Le ultime news di Don Gigi
prima della sua partenza dalla
missione salesiana in Brasile
Questa sera (24 maggio) con Raffaele e Nabia in autobus ci sará la partenza per San Paolo, il giorno successivo il volo per Monaco e poi quello per Ancona. Vivo due sentimenti contrastanti: il dolore di dover partire e la gioia di voler tornare. È una dura lotta interiore!
Guardo un bambino, una bambina in un passeggino o in braccio a papà e mamma. Guardo e penso: chi è? Perché e per chi ... è nato? Chi diventerà? Che ne sarà di questa creatura? Guardo e sogno tutto il possibile per lui e per lei. E dentro il sogno trovo quello che non si realizzerà mai e quello che, invece, avverrà.
Che fare? Resistere ancora all'impeto che non riesce più a contenere e tende a sollevarla in alto, in direzione di un Crocifisso a dimensione naturale?
In questa ultima domenica di Settembre la Liturgia ci presenta ancora linsofferenza e il disgusto del Cristo di fronte alla ambiguità o falsità.E racconta lennesima parabola, di immediata comprensione. Il testo di Matteo (21,28-32) dice: ...un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: figlio, va oggi a lavorare nella vigna; ed egli rispose: Si Signore; ma non ci andò. Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso; ed egli rispose: non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre? Dicono: lultimo. La volontà del Padre va compiuta con i fatti e non con le parole; le dichiarazioni di intenti non bastano. Per quelli che, pentiti, ritrovano la strada della giustizia, ci saranno i primi posti.
Li ho visti nei vari turni di mensa dentro il Centro Giovanile Gesù Adolescente come consumano il pasto: lo trangugiano, lo gustano come una festa alla domenica, dopo la S. Messa il Mestre Armando dà un panino con la mortadella e una bibita; tutti in fila come leoni, piccoli, giovani, genitori per questo pasto festivo.
Ho sentito parlare di Lucia Burlini dal tempo del noviziato, quando i formatori narravano le vite dei santi dell'Istituto e di quelli che, pur non essendo membri, erano vissuti col carisma della Passione, diretti dal
Fondatore o dai nostri primi Padri nella via della perfezione, ed erano morti in concetto di santità, alcuni dei quali già avviati alla glorificazione sulla terra, da parte della Chiesa. E ne ho seguito le varie tappe. Ma nel 1991/1992, scrivendo la vita del Fondatore S. Paolo della Croce e consultando i documenti sui primi anni di storia dello Congregazione e sulle anime da lui dirette, mi sono imbattuto nella figura di Lucia Burlini.
Sulla mia salute e quanto mi è accaduto, posso attestarle quanto segue:
Il 12 agosto 1998 ho subito il primo intervento per un cistoma ovario, e tutto si è rimesso a posto.
Le Virtú Teologali Un pensiero a cura del Dott. Alberto Rossini
Le virtù teologali fortificano e caratterizzano l'agire morale del cristiano. Sono la garanzia della presenza e dell'azione dello Spirito Santo nelle facoltá dell'essere umano. Sono tre le virtú teologali: fede, speranza e caritá.
La fede é la virtú teologale per la quale crediamo in Dio e in tutto
quanto Lui disse e ci ha rivelato e che la Chiesa ci propone di
credere, perché Lei é la propria veritá. Per la fede l'uomo se intrega
totalmente e liberamente a Dio e si lascia sorprendere da Lui. Colui
che crede sa perfettamente che in qualche momento della sua vita Dio
sempre sta sperando per sorprenderlo con un dono, una chiamata o una
proposta. Solo chi ha i sensi spirituali aperti e attenti puó
riconoscere le sorprese amorose che gli stanno vicino, gli arrivano e
che daranno il vero senso alla vita e al vigore quotidiano.
La Speranza é la virtú teologale per la quale desideriamo il Regno di Dio e
la vita eterna collocando tutta la nostra speranza nelle promesse de
Nostro Signore Gesú Cristo e appoggiandoci non nelle nostre forze ma nel
soccorso della grazia dello Spirito Santo. La virtú della speranza
corrisponde al desiderio di felicitá che Dio ha collocato nel cuore di
tutti gli uomini.
La caritá é la virtú teologale per la quale amiamo
Dio sopra tutte le cose del mondo e il prossimo come noi stessi.
Gesú fece della caritá il comandamento nuovo, amando i suoi fino alla
fine e manifesta l'amore del Padre che da Lui proprio riceve. I
discepoli, amandosi gli uno verso gli altri , imitano l'amore di Gesú
che ci dice: é questo il mio comandamento, che vi amiate gli uni verso
gli altri come Io vi ho amato.
L'esercizio di tutte le virtú é
animato e ispirato per la caritá che é il vincolo della perfezione e la
forma delle virtú. La caritá si articola e si ordina fra di se,
assicura e purifica la nostra capacitá umana di amare e elevarla alla
perfezione sopranaturale dell'amore divino. La pratica della vita
morale, animata dalla caritá, concede al cristiano la libertá spirituale
di figli di Dio. Il cristiano giá non sta davanti a Dio come uno
schiavo, con timore riverenziale, neppure come mercenario che aspetta
il suo salario, ma come figlio o figlia che corrisponde all'amore di
Colui che ci ha amato per primo e riceverá la dovuta ricompensa...
Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi Buon Natale senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti lidea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura lipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati. Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli! Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio. Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Nel mondo moderno che va alla deriva, il Cristianesimo ha unancora di salvezza: Maria. Nei secoli dove la Chiesa si trovava immersa dalle tenebre delleresia, una Stella luminosa ha sempre indicato la via da seguire: Maria.
"Perchè piangi, bella rosa?"
disse la rondine alla rosa
Mi svegliai con il canto di una rondinella posatasi sulla ringhiera del mio balcone. Alzandomi in punta di piedi, mi avvicinai lentamente per sentire ed ammirare meglio quel suo canto così melodioso, oserei dire, quasi angelico.
Vidi che la rondine era volta verso una candida rosa rossa già sbocciata.
Una riflessione La madre di Gesú stava presso la croce. Il martirio della Vergine viene celebrato tanto nelle profezie di Simeone quanto nella storia stessa della passione del Signore. Egli é posto, dice del bambino Gesú, quale segno di contradizione e una spada, poi, rivolgendosi a Maria, traspasserá la tua stessa anima (Lc 2, 34.35) Una spada ha trapassato veramente la tua anima, óh Santa Madre Nostra ! Del resto non avrebbe raggiunto la carne del figlio se non passando per l'anima della madre.
In effetti, la prima domanda che uno si pone, davanti ad un'antica icona bizantina della Dormizione, quando vede uscire dal corpo disteso sul letto, la figura di Lei in direzione obliqua verso il cielo, è questa. Si tratta della sua anima che esce a quel modo, o è tutta lei, anima e corpo, che il monaco del monte Athos vuole rappresentare con moduli così poco convincenti?