Non si può misurare una colpa a distanza di anni...
Stiamo indagando perché una pratica, in sè lodevole, come la confessione generale, si sia ridotta a fonte di angosce indicibili.
La consapevolezza della persona, dopo anni ed anni, cambia; quindi non si può misurare una colpa, a distanza di anni. Vediamo di essere chiari più che si può.
Un peccato va giudicato con l'avvertenza che la consapevolezza che si aveva, al momento di commetterlo, non con quella che uno può aver raggiunto... a distanza di anni. Inoltre, ogni spiegazione, illustrazione, su materia morale deve servire solo per valutare il presente e il futuro, non il passato. Il passato, ripetiamolo ancora, va preso e valutato con la sensibilità morale che si aveva a quel tempo.
Fare diversamente e' un errore che si paga con angosce dannose, senza alcun vantaggio per la propria vita spirituale.
Tutta questa teologia pratica e' di somma importanza, per chi, a dirla in gergo moderno, "fa un cammino di Vita spirituale" assai impegnativo.
Con tutta la luce che vi piove in cuore, con le cose meravigliose che Gesù vi svela, il peggio sarebbe che voi andaste a mettere sossopra il vostro passato, come per esorcizzare qualcosa che si oppone a tante radiazioni sublimi. Al vostro passato ci avete già pensato a sufficienza, con le confessioni fatte. Se qualcosa avesse avuto bisogno di chiarimenti, il confessore ve lo avrebbe chiesto. Difatti, ogni volta, voi siete rimaste serene.
A questo punto, l'unica cosa che vi si può consigliare (non comandare), è che ogni anno, diate uno sguardo panoramico all'annata in corso, per vedere dove sia più urgente correggere, raddrizzare (e sarebbe la confessione generale dell'anno) nel proprio servizio al Signore.










