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QUINTA  DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
08 FEBBRAIO 2015
UNA RIFLESSIONE


In questa domenica di tempo ordinario siamo invitati a riflettere a rispetto di tre narrative: la cura della suocera di Pietro, la cura degli indemoniati e ammalati e la ritirata di Gesù per il deserto.
L'evangelista Marco ci avvisa che Gesù ci libera per l'amore e il servizio.
La cura della suocera di Pietro é il primo e il più insignificante miracolo di Gesù. Nella sua insignificanza questo fatto indica lo spirito nuovo e la vita nuova che Gesù ci ha voluto comunicare.  É un miracolo globale poi gli altri saranno più specifici. 

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Con questo  piccolo segnale l'evangelista ci mostra il significato di tutti i miracoli di Gesù: sono cure per dare a ognuno la capacità di servire......che é giustamente quello che Dio vuole.  Il proprio Gesù é il Figlio nella misura che serve. Il vero miracolo che Gesù ha voluto fare sulla terra non é niente di mirabolante, é solo quello di darci la capacità di amarci e di servire. Nella cultura ebraica la donna contava poco o niente, immaginiamo, allora, una vedova,di età avanzata, malata e suocera !  Ma é lei a dare testimonianza di vita nuova e tornarsi prototipo di tutti quanti credono che la cosa più importante nella vita é il servizio verso il prossimo.
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 Il secondo corrisponde alla fine del primo giorno di Gesú.  La notte é un tempo indisponibile, é nella notte che Dio ci aspetta, perché la notte rivela l'ora della verità, poi sperimentiamo che siamo mortali e solo Lui é Dio. Cessiamo la nostra attività e Lui ha spazio per attuare. Per questo la notte di Gesù é il momento culminante dell'azione divina, una anticipazione di cosa avverrà dopo la nostra morte corporale.  Se durante tutto il giorno Gesù fece solo un esorcismo e un miracolo, venendo la morte succede una esplosione di miracoli. Questa situazione ci rimette alla Passione: sua azione é limitata, parziale, appena un segnale: la sua Passione, al contrario sarà illimitata , universale, e salverà  tutti quanti gli siano stati fedeli.
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 Nel terzo vediamo Gesú ritirandosi nel deserto  per pregare e i discepoli, con Pietro avanti, lo cercano per tentarlo: " Tutti ti cercano "  Ma Gesù non cerca il successo personale, essendo il primo incontro di Gesù coi discepoli, il pensamento di Dio e i nostri pensamenti. Per questo, oltre che la preghiera, é fondamentale e indispensabile collocarsi davanti Dio, poi il centro della nostra fede non sta nel " IO " , che procura il successo personale, ma nel " IO" che provoca la venuta, sempre libera e graziosa del Regno ...........
DOTT. ALBERTO ROSSINI
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