il carcere e un deserto spietato. Un luogo di solitudini raggelanti e di vicinanze obbligatorie. Eppure dentro il recinto -fatto di impotenza e disperazione, ignavia e dimenticanza, oppressione e reclusione -fioriscono storie di riscatto, veri abbaglianti anticipi e posticipi di risurrezione Storie al limite: taglienti come vetri, iridescenti come la speranza maltrattata, calpestata, ridotta a brandelli, ma mai del tutto cancellata. Storie nelle quali si manifesta un'irruzione, lintrusione di qualcosa di inaspettato, di sorprendente, di indicibile. Io lo definisco l'imbarazzo di Dio. Una presenza che spiazza, che apre all'inaudito. che per un attimo decisivo sospende e taglia la quotidianità della reclusione.
Sulla mia salute e quanto mi è accaduto, posso attestarle quanto segue:
Il 12 agosto 1998 ho subito il primo intervento per un cistoma ovario, e tutto si è rimesso a posto.
Gesù ai discepoli: "Non vi lascerò orfani: verrò da voi"
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO
Prosegue il continuo e paziente lavoro di Gesù Risorto, per confermare i suoi discepoli.Se mi amate osserverete i miei comandamenti; ed io pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce.Gesù ha finora raccomandato di credere in Lui. Ma ladesione a Lui non può essere un fatto solo intellettuale; essa deve attuarsi nella sincerità dellamore, della carità. Questa adesione pertanto non deve ridursi a illusoria sentimentalità, ma esprimere sincera unione dellanima, deve cioè essere provata dalladempimento dei comandamenti. Questo concetto fu continuamente ribadito dal Signore.
Chi conosce S. Paolo della Croce fondatore dei Passionisti, considerato uno dei più esperti maestri della vita spirituale della Chiesa, deve aver necessariamente conosciuto il nome di Lucia Burlini, fra la vasta costellazione delle anime dirette da lui.
Il VALORE DELLA S.EUCARISTIA NELLA NOSTRA VITA. UNA RIFLESSIONE
Il valore della S.Eucaristia nella nostra vita é grandissimo, efficace e fortezza per la nostra missione che Gesú ci ha affidato. In un momento della celebrazione della S.Messa é consacrato il vino dove si trova il proprio sangue di Gesú, come é consacrato il pane dove si trova il suo proprio corpo, é in questo momento che stá presente lo Spirito Santo che agisce con il suo potere e la sua gloria. Tutta la celebrazione della S.Messa, dall'inizio alla fine, é um momento di grazia, onore e adorazione, un momento divino poi facciamo tutto questo per onore e gloria del Signore e per questo non dobbiamo mancare in nessuna maniera alla S.Messa principalmente alla Domenica che é il giorno del Signore e nei giorni dei Santi stabiliti dalla chiesa.
SANTA MONICA Madre di Santo Agostino Esempio di Madre e di Sposa
Una riflessione
Santa Monica é conosciuta fra i cattolici per essere stata la madre del Santo di Hispona, Santo Agostino, che con grande difficoltá conseguí, per la sua perseveranza nella preghiera e nella caritá, la grazia di vedere suo figlio convertirsi al cattolicesimo. Uno dei piú grandi valori di questa Santa Madre é stata la fiducia nella preghiera. Quanti di noi cristiani possiamo dire che abbiamo la stessa fiducia che ebbe Santa Monica nella preghiera ? Abbiamo molte volte fiachezza in pregare e lasciamo la preghiera sempre in secondo piano durante il giorno.
Settembre é il mese della Bibbia. Per questo deve essere un passaggio del Vangelo di Luca in che Gesú insegna ai discepoli come pregare. Questa é l'unica preghiera che Gesú ha insegnato. " Signore, insegnaci come pregare come pure Giovanni Battista ha insegnato ai suoi " Gesú rispose: " quando pregate dovete dire: "Padre, sia santificato il tuo nome, venga a noi il tuo regno, dacci ogni giorno il pane che necessitiamo, perdona i nostri peccati poi anche noi perdoniamo ai nostri debitori e non lasciare che cadiamo nella tentazione." ( Lc. 11,1b-4)
La preghiera é il nostro momento di intimitá e di comunione con Dio.
Quando preghiamo dobbiamo dire al Padre tutto quello che ci incomoda e
desideriamo, molte volte commettiamo un grave errore perché nelle
preghiere parliamo senza pensare. Tutte le preghiere hanno um método,
per questo se osserviamo attentamente il Padre Nostro comincia con una
richiesta e sottomissione nel senso positiva della parola. E Gesú
insegna: quando pregate dite Padre........ perché ci é una relazione
filiale con Dio e Gesú non vuole una forma distante o equivoca.
Pregare
per la venuta del regno di Dio e per la sua volontá sia fatta in terra é
una manifestazione di fede nei disegni di Dio. " Dacci ogni giorno il
pane che ne abbiamo di bisogno " é una armonia con il Padre Nostro,
possiamo pregare com fede affinché Dio provveda nelle nostre necessitá
spirituali e temporali che dividiamo con i fratelli e sorelle. " Nessuno
rimane povero se divide. " Perdonaci i nostri peccati come noi
perdoniamo ai nostri debitori" Molte volte chiediamo perdono dei nostri
peccati a Dio, ma non perdoniamo il nostro prossimo che ci ha fatto
alcun danno. Questo é una grande contradizione: se noi perdoniamo al
nostro prossimo staremo in armonia con Dio e nella sua Misericordia.
"
Non lasciare che cadiamo nella tentazione": riflettendo sopra questo
versicolo é vitale che ricorriamo sempre a Dio nella procura di aiuto,
specialmente quando affrontiamo una tentazione forte e perseverante.
Gesú non cadde in tentazione perché sempre pregava e come humano
procurava le sue forze in Dio Padre. Infine, é bene ricordare che se
pregassimo di piú e meditassimo le sue parole e facessimo la volontá del
Padre, noi saremmo persone migliori e piú meritevoli delle sue
grazie....
Il cristiano ha nel cuore sempre un grande motivo di gioia: Cristo è risorto, ha sconfitto la morte ed ha dato a ciascuno di noi, sue creature, l'esultanza della nostra vita
A cura di Don Lucio Luzzi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Una riflessione a cura del Dott. Alberto Rossini( Brasil)- nostro collaboratore
La norma fondamentale di una buona educazione cristiana é la caritá, senza di essa una persona matura non si realizza affettivamente, poi rimane arida, bisognosa e inespressa. Essa deve ser innanzitutto un giudizio perfetto come insegna il cristianesimo da tenere presente come preocupazione iniziale in ogni gesto.É un giudizio sincero e vero e non un sentimento di generositá, poi la caritá é impossibile senza la fede, senza questo si riduce a una semplice generositá sociale, ma non dura, perché non basta all'uomo dare se non per una ragione, per donare agli altri bisogna avere un motivo che esca dal cuore.
CURRICULUM VITAE VIE DELLO SPIRITO DATA DI CREAZIONE 20-11-2007
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VIEDEDELLOSPIRITO SU YOUTUBE CON 180 VIEDEOPENSIERO-CANTI DI MEDITAZIONE VISUALIZZAZIONI 6.190.555- ISCRITTI 2349 VIDEO PIU VISTO: TI SEGUIRO= 527.576 VISUALIZZAZIONI
"Perchè piangi, bella rosa?"
disse la rondine alla rosa
Mi svegliai con il canto di una rondinella posatasi sulla ringhiera del mio balcone. Alzandomi in punta di piedi, mi avvicinai lentamente per sentire ed ammirare meglio quel suo canto così melodioso, oserei dire, quasi angelico.
Vidi che la rondine era volta verso una candida rosa rossa già sbocciata.
Si tratta di un titolo che appartiene a Maria, forse più di tanti altri usati nelle varie litanie, pullulate di recente, dietro quelle lauretane.
Laica, non solo perché inserita nel nuovo popolo di Dio, ma ancor più perché da lei è nato colui che ha radunato ogni popolo della terra nell'unico popolo di Dio, "Abbattendo il muro di separazione" (Ef 2,15).
Come Suo Figlio, derivava da una tribù, quella di Giuda, che non aveva diritto al sacerdozio: per i loro compatrioti, erano semplici germogli della stirpe di Abramo. Sacerdoti ci si nasceva.
In effetti, la prima domanda che uno si pone, davanti ad un'antica icona bizantina della Dormizione, quando vede uscire dal corpo disteso sul letto, la figura di Lei in direzione obliqua verso il cielo, è questa. Si tratta della sua anima che esce a quel modo, o è tutta lei, anima e corpo, che il monaco del monte Athos vuole rappresentare con moduli così poco convincenti?
No evangelho se narra como Jesus curou dez leprosos e um deles voltou para agradecer. O episodio nos é muito conhecido: perto da aldeia que ficava nas imediações da fronteira da Galiléia com a Samaria dez lebrosos vieram ao encontro de Jesus que ia passando. Parando a uma certa distancia, pois as leis eram muito rigidas ao não permitir o convivio de leprosos com a população sadía, chamaram a grande voz: " Jesus, Mestre, tenha compaixão de nós! " Jesus mandou que eles fossem apresentar-se aos sacerdotes. Era o que prescrevia a lei para aqueles que fossem curados de lepra, para as devidas verificações legais. E aconteceu, justamente, que, quando se encaminhavam para Jerusalém a fim de irem ao encontro dos sacerdotes, viram-se miraculosamente curados. Era o poder de Jesus!