Sappiamo quanto è stata dura e difficile la vita di Benedetta, specialmente nell'ultimo anno quando tutti i sensi in lei si sono spenti, come dice lei stessa: "Nella notte buia dei miei faticosi giorni" (22.4.1963). Sappiamo anche come la sua fede e la sua preghiera proprio in questa grande prova hanno raggiunto vette straordinarie. Mi sembra che una caratteristica della sua preghiera, del suo colloquio con il Signore, sia stata un nuovo e spirituale uso dei sensi: quello che le era impossibile fisicamente l'ha fatto nella fede e nello Spirito.
SANTA MONICA Madre di Santo Agostino Esempio di Madre e di Sposa
Una riflessione
Santa Monica é conosciuta fra i cattolici per essere stata la madre del Santo di Hispona, Santo Agostino, che con grande difficoltá conseguí, per la sua perseveranza nella preghiera e nella caritá, la grazia di vedere suo figlio convertirsi al cattolicesimo. Uno dei piú grandi valori di questa Santa Madre é stata la fiducia nella preghiera. Quanti di noi cristiani possiamo dire che abbiamo la stessa fiducia che ebbe Santa Monica nella preghiera ? Abbiamo molte volte fiachezza in pregare e lasciamo la preghiera sempre in secondo piano durante il giorno.
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Ai tempi di Cristo i punti fondamentali e di credibilità erano i maghi, gli indovini, gli stregoni, i falsi profeti e tutta la gente pendeva dalle loro labbra e dai loro vaticini.
E Gesù veniva considerato uno di questi, con una attenzione particolare per i miracoli che compiva e la folla che ne era testimone.
Ma la premura del Messia è quella di dimostrare che Lui è Dio e per questo ha poteri straordinari, superiori a qualsiasi forza umana.
Il compito più gravoso era quello di dimostrare che se uno mangia il Suo Pane vivrà in eterno ed il pane che Lui darà è la Sua Carne. Discorso arduo, incomprensibile e inconcepibile per i suoi interlocutori!
Viaggio dello spirito
La vita è un viaggio
dello spirito attraverso
la materia
Inno al viaggio e inno alla vita: al divenire che ci spinge ogni giorno ad essere uguali e diversi da noi stessi e dagli altri. Nasce da un mio bisogno di trovarmi, di perdermi, di trovarmi ancora, di sentire che i miei personali percorsi sono appartenuti, appartengono e apparterranno ad altri viaggiatori. Nellunicità del vivere e dell interpretare la strada cè una forza comune che muove ogni uomo e ogni donna verso qualcosa di indefinito, di sperato, di desiderato, di ignoto, di misterioso. Questa forza non conosce epoche storiche, non è contenuta da confini geografici è tipica dellumanità tutta e nobilita chi fortemente la sente.
Un sacerdote di Milano, don Giorgio Begni, chiese anni or so¬no a Corrado Bianchi Porro, una riflessione complessiva sulla sorella Benedetta, con particolare riferimento ai temi della Croce e dell'amicizia. Questa è la risposta di Corrado.
Tutta la nostra vita umana é marcata dalla speranza. Di fatto, anche in mezzo a tante contradizioni se esiste qualche cosa che in noi non muore é la speranza, sentimento umano e divino. La speranza é la grande esperienza che tutti noi viviamo ogni giorno, ogni momento, é la forza che conduce la nostra storia e sará sempre l'impulso che ci levará ai prossimi periodi della storia. La speranza ha preso varie forme e si é rivestita di molti volti,ha vissuto e vive nell'arte, politica, religione e medicina, progetti e forma di vita tornandosi a volte ideologia e illusione.
Si é rivelata
forza e potere ma anche pazienza, ha creato ostacoli ma anche barriere,
ha rinnovato tutte le sfide a processi ecclesiastici e civili. La
speranza é stata e é la piú fedele compagnia dell'essere umano lungo la
sua storia, la piú grande ereditá che le generazioni offrono alle
prossime. Oggi la speranza si chiama senso come suo significato, poi
lei provoca l'intimo di tutti nelle crisi personali sociali che viviamo,
é pure um alimento, nostra volontá e nostra libertá, agisce come una
forza revoluzionaria e provoca la lotta per la sopravivenza. La speranza
é um impulso della sapienza in una visione non sempre positiva della
vita. Quando si ha un perché per vivere, lei sopporta tutto o quasi
tutto. Leva le persone a proseguire nella esistenza per un ideale,
perché é sapere nel fondo del nostro cuore, della nostra anima, mente e
spirito, sta la speranza come regina sovrana che sa condurre e inspirare
i sudditi per la missione piú umana: esseri che sperano.
Sempre le
persone che procurano, soffrono, piangono, muoiono, lottano,
ricominciano, decidono e ritornano vivono la speranza come una forza
irresistibile che a tutti sorprende e che niente puó distruggere: é la
speranza che anima tutti quanto lottano nelle difficoltá della vita, per
un ideale, per una causa e sopportano non pochi incomodi o perdite. La
speranza é il nuovo nome della vita, dell'allegria e dell'ideale, é la
sorpresa che fa cambiare la storia dando contorni inusitati e apre
orizzonti mai visti. La piú fedele delle tutte le compagne é la
speranza e se perdiamo questa non abbiamo piú niente , poi muore la
vita, muore l'ideale, si perde la meta del nostro esistere.
Dalla
speranza nasce la caritá e allora l'essere umano saprá cosa significa
l'essere umano che é la píú distinta e differenziale caratteristica.
Vivere la speranza, il cui figlio é l'incontro con il prossimo, il cui
frutto é la caritá e la cui ereditá é la pace, questa pace che solo puó
venire da Dio, poi Dio é pace e speranza in questo mondo tanto
tribolato. In mezzo alle ombre e luci, allegria e tristeza c' é sempre
la speranza nel Nostro Padre che non ci lascia mai camminare soli, ci
accompagna, ci sollieva e ci indica che solo Lui é la nostra speranza,
in Lui dobbiamo mettere tutta la nostra speranza per il nostro bene
spirituale e temporale, solo in Lui....
Non possiamo essere "cristiani credibili" se non siamo uniti
E facile predicare la comunione, ma è quasi impossibile vivere la comunione. La comunità è ancora identificata con la propria parrocchia; da qui la faziosità, il settarismo, o giudizi spesso impietosi che i sedicenti cristiani praticanti esprimiamo gli uni contro gli altri, i personalismi e i protagonismi.
Dopo Dio e Maria SS. non vi é, sia in cielo che in terra, chi piú si interssi della nostra salvezza sia spirituale che temporale e chi per conseguenza noi dobbiamo tanto riverire maggiormente dell'angelo custode. Datosi esso per nostra guida,per nostro compagno e difesa fino dal principio della nostra esistenza non ci abbandona mai finché l'anima nostra non sia ritornata al Padre. Egli é dappertutto con noi, ci consola nelle afflizioni, ci difende dai pericoli spirituali e temporali, ci illumina nei dubbi e ci soccorre in tutti i bisogni.
Ancora un'annotazione, prima di chiudere questo capitolo. Quale senso hanno, oggi, tre fra gli attributi più cari alla devozione mariana: vergine, pura, casta? Si tratta di puri sinonimi, o si riferiscono a virtù più spiccatamente presenti nella figura della madre di Cristo? La domanda non merita di essere considerata pleonastica: le ambiguità della terminologia religiosa hanno la loro radice nell'effettiva difficoltà di distinguere correttamente concetti e parole, quando si riferiscono all'area delle realtà spirituali. Inoltre, su questo argomento specifico, non ci si cautela mai a sufficienza, allo scopo di non ferire la suscettibilità del credente, mentre gli si vuole offrire un contributo di luce che dilati il suo orizzonte interiore.
L'immagine di cui si serve la donna, incapace di tenere soloper sé le emozioni che stava provando, tende
a corporeizzarsi, ?no a raggiungere la tenerezza allo stato puro, tipico dei
momenti estatici.
Del discorso di Gesù, come si è detto, non cè da giurare
che avesse compreso i contenuti più profondi; dei miracoli poteva aver ammirato
la straordinarietà; ma del fascino arcano che si sprigionava dalla sua persona
nessuno, in quella occasione, era rimasto dolcemente ferito più di lei.
0 Pentecostes era uma solenidade Hebráica, que quer dizer, cinquantésimo, porque se celebrava 50 (cincoenta) dias depois da Páscoa para agradecer a Deus pela colheita. Façamos uma fugaz síntese do nosso percurso com a Liturgia.
The liturgical proposals are mainly imitative. The Holy Family is the classical model offered and apparently an ordinary family: a worker, a humble woman and a child. They lived in a poor house, dug in the stone of the hill, mixed with the many others - leaned one on another - that shaped the little village of Nazareth. The worker, whose name was Joseph, was a carpenter of the village. Those who saw him working night and day, or those who met him in the street, bent under the weight of a board, could never be able to guess that he had frequent conversations with Angels and that he was in charge of the biggest matter in the human history: the Saviour.
Preparad el camino del Señor, allanad sus senderos
¿Cómo responderemos a esta llamada que nos hace Dios en el Adviento? Juan, que no puede callar la novedad inaudita de esta Palabra de vida que visita los pueblos, nos lo dice: Preparad el camino del Señor. ¿Y cómo lo haremos? Buscando en estos días el silencio interior para escuchar la Palabra en los adentros; mirando a María, para descubrir en Ella señales de esperanza; viviendo nuestra fe en comunidad para experimentar el ánimo de los hermanos; yendo al encuentro de las necesidades de los más pobres. Nos arrimamos, poco a poco, a la gruta del pesebre donde Dios renovará una vez más su alianza y su amor con nosotros: se hace Niño. Hay alguien que, precisamente, nos mide la altura de nuestra esperanza: Juan Bautista. No lo hace en cualquier ciudad o al margen del hombre. Hoy, como entonces, se acerca al desierto de nuestra existencia, de nuestro vivir y de nuestras contradicciones reclamando algo tan esencial como la conversión.
22 Domingo del Tiempo Ordinario. Evangelio: Mateo 16,20-27
El que quiera venirse conmigo que se niegue a sí mismo, que cargue con su cruz y me siga Empezó Jesús a explicar a sus discípulos que tenía que ir a Jerusalén y padecer allí mucho. Sentados con Jesús, Él nos enseña a buscar el Amor verdadero. No al Dios que nos apetece, el que nosotros imaginamos, sino al que vive y nos busca ahora.