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IL VALORE DEL CELIBATO SACERDOTALE

Una riflessione

La veritá del celibato sacerdotale é da ricercarsi fra le fondamenta della volontá di Dio.  Essendo il sacerdote l'immagine del Cristo vivente é chiamato a donarsi interamente a Dio, anima e corpo, in esempio del Nostro Signore Gesú e questo comporta in rinuncia, una rinuncia alla vita terrena come atto di amore e sacrificio per compiere pienamente la volontá di Dio in terra, quindi il celibato assume quel senso di offerta di dono totale, di consacrazione totale alla sequela del Nostro Signore .
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Cosí il celibato assume un valore nel senso dell'offerta della vita terrena a Dio e ci possiamo domandare: allora, se si crea una famiglia e poi costretti a dividersi fra famiglia, lavoro e azione sacerdotale in Cristo, cosa succede ?  Sono cose inconciliabili e non sarebbero fatte bene le  due cose insieme e l'offerta sarebbe parziale e non totale in contradizione per giunta nei doveri verso la famiglia, la vocazione sacerdotale comporta il donarsi completamente alla chiesa e a Dio in esempio del Nostro Signore che nulla ha interposto tra la volontá del Padre e quella di questo mondo: é una vera scelta di amore per intraprendere questa sequela secondo la realtá dei cieli e la volontá di Dio.
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 Dio prima di ogni cosa e nulla da interporre tra Dio e la nostra volontá lusingata dalle realtá terrene, se ci é da rinunciare per amore di Dio si deve saper rinunciare a tutto in questo mondo, anche alla famiglia, anche alla vita se sará necessario, in esempio verso il Nostro Signore. Il celibato sacerdotale deve essere visto e vissuto su questa ottica in quella dimensione spirituale che raccoglie i suoi frutti dalla veritá.
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É necessario il dono totale e non parziale a Dio, senza confondere interessi o sentimenti umani e con questa certezza sará seguita la chiamata  della propria vocazione sacerdotale. Non si puó obbedire a due padroni perché si amerebbe uno e si odierebbe l'altro, la vocazione sacerdotale non é una scelta di vita ma una chiamata a servire la chiesa di Dio, di forma totale integrale e se cosí non fosse incontreremmo un amore diviso in metá.........
Dott Alberto Rossini (Brasil )
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AS VIAS DO ESPIRITO

O SENHOR ESTÁ PERTO



TERCEIRO DOMINGO DO ADVENTO
15 Dezembro 2013
Um pensamento

O SENHOR ESTÁ PERTO


O terceiro domingo do advento tem o sabor especial da alegria, colocado pela Igreja pela aproximação do Natal.  É como alguém que está fazendo uma viagem e depois de uma longa caminhada avista o local para onde queria chegar. Esse lugar para onde estamos caminhando é o Natal, o nosso encontro com Deus, o Messias, o Deus-conosco, que veio habitar entre nós. Cristo vem trasformar o mundo numa terra de paz e verdadeira alegria. Isaias o diz com expressões vigorosas, prevendo os cegos recuperando a vista, os surdos recuperando os ouvidos, os paralicos recuperando os movimentos e até os mortos ressuscitando.

THE WAYS OF THE SPIRIT

The Holy Family of Nazareth

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The Holy Family
of Nazareth

The liturgical proposals are mainly imitative. The Holy Family is the classical model offered and apparently an ordinary family: a worker, a humble woman and a child. They lived in a poor house, dug in the stone of the hill, mixed with the many others - leaned one on another - that shaped the little village of Nazareth. The worker, whose name was Joseph, was a carpenter of the village. Those who saw him working night and day, or those who met him in the street, bent under the weight of a board, could never be able to guess that he had frequent conversations with Angels and that he was in charge of the biggest matter in the human history: the Saviour.
 
 

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

LO HICISTE EN FAMILIA, SEÑOR

LO HICISTE EN FAMILIA, SEÑOR
Por Navidad, Señor, por  Navidad
Quisiste aparecer en el seno  de un hogar.
Como distintivo, no la  cantidad, sino la unión
Como riqueza, no el dinero,  sino el ejemplo de José y de María
Y es que, tu felicidad Señor,  no fue la apariencia,
el oro, las perlas o la  plata: fue el amor de tu familia nazarena.
En ella, en fracaso  aparente,
apareciste ante la gran  indiferencia del pueblo
En ella, en las horas de  fracaso,
encontraste el amor sin  tregua ni farsa.
En ella, en tus triunfos,
supiste ser ovacionado desde  el silencio y la sencillez.

 

WEGE DES GEISTES

Gli appannaggi di un "Rabby"

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Titoli, privilegi, diritti, eccentrici nel vestire...

Dobbiamo subito ricordare che le notizie giunte fino a noi, su questo argomento, derivano dal testo più sacro per gli ebrei, dopo la Torah, cioè la Mishna, che vuol dire "ripetizione". Si tratta, per la verità, di un testo assai tardivo che, iniziato verso il 200 dopo Cristo da un rabbi, fu continuato fino al IV^ e V^ secolo.
E appena necessario ricordare che "rabbi" era uno dei titoli onorifici che si davano agli appartenenti alla categoria degli "scribi". Il che significa che scriba indicava la professione, "rabbi" il titolo onorifico, con particolare riferimento a quello che era l'oggetto del loro impegno professionale: l'insegnamento della Legge ebraica. Altri titoli, meno frequenti erano "Padre" "Maestro" ( Mar' î, che in aramaico potrebbe significare "Signore mio").

Preghiere

Preghiera del Papa

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PREGHIERA DEL PAPA

Signore, sono il Papa.

Mi presento a Te, non come mi vedono gli uomini: il Dio in terra; la più alta autorità morale; l'uomo ascoltato ed acclamato da milioni di persone; il sicuro; l'infallibile; il dolce Cristo in terra! Mi presento per quello che sono: un povero uomo che dal momento della sua elezione ha cessato di essere se stesso per divenire Istituzione, Simbolo, tutto per gli altri e niente per se. lo devo misurare le parole perché il mio uditorio è l'umanità; non posso piangere in pubblico per­ché devo predicare la speranza; abito in una casa dorata: la mia prigione a vita.

In più la storia ha confuso il servo con il Padrone; il segretario col Direttore; il timoniere col Capitano. Gesù non ha dato le dimissioni da Capo della Chiesa, ma molti lo credono! Credono che io sia Lui, così mi chiedono miracoli, mentre io posso dire solo: "Coraggio... abbiate fede... !".

Ed io devo andare con i piedi di piombo per non avallare questo errore! Pochi si rendono conto che io cammino al buio come Abramo e che quando parlo ai potenti, sono nudo come Mosè davanti al Faraone. Se il 13 maggio non mi aves­sero sparato, molti ancora mi crederebbero invulnerabile. Quanti mi credono una Rocca mentre io mi sento in bilico su di una barca che fa acqua da tutte le parti e che talvolta è appestata dagli odori malsani che salgono dagli stagni della Chiesa! So che nella Tua Chiesa ci sono montagne di fedeltà e prati immensi di fiori e di aria pura, ma da me arrivano solo gli echi della Tua presenza santificatrice  e talvolta sono anche... filtrati!

Un giorno Gesù rimproverò Pietro perché respingeva i piccoli per far posto ai grandi, ma ora, dimmi, Signore, come debbo fare io che ho milioni di piccoli da difendere e da accarezzare, impastoiato come sono dagli impegni di Stato, dal Cerimoniale e dalla Diplomazia ?

Signore, io sono il Papa, ma il mio autista sta meglio di me. Fa che la gente comprenda che io sono il Tuo autista, così potrò dedicarmi di più ai Tuoi piccoli ed a me stesso. Signore, se anche per Te io sono il Papa, allora... ascoltami !

Se invece, anche per Te, sono solo un povero uomo, allora Ti prego... non lasciarmi solo al timone della barca. Come Pietro potrei addormentarmi..., fug­gire            tradirti..., ed allora che ne sarebbe di quelli che stanno su di essa o che ad essa sono aggrappati ? Come Gesù nel Getzemani, quante volte, solitario, sudo sangue immerso nell'angoscia per la responsabilità delle decisioni che sono costretto a prendere! Quanta tristezza per l'incomprensione dei miei più vicini collaboratori! Quanta paura di coloro che spiano la mia prima caduta per giudicarmi! Signore, se è vero che Tu sei sempre vicino ai poveri, ai soli ed agli angosciati... allora ti prego... stammi vicino !

Chi è più povero di me ?

Amen !