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IL VALORE DEL SACERDOTE


Un pensiero


Pensare a un sacerdote é pensare a una persona fiacca e peccatore come altre persone con molti difetti e limitazioni, ma per volontá della stessa Chiesa Cattolica lo ha chiamato e lo ha consacrato come ministro di Dio. Questo vuol dire che é considerato atto per essere nel mondo una presenza viva di Gesú (un altro Cristo) e ha ricevuto come missione fare della sua vita una trasparenza di amore al prossimo e rivestire tutti i suoi atti di perdono e di misericordia in tutti coloro che necessitano di Gesú. Per l'Ordine Sacerdotale si é trovato un fratello universale dedicato specialmente al servizio del Vangelo.
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 sacerdote nella Chiesa Cattolica non é un ministero passaggero che puó essere assunto per un determinato periodo e dopo, stanco di essere sacerdote, si mette in una altra attivitá, come se niente fosse successo nella sua vita.  Nessun sacerdote puó dimenticare il giorno che si prostó davanti l'altare e, per ministerio episcopale, fu ordinato sacerdote e pubblicamente assunto per continuare la memoria di Gesú nella celebrazione eucaristica. A lui fu data lo stesso ordine che Cristo dette ai suoi apostoli in quella notte dell'ultima cena: " fate questo in mia memoria"
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 .Il sacerdote non si ordina di per se stesso, non chiama e neppure ascolta se stesso , ma é chiamato e scelto. Tutta la scelta soprannaturale non é altra realtá se non un gesto di amore che non há spiegazioni umane, é un atto di amore che solo l'amore lo puó spiegare.  Agire nella persona di Cristo esige un costante sforzo di essere liberi dai peccati e limitazioni affinché la bellezza e la grandezza di Gesú possa risplendere con tutta la sua luce.  QUAlcuno che un giorno, per la grazia di Dio, fu chiamato a seguire i passi di Gesú, questo é il sacerdote.  Sedotto dal servizio apostolico  e profetico il sacerdote si é dato conto di essere fedele al Vangelo e per questo ha lasciato dietro i beni materiali, desideri ed emozioni, infine tutto che é sentimento umano. Il sacerdote é stato unto e chiamato a essere Cristo vivo nel mondo in che vive e anche se consciente della sua fragilitá deve sempre chiedere a Dio la grazia della fedeltá alla vocazione abbracciata.

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Quando calunniati o disprezzati per causa di Cristo e quando noi laici quando soffriamo per i nostri peccati, dobbiamo fare una genuflessione sincera, chiedere perdono e continuare il cammino verso Gesú Cristo sempre per le mani del sacedote. A lui dobbiamo dare onore, rispetto  e dignitá perché é un ministro di Dio per la nostra salvezza e anche per ricevere consigli di carattere temporale e stará sempre disposto nel venire in nostro soccorso in qualsiasi necessitá.......

( Il sacerdote é l'amore del cuore di Gesú )  San Giovanni M. Vianney


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AS VIAS DO ESPIRITO

QUARTO DOMINGO DE PASCOA

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QUARTO DOMINGO DE PASCOA
11 MAIO 2014
UMA REFLEXÃO SOBRE O EVANGELHO

O quarto domingo de Pascoa é considerado o " Domingo do Bom Pastor" pois todos os anos a liturgia propõe, neste domingo, um trecho do capitulo 10 do Evangelho segundo João, no qual Jesus é apresentado como o bom pastor.  É este, portanto, o tema principal que a palavra de Deus põe hoje em nossa reflexão.



Codice shinistaT

THE WAYS OF THE SPIRIT

Our Lord,your Church

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Our Lord, your Church
 

seems sometimes a boat on the verge to sink, a boat roached by the waves.

And in yourf cornfield we see much more tare than corn.

Have merey of your Churche..





LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

LA TRANSFIGURACIÓN DEL SEÑOR

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LA TRANSFIGURACIÓN DEL SEÑOR
“Se transfiguró delante de ellos” (Mt 17,2)
Jesús muestra en el monte a sus discípulos el destino de los hijos de Dios. La última palabra la tiene la luz; ante ella, la oscuridad retrocede avergonzada. Contempla un icono. Mira el rostro de Jesús iluminado. Dedica unos momentos a contemplar la luz en las personas que te rodean.
Pon tu luz en mis ojos, Señor, que no sé andar por los caminos, si Tú no estás conmigo y me guías. ¡Gracias por tu luz, Jesús! ¡Gracias por todos los que brillan como Tú!
--Tabor son aquellas situaciones que Dios nos regala y donde, de una forma sorprendente, comprobamos que El camina junto a nosotros.

WEGE DES GEISTES

XIX DOMENICA T.O. TENETEVI PRONTI VIENE IL FIGLIO DELL’UOMO

XIX DOMENICA T.O.

 

TENETEVI PRONTI VIENE IL FIGLIO DELL’UOMO 

 

Gesù nella sua vita pubblica non si è limitato a risolvere i problemi quotidiani che la gente aveva, ma ha sempre indicato e spronato a percorrere la via della salvezza. Il percorso della vita è limitato nel tempo, a volte breve o addirittura brevissimo. Il Maestro, questa realtà sconcertante per l’essere umano ed a volte anche motivo di preoccupazione, l’affronta con tanto realismo, ma non per arrivare a conclusioni di sfiducia, ma nella prospettiva della vera vita, quella senza fine, eterna. E perché il suo linguaggio sia  comprensivo ed interamente assimilato dalla sua gente, si serve sempre della Parabola ovvero un racconto che in fatti ordinari nasconde insegnamenti di realtà superiori.

 

Dal Vangelo di Luca (12,13-14): "Gesù disse ai suoi discepoli: non temere piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cielo, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese, siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se , giungendo nel mezzo della notte  o prima dell’alba, li troverà così, beati loro…".  Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore”.

E’ la realtà, per noi sconcertante, della caducità della vita terrena, e del tenersi sempre pronti.

Gli antichi con molta sapienza, il saluto che si scambiavano quando due persone si incontravano, era “memento mori = ricordati che devi morire”.

Noi moderni questo monito lo consideriamo come un malaugurio e non vogliamo sentirlo, perché sconvolge tutte le nostre illusorie aspirazioni di godimento della vita.

Quanto è invece salutare la preghiera liturgica “Arda nei nostri cuori, o Padre, la stessa fede che spinse Abramo a vivere sulla terra come pellegrino, e non si spenga la nostra lampada, perché vigilanti nell’attesa della tua ora siamo introdotti da te nella patria eterna”.

Fa che ci abituiamo ad essere vigilanti, cioè responsabili e non vuoi che leggerezza, l’incostanza o l’imprevidenza compromettano la salvezza di coloro per i quali tu, o Cristo, sei morto.

 

Don Lucio Luzzi
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Preghiere

Scendi in piazza Di0

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Scendi in piazza Di0

Ti ho cantato, Signore, nelle Chiese
e i fratelli hanno fatto coro,
ora me ne vado per strada
a proporre la tua musica.
A faccia tosta, a muso duro,
soffia in me, in noi la tua canzone
d'amore per I'uomo per l 'umanità.