninese Giansante Pomponi che nel 1996 ha registrato alcune omelie domenicali del nostro parroco, vuole essere un attestato di stima, amicizia e riconoscenza che tutti noi abbiamo verso Don Lucio con l’occasione della ricorrenza del sessantesimo anno di sacerdozio dello stesso.
Altra attività quotidiana di Don Lucio è l’erogazione di generi alimentari e vestiario ai bisognosi che ne fanno richiesta. Ad inizio degli anni novanta del secolo scorso, con l’arrivo in Italia dei primi extracomunitari, Don Lucio ha attivato il Centro Extracomunitari parrocchiale della Caritas. Ancora oggi, e purtroppo sempre di più a causa della crisi economica globale che ci attanaglia da anni, Don Lucio provvede alla consegna di quelli che possono considerarsi i “pacchi di solidarietà” a tutti coloro i quali si accingono a farne richiesta; applicando alla lettera il passaggio del Vangelo di Matteo (Mt. 25,40): “Tutto quello che avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Oltre ai generi di prima necessità, nei mesi invernali, Don Lucio eroga legna da ardere a quanti ne necessitano. Augurando tanta salute e serenità al nostro Don Lucio e ringraziandolo del suo prezioso esempio facciamo anche nostra la frase scritta sui muri del campetto parrocchiale da parte degli organizzatori del Torneo “Luigi Sebastiani”: “Don Lucio, uno di noi!”.
                    Roberto Cupidi

AS VIAS DO ESPIRITO

25° Domingo do Tempo Comum

Image

25° Domingo do Tempo Comum
21 Setembro 2014
Uma reflexão


A liturgia desse domingo de tempo comum nos convida a descobrir um Deus  cujos caminhos e pensamentos estão acima dos caminhos e pensamentos dos homens, quanto o céu está acima da terra.  Sugere-nos, em consequência, a renuncia aos esquemas do mundo e a conversão aos esquemas de Deus.
A primeira leitura pede aos crentes que se voltem para Deus: " Voltar para Deus " é um moviemento que exige uma transformação radical do homem, de forma que seus pensamentos e ações reflitam a lógica, as perspectivas e valore de Deus.


Codice shinistaT

THE WAYS OF THE SPIRIT

Christmas smile

Image

Christmas smile

This Christmas story is two thousand years old but ever new story! There are so many sad events happening every day and bringing us pain and sorrow. But time passes and all is forgotten. And if the story of a child who was born in a cave "in frost and cold" two thousand years ago even now remembers with great affection, then some special reason for it should exist. All ancient peoples had expected the Savior, who would solve all of their problems.
The prophet Isaiah seven hundred years before the coming of the Messiah spoke to his people: "... see the light coming, it will make the world shine with truth ...". Modern man wants justice, peace, prosperity for all, health, calm and quiet prevail throughout the world.

 

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

2 de abril: JUEVES SANTO: DERROCHE DE DONES

Image

2 de abril: JUEVES SANTO:
DERROCHE DE DONES 

“Antes de la fiesta de la Pascua, sabiendo Jesús que había llegado la hora de pasar de este mundo al Padre, habiendo amado a los suyos que estaban en el mundo, los amó hasta el extremo” (Jn 13,1). 
 “Ha llegado la Hora” de la Pascua, la hora del amor, que se compromete hasta el extremo.

WEGE DES GEISTES

EL PATROCINIO DE SAN JOSÉ, 19 DE MARZO

Image

EL PATROCINIO DE SAN JOSÉ,
19 DE MARZO


El 8 de diciembre de 1870, Pío IX declaraba a San José, Patrono de la Iglesia universal.
“Así como Dios había constituido Gobernador de toda la tierra de Egipto a José, hijo del patriarca Jacob, a fin de guardar el trigo para el pueblo, de la misma manera, llegada ya la plenitud de los tiempos en que debía enviar a la tierra a su unigénito Hijo para la salvación del mundo, escogió otro José, de quien el primero había sido figura, y le hizo príncipe y Señor de su casa y posesión, y custodio de sus principales tesoros, puesto que él estuvo desposado con la Inmaculada Virgen María, que por virtud del Espíritu Santo dio a luz a nuestro Señor Jesucristo, quien se dignó pasar entre los hombres por hijo de José y estarle sujeto. Así es que este afortunado José, no solamente vio, sino que habló familiarmente, abrazó y beso con afecto de padre, a Aquel a quien muchos reyes y profetas habían deseado ver; y con amorosa solicitud alimentó al mismo que el pueblo fiel había de recibir para alcanzar la vida eterna, como pan bajado del cielo.


Preghiere

SANTO ANGELO CUSTODE

Image

SANTO ANGELO CUSTODE

" Il tuo santo angelo custode vegli sempre su di te, sia egli il tuo condottiero che ti guidi per l'aspro sentiero della vita: ti custodisca sempre nella grazia di Gesú, ti sostenga con le sue mani affinché tu non dia nel piede di qualche sasso: ti  protegga sotto le ali dalle insidie tutte del mondo, dal demonio e dalla carne. Come é consolante il pensiero che vicino a noi stà uno spirito, il quale dalla culla al tramonto non ci lascia mai un istante nemmeno quando osiamo di peccare.