Anche se con poca età è stata strumento dello Spirito Santo profetizzando la vita e la libertà del suo popolo. La santità é una grazia che lo Spirito Santo vuole dare a tutti, frattanto é Lui che cammina nel tempo manifestando al mondo questo dono dato a chi lotta giorno per giorno. Santa Rosa di Viterbo ancora giovanissima di età cominciò a esternare attitudini carismatiche di straordinario coraggio e amore al Signore. Venne al mondo in Viterbo nell'anno 1233 da una povera e umile famiglia veramente cristiana : quando aveva appena tre anni di età la sua storia ci racconta che per la sua preghiera Gesú ebbe una "zia".
Sappiamo quanto è stata dura e difficile la vita di Benedetta, specialmente nell'ultimo anno quando tutti i sensi in lei si sono spenti, come dice lei stessa: "Nella notte buia dei miei faticosi giorni" (22.4.1963). Sappiamo anche come la sua fede e la sua preghiera proprio in questa grande prova hanno raggiunto vette straordinarie. Mi sembra che una caratteristica della sua preghiera, del suo colloquio con il Signore, sia stata un nuovo e spirituale uso dei sensi: quello che le era impossibile fisicamente l'ha fatto nella fede e nello Spirito.
Quante volte abbiamo bisogno di una parola di incoraggiamento e di consolazione, quando sembra che tutto vada storto. Benedetta insegna ad amare il Signore ed il prossimo, anche nelle condizioni più estreme.
Una lettera inviata ad una sua ex insegnante, ormai paralizzata, ci mostra una gioia profonda che, lei gravemente ammalata, cerca di trasmettere ad una compagna di sventura:
Io sono serena lo stesso, perché è Dio che mi ha voluto così che ci ha voluto così. Non temiamo, Signorina. Siamo cadute nelle Sue mani...
PENSIERO DELLA DOMENICA + 2 VIDEO CORRELATI a cura di Don Lucio Luzzi
Gesù nel suo insegnamento si è servito, per spiegare grande ed eccelse verità, di esempi comprensibili a tutti, come le parabole ed ha portato similitudini dove Lui si impersona in figure identificabili per gran parte della gente.La pastorizia era molto diffusa in Palestina. Vaste torme di pecore pascolavano sui dossi delle colline e durante la notte venivano rinchiuse in recinti circondati da un basso muricciolo di pietre a secco. Un guardiano solo custodiva molte greggi riunite insieme, fino a che, al mattino, venivano i pastori e ciascuno chiamava le proprie pecore e le conduceva a pascolare con sé. Capitava, in certe notti, che il ladro desse la scalata al muretto di cinta; o anche che il lupo affamato balzasse nel chiuso a divorare qualche pecora. Allora il guardiano, se poteva, gridava e difendeva il gregge; ma se cera da rischiare la propria pelle, fuggiva al sicuro. E le pecore? Peggio per loro e per il padrone!
Un anno fa ho avuto un impulso nuovo nella mia vita di sacerdote. La chiamerei quasi una... chiamata. La morte in un incidente stradale di tre ragazzi insieme mi ha posto la domanda: e tu che fai? Vuoi fermare, per quello che puoi, la morte? Vuoi mobilitare i giovani a non morire dentro e fisicamente e a scegliere la vita? Mi sembrarono le domande nuove di un'ordinazione sacerdotale in tarda età.
Latteso tra le genti è nato. Il Redentore è tra noi. Abbiamo un modello di vita da osservare e da seguire: Lui, solo Lui, lAmore, lo specchio della vita, lancora di salvezza nel giorno della morte. Guardiamo questa Donna umile e pia, rispondere serenamente allinvito dellAngelo: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con Te Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, Lo darai alla luce e Lo chiamerai Gesù» (Lc 1,28-31). Gesù, il Salvatore, venne a noi da una Madre, vergine e umile, per insegnarci che la verginità è la strada del Suo passaggio in mezzo a noi. «O beata virginitas!».
San Giuseppe continua sua missione nella Chiesa per mezzo della sua poderosa intercessione in cielo. Con la sua grande dignitá e ammirabili esempi di virtú continua vivo e attuante. La gloria estraordinaria che gode nel cielo é proporsionale ai suoi meriti e generosa gratitudine del Suo Figlio Gesú che, secondo l'intensitá del grande amore del Santo, Gli dá una misura piena e superiore nel Suo Renho.
SOLENNITÁ DELLA EPIFANIA 0 6 GENNAIO 2015 UNA RIFLESSIONE
La liturgia di questa domenica celebra la manifestazione di Gesù a tutti gli uomini. Lui é la luce che si accende nella notte del mondo e attrae a se tutti i popoli della terra. Compiendo il progetto liberatore che il Padre ci voleva offrire, questa luce si é incarnata nella nostra storia illuminando i cammini degli uomini per condurli all'incontro della salvezza, della vita definitiva............
La prima lettura annuncia
l'arrivo della luce salvatore di Dio che trasfigurerà Gerusalemme e che
attirerà alla città di Dio i popoli di tutto il mondo.
Nel
Vangelo vediamo la concretizzazione di questa promessa: all'incontro di
Gesù arrivano i magi dall'oriente, rappresentando tutti i popoli della
terra. Attenti ai segnali dell'arrivo del Messia lo procurano con
speranza fino a incontrarlo e riconoscono in Lui la salvezza di Dio e lo
accettano come il Signore. La salvezza rifiutata dagli abitanti di
Gerusalemme ritorna ora un dono che Dio offre a tutti gli uomini, senza
eccezione alcuna.
La seconda lettura presenta il progetto salvatore di
Dio con una realtà che fa attingere tutta la umanità, unita giudei e
pagani in una stessa comunità di fratelli, la comunità di Gesú.....
Signore, tu sei amante della vita!
Anzi, Tu sei la vita.
E tutto quello che esiste
è bellezza nel giardino del mondo,
è gioia nel cuore dell'uomo,
è canto della terra e del cielo.
Il 17 gennaio i sagrati e le piazze di molte Chiese, dal sud al nord della penisola, brulicano di animali condotti dai loro proprietari per la benedizione di Sant' Antonio.E vissuto nel 250 a Coma (oggi Quemar) sulla costa occidentale del Nilo, nel medio Egitto. Morì all'età di 105 anni.
Il Vangelo di Luca ci mostra tutta l'attivitá di Gesú come un grande cammino che deve fare fino a Gerusalemme. In Gerusalemme, la capitale, Gesú affronterá i poteri e fará il suo exodo,ossia, il suo passaggio della sofferenza e morte per resuscitare dopo tre giorni. L'episodio della trasfigurazione é l'antecipazione della gloria di Gesú resuscitato vincendo la morte, risplendente di luce. Gesú conversa con Mosé e Elia, rappresentanti della legge e dei profeti dell'antico testamento.
Vorremmo poter dire che la Madonna è nata in quel dato giorno, in quellora precisa, in quel luogo della Palestina, magari dove la troviamo al momento dellannunzio angelico, per dare contorni seriamente riscontrabili alla sua esistenza storica. Invece dobbiamo accontentarci di congetture. Del resto, con il Suo Figlio Gesù non siamo in condizioni analoghe? Gli esegeti, per fare un caso, sanno che la cronologia cristologica è quanto mai fluida. Così per ogni particolare della sua vita nella Palestina romana: disponiamo solo di una documentazione attendi¬bile: non ci è lecito di spingerci più in là.
Più volte, mi sono pemesso d'introdurre il lettore nel mio mondo riservato, presentandoglielo come dominato dallimmagine di Maria, fin dagli anni della fanciullezza. Ora, oso aggiungere qualcos' altro, pur sapendo di rischiare qualche ripetizione, perchè convinto che un certo modo di ripetere equivale a ribadire ciò che riteniamo di particolare importanza. Affondando, dunque, nei ricordi personali più lontani, trovo che il mio primo puntare gli occhi e la mente infantili su di una immagine della Madonna, ebbe per oggetto un quadro riproducente la figura di lei, con accanto Giuseppe, suo sposo e, in mezzo a loro due, Gesù, ragazzetto ormai di una decina danni.
Maria e Giuseppe si amorono come fratello e sorella?
Abbiamo premesso, a suo luogo, che al momento dell'annunciazione la Vergine e Giuseppe erano già vincolati da una specie di contratto prematrimoniale, in forza del quale sarebbero giunti, entro breve scadenza, a vivere insieme, come ogni altra coppia di sposi. A quel punto, il loro amore non poteva essere più quello della semplice amicizia. L'amore tra fidanzati è specifico; potrebbe anzi definirsi potenzialmente coniugale. Che sia stato puro, intemerato non può mettersi in dubbio: è deducibile anche dal loro comportamento, durante i giorni dell'angoscia, da parte di tutti e due gli interessati.
Tem Jesus muitos que amam seu reino celeste: poucos, porém, que levem a sua cruz. Tem muitos sedentos de consolações, raros de tribulações. Encontra numerosos companheiros de sua mesa, poucos de sua abstinência. Todos desejam gozar com ele, poucos querem sofrer alguma coisa por seu amor. Muitos acompanham Jesus até o partir do pão, raros até o beber do cálice de sua paixão. Muitos veneram os milagres, poucos seguem as ignomínias da cruz.
Convertirse es volverse hacia Dios y centrar la vida en Dios y solo en Dios. Creer en el evangelio significa creer en el camino concreto que Dios nos ha mostrado para llegar hasta Él, es decir, creer en Jesucristo y en su camino de amor, de servicio y de entrega hasta la cruz.
Por ello las actividades de la limosna, la oración y el ayuno, propuestas por el evangelio de Mateo, son ejercicios que, realizados desde la autenticidad del corazón que se sabe amado por Dios Padre, que ve en lo secreto, constituyen la respuesta adecuada a la concentración de la vida en Dios.
QUARTA DOMENICA DELL'AVVENTO 21 DICEMBRE 2014 UNA REFLESSIONE
La liturgia di questa Ultima Domenica di Avvento ci presenta in forma repetitiva il progetto di vita piena e di salvezza definitiva che Dio offre agli uomini. Questo progetto, giá annunciato nell'antico testamento, torna a una realtá concreta, tangibile e piena con l'incarnazione di Gesú.
PREGHIERA DI MARIA MADRE DELL'EUCARESTIA Ti adoro come nell attimo del concepimento, corpo nascosto, piccolo... eucaristico. Ti adoro, corpo che si foima in me, totalmente uomo e totalmente Dio, mentre Ti nutro da Madre e Tu mi nutri il cuore da Figlio e da Dio.