Li ho visti nei vari turni di mensa dentro il Centro Giovanile Gesù Adolescente come consumano il pasto: lo trangugiano, lo gustano come una festa alla domenica, dopo la S. Messa il Mestre Armando dà un panino con la mortadella e una bibita; tutti in fila come leoni, piccoli, giovani, genitori per questo pasto festivo.
Dal nostro inviato tutte le news
dal Mato Grosso, Brasile
Come voi, anchio sono molto dispiaciuto di non aver ancora inviato un servizio brasiliano. Ma sono stato molto coinvolto nella permanenza dos italianos qui a Três Lagoas. E poi sono stato travolto dalle emozioni nellincontro con tanti volti ormai noti e tanto amati.
Ma le piú dure battaglie le abbiamo combattute, e solo ora parzialmente vinte, per avviare i nuovi corsi professionali: saldatura, cucito industriale, informatica e soprattutto officine di auto e di moto. Se ti muovi trovi mille ostacoli per andare avanti. Ma noi non possiamo arrenderci. È questione di vita o di morte.
il carcere e un deserto spietato. Un luogo di solitudini raggelanti e di vicinanze obbligatorie. Eppure dentro il recinto -fatto di impotenza e disperazione, ignavia e dimenticanza, oppressione e reclusione -fioriscono storie di riscatto, veri abbaglianti anticipi e posticipi di risurrezione Storie al limite: taglienti come vetri, iridescenti come la speranza maltrattata, calpestata, ridotta a brandelli, ma mai del tutto cancellata. Storie nelle quali si manifesta un'irruzione, lintrusione di qualcosa di inaspettato, di sorprendente, di indicibile. Io lo definisco l'imbarazzo di Dio. Una presenza che spiazza, che apre all'inaudito. che per un attimo decisivo sospende e taglia la quotidianità della reclusione.
Terminato il ciclo natalizio, la Liturgia non si sofferma sulla prima giovinezza di Gesù; ce lo presenta già adulto ma sempre membro effettivo della Sacra Famiglia.
Nessuno, nel suo paese, lo chiama Messia, il Salvatore; è semplicemente il figlio di Giuseppe, da elogiare per il suo comportamento, la sua correttezza.
Uno dei momenti salienti della vita di un piccolo paesino, è partecipare, come invitati e amici, ad una festa di matrimonio.
Si svolge a Cana di Galilea, che corrisponde, probabilmente, all'attuale Kefr-Kenna, situata a dieci chilometri a nord-est di Nazareth.
In occasione del compleanno (16 aprile) del Santo Padre Benedetto XVI nonchè della ricorrenza del suo sesto anno di pontificato (19 aprile) Don Lucio insieme a Roberto, webmaster e video editor di viedellospirito.it, hanno ideato, creato ed inviato al Papa un canto di meditazione in dvd, tratto dalla suggestiva versione musicale di "Madonna, Schwarze Madonna" del cantautore altoatesino Oswald Sattler dedicata alla Madonna Nera di Altötting (Marienlied von Altötting). Il Santo Padre, bavarese e molto devoto alla Madonna Nera della ridente città a 90 km da Monaco di Baviera, dopo aver ricevuto e visionato il nostro video ci ha riempito di gioia rispondendo, attraverso la Segreteria di Stato, e sopratutto inviando a Don Lucio, a tutti i collaboratori del nostro portale cattolico e a tutti i parrocchiani, dei quali Don Lucio è guida spirituale da oltre 50 anni a Canino (VT), la sua paterna benedizione apostolica.
Un anno fa ho avuto un impulso nuovo nella mia vita di sacerdote. La chiamerei quasi una... chiamata. La morte in un incidente stradale di tre ragazzi insieme mi ha posto la domanda: e tu che fai? Vuoi fermare, per quello che puoi, la morte? Vuoi mobilitare i giovani a non morire dentro e fisicamente e a scegliere la vita? Mi sembrarono le domande nuove di un'ordinazione sacerdotale in tarda età.
Mi sono lasciato prendere totalmente dalle persone, dai fatti e dai movimenti e stavo per tralasciare di comunicare con voi lontani, ma sempre vicini.E cose ed eventi da scrivere ne ho una montagna!
Oltre le novità nel Centro Giovanile ne ho anche trovate rilevanti nel bairo (quartiere) Vila Piloto. I problemi, la miseria, le malattie sono sempre tantissimi, ma trovo qualche abitazione piú decente, un pó di ordine in piú e una certa vita di quartiere. La presenza del Centro e della Scuola hanno contribuito moltissimo ai cambiamenti.
Sembrerebbe spontaneo dover cri¬ticare le generazioni attuali che vivono. .mezza vita sul web e si riempiono la mente e la bocca con i linguaggi digitali. Sembrerebbe op¬portuno mettere in guardia, indicare i pericoli che ci sono e le influenze negative sulla persona e personalità che sta sempre davanti o dentro a Internet. Certamente non è un pez¬zo di storia facile in questo senso e, indubbiamente, la vita da cybernau¬ti comporta grandi rischi per chi la usa e la vive senza criteri intelligen¬ti e costruttivi. Ma chi vuole il bene dell'uomo deve educarlo a vivere la sua epoca superando gli agguati che la lotta bene-male pone a ogni gene¬razione.
E oggi certamente questo è un campo minato sul
quale bisogna saper mettere i piedi per non saltare, poichè vediamo,
ogni giorno, saltare situazioni personali, sociali, ecclesiali,
mondiali, proprio a partire dal mondo mediatico. Innanzitutto, però, bisogna dire, come afferma anche la Chiesa, che non è tutto
male. Internet è un grande mez¬zo prodotto dalla mente dell'uomo ed è
una possibilità cha ha un sapore di infinito senza limiti. Viene da
sor¬ridere quando pensiamo che dentro al computer si può trovare tutto,
si può chiedere di tutto e che tutte le richieste... possono essere
esaudite. E un mondo affascinante, una finestra ne apre un'altra
stimolando curiosità e grandi apprendimenti. Spesso ci in¬cantiamo a
vedere le capacità dei gio¬vani in questo senso, la loro velocità sui
programmi, la loro intelligenza che taglia fuori le generazioni passate.
Con il computer si vive, si viaggia, si lavora, si comunica, si entra
nel pia¬neta terra, si evangelizza, si trovano strumenti di preghiera,
si ascolta mu¬sica, si vedono persone lontane, si comunica e si
(s)comunica nel senso virtuale del termine, si passano notti, si perde
tempo o lo si utilizza al mas¬simo, si producono cose importanti o ci si
può perdere dentro, si fa la guer¬ra o si lavora per la pace, ci si può
il¬ludere o risolvere problemi Bello e impossibile, possibile e
bellissimo: di¬pende dalla persona che ci sta davanti e dal modo di
utilizzazione. È sempre "la testa e la coscienza" dell'uomo che
trasformano tutto in bene o in male. re. Sembra una malattia moderna. E
realmente, oggi, possiamo ammalarci sul web. In fondo il computer, e
tutto ciò che infinitamente contiene, è un TU reale-irreale con il quale
si sta in relazione per più tempo che con le persone. Con lui si sta in
contatto personale, si dialoga, si apprende, si comunica, si cerca
amore e compen¬sazione ai propri bisogni più intimi.
La vita si scrive e
si vive, corre sui files del computer. Questo TU diventano tanti tu
nascosti dietro la pagina web. Sembra un gioco a nascondino con...
profili veri o falsi, verità o illusioni di relazioni che si coltivano
senza saper¬si minimamente staccare dal mezzo di comunicazione. E questa
situazione riguarda tutti: giovani, adulti, anziani. Persone di ogni
tipo possono perde¬re "testa e coscienza", perché la droga del web crea
una dipendenza profon¬da e di difficile soluzione. Il problema è che si
fatica a riconoscere quando dipendiamo o ci stiamo allontanan¬do dalla
vita. La cosa diventa seria quando si mettono in gioco fantasie d'amore
virtuali, ricerca di persone per esperienze, quando ci si propone con
immagini di sé trasgressive e sen¬za alcuna morale personale, quando il
porno virtuale affascina piccoli e gran¬di. Siamo davvero a una svolta
stori¬ca di come relazionarsi con la vita, i sentimenti, l'amore, le
scelte di vita, la coppia, la famiglia. C'è poi tutto il campo
trasgressivo in ogni senso. Educare a utilizzare questi mezzi con la
testa è una delle nuove sfide educative. Ragionare molto con i fi¬gli in
modo simpatico (sin-patos )
USARE TESTA E COSCIENZA
C'è
in giro una preoccupazione so¬prattutto tra i genitori, quando ve¬dono i
figli per tante ore davanti al computer o a smanettare sul
cellulare-condividendo con affetto genitoriale) su questo aspetto della
loro vita, sa¬pendo che, anche se non si è alla loro altezza in questi
campi, c'è sempre un consiglio che il cuore può dare. La competenza del
cuore dei genito¬ri non andrà mai in disuso. I figli spesso giocano a
nascondersi perché molti genitori non conoscono pro¬fondamente il web,
ma non possono sottrarsi all'autorevolezza genitoriale che "pesa con
dolcezza e forza" sulla loro anima. Oggi bisogna anche impe-gnarsi a
conoscere insieme, a lasciarsi guidare dai figli, ad ascoltare le nuo¬ve
generazioni, a condividere le loro scoperte, a stare al passo con i
tempi. E poi educare la coscienza. Sembra tutto normale. Forse dovremmo
qualche volta scrivere normale. Non significa che dobbiamo vedere il
male dappertutto, ma mettere in guardia dal male che, apertamente o
nasco¬stamente, ci arriva come spruzzi di veleno sull'anima,
corrodendola ada¬gio adagio e creando buchi di esisten¬za nella mente e
nei comportamenti. Ci accorgiamo soltanto in situazioni estreme di
disagio che questi mez¬zi moderni hanno fatto danni.
Una mamma che
racconta all'altra: "Mio figlio è sempre davanti al computer fino a
tarda notte". E l'altra risponde: "Anche mia figlia non so che fa
sem¬pre lì". Ne risente lo studio, si rinun¬cia alla vita sociale, si
sta chiusi in casa, si fa gruppo virtuale, sesso in chat o con web
camera. E la mente viene travolta. Sarebbe molto importante che i
giovani oggi si aggregassero per attività insieme di ogni tipo:
sportivo, culturale, giocoso, di festa, di impe¬gno, di volontariato
uscendo dalla "stanza isolata e isolante" del web. "La migliore medicina
per questo male incurabile bisogna cercarla nel nostro cuore ed essere
meno egoisti e con-formisti, in un mondo che ci tende la mano e ha un
infinito bisogno di amo¬re.
CONFESSARE I PECCATI DEL WEB?
Credo
sia importante aggiungere ai nostri esami di coscienza qualche do¬manda
su come si vivono, nel bene e nel male, i nuovi mezzi di comunica¬zione.
Se c'è il male, se si fa il male, anche questo va detto al mio
Con¬fessore. Non è aggiungere o inventar¬si sempre nuovi peccati, ma
guarire la coscienza malata moderna con l'Amore di Dio che è sempre
pron¬to a perdonare. anche i confessori dobbiamo aprirci a questo nuovo
e importante capitolo per le anime del Terzo Millennio
La rapida comunicazione attraverso la Regina Viarum - attuale Via Appia metteva questo territorio in una condizione tanto privilegiata da essere il motivo primario di scelta per la costruzione di ville extraurbane da parte degli imperatori e dei nobili di Roma. Queste località hanno il privilegio di trovarsi a circa 430 mt. sul livello del mare, aperto ai venti marini di ponente che ne addolciscono il clima e riparato da quelli continentali dal Monte Albani, pertanto anche la sua vegetazione era molto rigogliosa
Una riflessione a cura del Dott. Alberto Rossini( Brasil)- nostro collaboratore
Viviamo
in una epoca che poco si parla a rispetto delle virtú teologali:
fede, speranza e caritá, cose che sono state dette da San Paolo nella
sua prima lettera ai corinti. La fede ci permette
di credere in Dio e nei misteri sopranaturali. É possibile provare
l'esistenza di Dio per la ragione, peró molti misteri, anche se non
contrari alla ragione stanno ancora sopra la ragione. Solo alla luce
della fede possiamo vedere e credere nella veritá.
Un esempio é il misterio della Santissima Trinitá: come concepire tre
persone divine in un solo Dio ? Tale comprensione solo la comprenderemo
quando staremo davanti a Dio, faccia a faccia.
Si parla tanto di discernimento, cioè di esame attento delle componenti di un evento, di una scelta, e poi si accettano informazioni, dati di fatto, giudizi su persone senza sottoporre queste offerte ad un attento vaglio personale. Si sa che la maggior parte delle informazioni provenienti dai mass media è finalizzato alle esigenze della globalizzazione e ad interessi politici; eppure si danno per scontate.
A Maria, Donna innamorata Aiutaci a ricomporre le assurde dissociazioni dell'amore
Santa Maria, donna innamorata, roveto inestinguibile di amore, noi dobbiamo chiederti perdono per aver fatto un torto alla tua umanità. Ti abbiamo ritenuta capace solo di fiamme che si alzano verso il cielo, ma poi, forse per paura di contaminarti con le cose della terra, ti abbiamo esclusa dall'esperienza delle piccole scintille di quaggiù. Tu, invece, rogo di carità per il Creatore, ci sei maestra anche di come si amano le creature. Aiutaci, perciò, a ricomporre le assurde dissociazioni con cui, in tema di amore, portiamo avanti contabilità separate: una per il cielo (troppo povera in verità), e l'altra per la terra (ricca di voci, ma anemica di contenuti).
Facci capire che la tavola non sazia
se il cuore è vuoto di verità
Santa Maria, donna del pane, chi sa quante volte all'interno della casa di Nazareth hai sperimentato pure tu la povertà della mensa, che avresti voluto meno indegna del Figlio di Dio. E, come tutte le madri della terra preoccupate di preservare dagli stenti l'adolescenza delle proprie creature, ti sei adattata alle fatiche più pesanti perché a Gesù non mancasse, sulla tavola, una scodella di legumi e, nelle sacche della sua tunica, un pugno di fichi. Pane di sudore, il tuo. Di sudore, e non di rendita. Come anche quello di Giuseppe, del resto.
Anche
dentro questi contorni di un discorso senza pretese, qualcosa deve
essersi proiettato davanti alla nostra mente, a proposito di questo
titolo di sovrana grandezza: la maternità divina di Maria. Ci
saremo almeno persuasi, se vi fosse stato bisogno, che sia assai più
facile compilare un manuale di preghiere all Immacolata di Lourdes, o
narrare la vicenda tutt'altro che chiara della presunta Casa
della Madonna di Loreto, oppure allestire un trattatello, ahimè semi
inutile, sui numerosi messaggi di veggenti mariani, che affrontare questo genere di riflessione, sulla dignità della madre di Dio.
QUARTO DOMINGO DO ADVENTO 22 Dezembro 2013 Uma reflexão
DE NOVO E SEMPRE: NATAL !
São Francisco organizou o presépio na pequena aldeia de Greccio, na noite de Natal, três anos antes de sua morte. Foi uma beleza o bosque naquela noite iluminado pelos archotes trazidos pelo povo daquele lugar e arredores e os frades cantando musicas celestiais ! Celebrou-se a s.missa aí mesmo junto do boi e do burro e das palhas da manjedoura. São Francisco, que era diacono, cantou o Evangelho, com voz doce, clara,forte e sonora. Guardou-se a palha do presépio que era dada aos animais doentes, conseguindo muitas curas, conforme contam as tradições locais. De Greccio o presépio espalhou-se pelo mundo afora e hoje é amado pela Igreja e pelas milhares de familias cristãs para que jamais fique esquecido o Menino de Belém, mesmo o comércio materializando o Natal. É de uma beleza encantadora os presépios populares, onde cada figura quer lembrar alguns dos elementos que aparecem no nascimento do Menino: a manjedora com a palha, o boi, o burro, os pastores com seus carneirinhos, Maria, José e a divina criança, os anjos cantando " gloria a Deus nas alturas" as estrelas brilhando no ceú e lá, numa curva longinqua da estrada, a caravana dos reis magos que se vem aproximando.