Dal nostro inviato tutte le news
dal Mato Grosso, Brasile
Come voi, anchio sono molto dispiaciuto di non aver ancora inviato un servizio brasiliano. Ma sono stato molto coinvolto nella permanenza dos italianos qui a Três Lagoas. E poi sono stato travolto dalle emozioni nellincontro con tanti volti ormai noti e tanto amati.
Ma le piú dure battaglie le abbiamo combattute, e solo ora parzialmente vinte, per avviare i nuovi corsi professionali: saldatura, cucito industriale, informatica e soprattutto officine di auto e di moto. Se ti muovi trovi mille ostacoli per andare avanti. Ma noi non possiamo arrenderci. È questione di vita o di morte.
Il VALORE DELLA S.EUCARISTIA NELLA NOSTRA VITA. UNA RIFLESSIONE
Il valore della S.Eucaristia nella nostra vita é grandissimo, efficace e fortezza per la nostra missione che Gesú ci ha affidato. In un momento della celebrazione della S.Messa é consacrato il vino dove si trova il proprio sangue di Gesú, come é consacrato il pane dove si trova il suo proprio corpo, é in questo momento che stá presente lo Spirito Santo che agisce con il suo potere e la sua gloria. Tutta la celebrazione della S.Messa, dall'inizio alla fine, é um momento di grazia, onore e adorazione, un momento divino poi facciamo tutto questo per onore e gloria del Signore e per questo non dobbiamo mancare in nessuna maniera alla S.Messa principalmente alla Domenica che é il giorno del Signore e nei giorni dei Santi stabiliti dalla chiesa.
In occasione del compleanno (16 aprile) del Santo Padre Benedetto XVI nonchè della ricorrenza del suo sesto anno di pontificato (19 aprile) Don Lucio insieme a Roberto, webmaster e video editor di viedellospirito.it, hanno ideato, creato ed inviato al Papa un canto di meditazione in dvd, tratto dalla suggestiva versione musicale di "Madonna, Schwarze Madonna" del cantautore altoatesino Oswald Sattler dedicata alla Madonna Nera di Altötting (Marienlied von Altötting). Il Santo Padre, bavarese e molto devoto alla Madonna Nera della ridente città a 90 km da Monaco di Baviera, dopo aver ricevuto e visionato il nostro video ci ha riempito di gioia rispondendo, attraverso la Segreteria di Stato, e sopratutto inviando a Don Lucio, a tutti i collaboratori del nostro portale cattolico e a tutti i parrocchiani, dei quali Don Lucio è guida spirituale da oltre 50 anni a Canino (VT), la sua paterna benedizione apostolica.
In questa ultima domenica di Settembre la Liturgia ci presenta ancora linsofferenza e il disgusto del Cristo di fronte alla ambiguità o falsità.E racconta lennesima parabola, di immediata comprensione. Il testo di Matteo (21,28-32) dice: ...un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: figlio, va oggi a lavorare nella vigna; ed egli rispose: Si Signore; ma non ci andò. Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso; ed egli rispose: non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre? Dicono: lultimo. La volontà del Padre va compiuta con i fatti e non con le parole; le dichiarazioni di intenti non bastano. Per quelli che, pentiti, ritrovano la strada della giustizia, ci saranno i primi posti.
Chi conosce S. Paolo della Croce fondatore dei Passionisti, considerato uno dei più esperti maestri della vita spirituale della Chiesa, deve aver necessariamente conosciuto il nome di Lucia Burlini, fra la vasta costellazione delle anime dirette da lui.
La speranza di Lucia scaturiva dalla sua carità, virtù che essa praticò fin dalla sua fanciullezza, quando comprese il significato dell'esistenza cristiana: come "Servizio di Dio". Questa elezione del Bene Supremo trovò conferma nel contatto con il suo direttore spirituale, S. Paolo della Croce e fu nel secondo incontro che si sentì affascinata dall'amor di Dio: "Ero fuori di me e nè so spiegarlo...".
E difficile parlare della speranza come virtù teologale di un'anima che vive di una profonda unione con Dio, come si osserva in Lucia. Lucia si rimise ai saggi consigli del Santo suo direttore spirituale che le raccomandava di non perdere mai la fiducia nella misericordia divina anche nei momenti di prove interiori terribili" di "battaglie orribilissime (Positio,111,90).
Dar à Cesar o que é de Cesar e à Deus o que é de Deus.
XXIX Domingo do Tempo Comum Vangelo - 20 Outubro 2.013 Uma reflexão
Dar à Cesar o que é de Cesar e à Deus o que é de Deus.
No tempo de Jesus a Palestina estava sob o domínio do Imperio Romano e na moeda que circulava estava a imagem do Imperador. Isto era intolerável para os judeus de consciência reta e era muito revoltante pagar os impostos ao Imperador, como ele fosse o Senhor do povo. Essa realidade juridica ensejou aos inimigo de Jesus armar-lhe uma cilada bem maliciosa. Organizaram um grupo composto de fariseus e herodianos e foram perguntar a Jesus se era licito ou não pagar tributo a Cesar. Se Jesus respondesse que era lícito estaria se colocando ao lado dos publicanos que eram os que recolhiam os tributos, muito odiados pelo povo, mais ainda, contrariando o sentido teocrático nacional de Israel, sem falar que estaria se colocando contra sua propria declaração de que Ele era o Messias.
Se
respondesse que não era licito poderia ser acusado de estar preparando
uma rebelião contra o poder de Roma. Mas, a pretensão desses tentadores
se esfaleceu diante da sabedoria do Divino Mestre. Ele não se deixou
levar por nenhum dos lados da questão, fundada numa questão muito
pequenas diante da grandeza do reino de Deus.Deu uma resposta nem de
direita e nem de esquerda e pediu-lhe que lhe mostrassem uma das moedas
do imposto. Eles lhe apresentaram um denário justamente aonde estava a
imagem do imperador com seus tributos de honra e disse a eles: de quem é
essa imagem e esta inscrição que aqui está ? Eles responderam: de
Cesar. Pois então declarou Jesus: dêem a Cesar o que é de Cesar e a
Deus o que é de Deus. (Mt. 22.19.21)
Querendo
ou não querendo essa era a situação de fato naquele periodo: os romanos
dominavam o país e a moeda devia ser aceita normalmente e o povo não
podia deixar de pagar os impostos devidos. São Paulo irá lembrar os
deveres dos cristãos perante os poderes públicos e irá dizer
explicitamente: " pague-se o imposto a quem deve ser pago (Rm 13.7 )" Vamos
completar o comentario com três reflexões que nos parecem
indispensaveis. A primeira é que não se pode aceitar a oposição entre o
que é de Cesar e o que é de Deus no sentido em que a tomam alguns
falsos interpretes da Escritura que dizem que isso significa que à
Igreja não pode interessar-se de assuntos politicos, que é um problema
dos profissionais da politica e que a Igreja só deve preocupar-se dos
assuntos estritamente religiosos.
Como
se a fé não tivesse a função de iluminar com a verdade todas as
realidades da terra. A segunda reflexão é que quando dizemos de dar a
Cesar o que é de Cesar e a Deus o que é de Deus nunca podemos deixar de
lado Deus. Também nossos compromissos com o país, com a economia,
politica, cultura, trabalho e progresso devem sempre respeitar os
mandamentos de Deus: em tudo e absolutamente em tudo Deus deve estar
presente. A terceira reflexão é a que a imagem de Deus que está muito
em nós, deve ser muito mais do que estava a imagem do Imperador
retratada na moeda do imperio. Deus nos criou à sua imagem e semelhança
e nós trazemos essa marca. A Ele devemos voltar, pois é um direito Dele
e um dever nosso. Enfim, os impostos devem ser pagos, sim, pois são
usufruidos pelo bem comum e pela justiça social e a imagem de Deus deve
estar sempre viva em nós, pois Ele é o Senhor de todos os bens, sejam
materiais quanto espirituais......
" Figlio dell'uomo, ti ho posto per sentinella alla casa d'Israele" ( Ex 3.16 )
É
da notare che quando il Signore manda uno a predicare lo chiama con il
nome di Sentinella. La sentinella, infatti, stá sempre su un luogo
elevato per poter scorgere
da lontano qualunque cosa cosa stia per accadere. Chiunque é posto per
sentinella del popolo dove stare in alto con la sua vita per poter
giovare con la sua preveggenza. Come mi suonano dure queste parole che
dico ! .......
Ci sia lecito, raggiunta questa sponda, di ribadire ancora una volta quanto sia facile tradurre anche le iniziative più care alla pietà della nostra gente in termini di religiosità che lasciano perplesso anche l'osservatore più propenso ad una valutazione benevola. Chi è che non benedice il Signore, per aver ispirato ai promotori della devozione dei nove primi venerdì del mese di far rifiorire la vita eucaristica nelle nostre chiese, in grave decadenza, per tanti secoli? Chi non ricorda con nostalgia la fiumana di adulti e bambini, che si avvicinavano in quelle occasioni al banchetto eucaristico? Gli effetti consolanti erano troppo evidenti, fino a qualche decennio fa. Oggi questa pia devozione segna battute assai significative, anche se da qualche parte vi si insiste tuttora con buoni risultati.
Riflessione a cura del Dott. Alberto Rossini, nostro collaboratore dal Brasile
"Questi avvolti in veste bianca, chi sono e da dove sono venuti?" E lui mi disse: "Questi sono coloro che arrivano dalla grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti e le hanno fatte bianche con il sangue dell'Agnello...(Ap. 7.13 ss). I Santi hanno vinto, grazie al sangue dell'Agnello, per la testimonianza che hanno dato di Lui.É questo l'atteggiamento spirituale che dobbiamo vivere in questa grande solennitá della Chiesa. Un atteggiamento di speranza.
Una riflessione La madre di Gesú stava presso la croce. Il martirio della Vergine viene celebrato tanto nelle profezie di Simeone quanto nella storia stessa della passione del Signore. Egli é posto, dice del bambino Gesú, quale segno di contradizione e una spada, poi, rivolgendosi a Maria, traspasserá la tua stessa anima (Lc 2, 34.35) Una spada ha trapassato veramente la tua anima, óh Santa Madre Nostra ! Del resto non avrebbe raggiunto la carne del figlio se non passando per l'anima della madre.
Maria, per le felici ripercussioni dellimmacolato concepimento, che vita emotiva ebbe? Certamente intese tutto il suo mondo interiore far perno costante su colui che la mente illuminata da raggio superno le faceva vedere come il bene, lamore per essenza.
Se, ora, volessimo scoprire di quali armonie riservate potè usufruire il suo cuore di donna, dovremmo cominciare col prendere nota del fatto che amò come ogni altra madre il suo figlio, come ogni altra sposa lo sposo; amò parenti, amici, conoscenti, tutti; amò il creato nelle sue varie manifestazioni di grandezza e semplicità, ancora così lontane dal degrado ecologico moderno.
Più volte, mi sono pemesso d'introdurre il lettore nel mio mondo riservato, presentandoglielo come dominato dallimmagine di Maria, fin dagli anni della fanciullezza. Ora, oso aggiungere qualcos' altro, pur sapendo di rischiare qualche ripetizione, perchè convinto che un certo modo di ripetere equivale a ribadire ciò che riteniamo di particolare importanza. Affondando, dunque, nei ricordi personali più lontani, trovo che il mio primo puntare gli occhi e la mente infantili su di una immagine della Madonna, ebbe per oggetto un quadro riproducente la figura di lei, con accanto Giuseppe, suo sposo e, in mezzo a loro due, Gesù, ragazzetto ormai di una decina danni.
Todo homem, naturalmente, deseja saber: de que vale, porém a ciência sem o temor de Deus? Melhor, sem dúvida, é o camponês humilde que serve a Deus que o filosofo orgulhoso o qual, de si mesmo esquecido, considera o curso dos astros. Quem se conhece bem, despreza-se e não se compraz com humanos louvores.
Soubesse eu tudo no mundo, faltando-me a caridade, de que me valeria diante de Deus que me julgará pelas minhas obras?
Five centuries before the coming of Jesus, the king of Babylon (today Baghdad) invaded Israel and deported all its inhabitants to Mesopotamia. Then the prophet Isaiahs voice raised high; he turned to people and encouraged them: After waiting for a long time, the salvation came at last. For us as well, from 20 centuries onwards, Christmas comes every year, as synonymous, often unaware, of joy, peace and family time. These feelings are showed through lightings, decorations, Christmas tree, presepe, gifts and evenings spent in the family. For the believers, the Christmas joy is the same joy announced by the Angels to the shepherds in the holy night.
Jesús muestra en el monte a sus discípulos el destino de los hijos de Dios. La última palabra la tiene la luz; ante ella, la oscuridad retrocede avergonzada. Contempla un icono. Mira el rostro de Jesús iluminado. Dedica unos momentos a contemplar la luz en las personas que te rodean. Pon tu luz en mis ojos, Señor, que no sé andar por los caminos, si Tú no estás conmigo y me guías. ¡Gracias por tu luz, Jesús! ¡Gracias por todos los que brillan como Tú! --Tabor son aquellas situaciones que Dios nos regala y donde, de una forma sorprendente, comprobamos que El camina junto a nosotros.