Un sacerdote di Milano, don Giorgio Begni, chiese anni or so¬no a Corrado Bianchi Porro, una riflessione complessiva sulla sorella Benedetta, con particolare riferimento ai temi della Croce e dell'amicizia. Questa è la risposta di Corrado.
Il mio Crocifisso lo porto dappertutto, lo preferisco a tutto.
Quando io sono debole Egli è la mia forza, quando cado Egli mi alza, quando piango, Egli mi consola, quando soffro mi guarisce, quando tremo mi rassicura, quando Lo chiamo Egli mi risponde.
Lucia visse con lo sguardo e il cuore incessantemente rivolti allo sposo Crocifisso. Stupenda e fraterna la sua relazione con i Passionisti del ritiro del Cerro nel comune di Tuscania.
Quando essi vi giunsero, non trovarono nulla in casa.
A San Paolo della Croce, che, dopo aver condotto il gruppetto di Religiosi si accingeva a ripartire per prepararsi alla imminente Missione di Viterbo, il superiore rivolse il lamento che li lasciava soli, in tanto disagio.
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
La Liturgia celebra oggi il grande mistero della fede, per i credenti. Dio è uno in tre persone uguali e distinte: Padre, Figlio, Spirito Santo.La mente umana di fronte ai misteri della fede si smarrisce! Non esiste raziocinio umano che possa scandagliare il Mistero. Apparso sopra una montagna di Galilea, Gesù risorto disse agli apostoli queste solenni parole: "Andate, battezzate e istruite tutte le genti nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo" (Mt 28,19). E' meraviglioso: gli apostoli devono istruire le gentì, con ciò che non si capisce! Il mistero della Trinità è come il sole che non si può guardare ma che illumina tutte quante le altre cose. E' stato Cristo stesso che rivelò agli Apostoli il mistero della Trinità, per cui poteva dire loro: "... vi ho chiamato amici perché vi ho fatto conoscere tutto quello che ho udito dal Padre mio..." (Gv.15,14-15). Lo Spirito Santo, amore consustanziale del Padre e del Figlio, abita nelle anime in grazia, le illumina, le santifica. E' in virtù di questo mistero che noi possiamo avere la forza di adempiere al comando categorico che Gesù ci ha imposto di amare il prossimo.
In occasione del compleanno (16 aprile) del Santo Padre Benedetto XVI nonchè della ricorrenza del suo sesto anno di pontificato (19 aprile) Don Lucio insieme a Roberto, webmaster e video editor di viedellospirito.it, hanno ideato, creato ed inviato al Papa un canto di meditazione in dvd, tratto dalla suggestiva versione musicale di "Madonna, Schwarze Madonna" del cantautore altoatesino Oswald Sattler dedicata alla Madonna Nera di Altötting (Marienlied von Altötting). Il Santo Padre, bavarese e molto devoto alla Madonna Nera della ridente città a 90 km da Monaco di Baviera, dopo aver ricevuto e visionato il nostro video ci ha riempito di gioia rispondendo, attraverso la Segreteria di Stato, e sopratutto inviando a Don Lucio, a tutti i collaboratori del nostro portale cattolico e a tutti i parrocchiani, dei quali Don Lucio è guida spirituale da oltre 50 anni a Canino (VT), la sua paterna benedizione apostolica.
Questa curiosa domanda è venuta di moda da qualche decennio. Un credente di altri tempi si sarebbe scandalizzato, al semplice sentirsela in mente. Oggi si vuole essere razionali, o più chiaramente, ragionevoli, e mi sta bene. Ma quando si parla di Fede Cristiana, bisogna ricordare sempre che le verità rivelate non sono il prodotto della nostra mente, bensì della rivelazione di Dio, in persona di Gesù Cristo. Se si dimentica questo, tutto può apparire incredibile.
DON TONINO BELLO: NON UN MITO, MA... UN MITE ( Il Vescovo don)
Sono cresciuto in Parrocchia con le tue canzoni in mezzo alla mia gente e ai miei ragazzi. Le ho suonate sempre con la fisarmonica. Verresti a un mercoledì di Quaresima che faccio con i giovani della Diocesi nella Cattedrale di Molfetta? Fu questo il mio primo incontro telefonico con il Vescovo don. Dissi di sì e partii, allora, con la mia chitarra prendendo un aereo per Bari. Arrivato a Molfetta, mi venne ad aprire un bambino. Non era o meglio era uno dei piccoli figli che il Vescovo don ospitava nella sua casa Vescovile: famiglie senza casa o disagiate.
La chiesa ci colloca nelle mani quattro vangeli, però non esiste che un unico Vangelo. I Santi Padri insistono naturalmente in questo argomento: Gesù Cristo ci ha dato un unico Vangelo che é composto di quattro parti. Di fatto, i quattro Vangeli sono quattro redazioni evangeliche che sono strettamente interlegate per l' unità dei fatti, per la unità della dottrina che espongono e per l'unità di spirito che li uniscono. Non si tratta di quattro ritratti di Cristo disegnati dagli evangelisti, ma di un solo ritratto sotto lo stesso manto. Non esiste se non un Vangelo unico, tale come non esiste che un solo e unico Cristo. I quattro libri che formano l'unico Vangelo di Cristo possiedono il più alto valore storico che é possibile concepire e, grazie a loro, possiamo formare una idea perfettamente esatta e sicura della vita terrena del Nostro Signore.
Tutti i quattro Vangeli furono inspirati
direttamente da Dio, che autorizzò gli evangelisti a scriverli coinvolti
dalla sua protezione molto speciale in quanto scrivevano impedendo a
loro di sbagliare e suggerendo loro quello che più conveniva per la
realizzazione del suo progetto. Per questo é Dio in persona che
garantisce la sua fedeltà. I quattro scrittori del Verbo Incarnato
riunivano tutte le condizioni di esigere da una storica sincera e
veridica ragione che meritano la nostra totale fiducia. Due di questi
evangelisti, San Matteo e San Giovanni erano membri del collegio
apostolico e durante tre anni furono compagni giorno dopo giorno del
Nostro Signore, vedendolo, ascoltandolo e assistendo ai suoi miracoli,
alle sue peregrinazioni e vivendo familiarmente con Lui. Nella prima
epistola Giovanni distacca in termini ammirevoli questa competenza
particolare degli apostoli per parlare del loro Maestro dicendo: "
quello che abbiamo ascoltato, quello che abbiamo visto con i propri
occhi, abbiamo contemplato e le nostre mani hanno palpato a rispetto
del Verbo della Vita....questo ve lo annunciamo."
Anche se San
Marco e San Luca non siano stati testimoni oculari dei fatti che ci
raccontano la loro autorità come biografi del Salvatore non erano molto
da meno perché usufruivano del vantaggio apprezzevole per essere stati
durante anni discepoli di San Pietro e di San Paolo e avevano pertanto
ottenuto fonti molto sicure sopra quanto sapevano di Gesù. I più antichi
dottori della chiesa, con minuziosi studi dei promemoria relativi alle
origini dei Vangeli, ci dicono quello di San Marco nonfferisce dalla
predicazione di San Pietro e che quello di San Luca riproduce il
riassunto della predicazione di San Paolo.
Cosí questi due evangelisti
furono testimoni auricolari e i suoi testimoni si appaiono in quelli dei
due grandi apostoli oculari e godono di incontestabile autorità. Anche
loro conobbero il divino eroe il quale ci appare meno vivo nelle sue
narrative che quelle di San Matteo e San Giovanni. San Luca, che é uno
storico particolarmente notabile, dichiara in un piccolo prologo nel
quale espone il suo metodo di, prima di scrivere, avere proceduto a
procure esatte che erano molto numerose. Che altro possiamo desiderare
? É stato dimostrato che i Vangeli furono tutti e quattro pubblicati
poco dopo i fatti narrati e questo facilita un altra preziosa garanzia
della sua esattezza e veridicità.
I tre primi Vangeli, ossia quelli di
San Matteo, San Marco e San Luca sorsero in poco più di dieci, quindici
o venti anni dopo la morte di Gesù e i fatti erano ancora vivi nella
memoria di tutti e erano di facile e indiscutibile verifica. Quante
informazioni non devono essere state prestate dai prossimi di Gesù,
molto specialmente dalla sua madre Maria ? Se San Giovanni scrisse nel
finale del primo secolo il suo cuore di discepolo amato niente aveva
dimenticato, come dimostrano i numerosi promemoria che portano il
Signore alla vita durante i nostri occhi. La perfetta competenza degli
evangelisti era unita all'onestà che si manifesta in ognuna delle loro
pagine e che non ci stanchiamo di ammirare. Pure trattandosi di atti e
parole del Divino Maestro, pure di misteri giubilosi e gloriosi o di
umiliazione e sofferenza, la esposizione storica é sempre e in tutti i
punti degna di totale fede. Anche quando parlano del tragico incidente
del Calvario lo fanno con totale calma, verità e serenità che dimostra
di per se una veracità senza limiti. Il valore storico dei Vangeli é
stato confermato in maniera definitiva strettamente scientifica a
favore di una credibilità assoluta.
I quattro evangelisti rivelano
Gesù con tutta la perfezione desiderata dalla volontà di Dio. Sotto la
ispirazione divina la scelta fu fatta in tale modo che anche se un
numero limitato di miracoli e di parole analoghe, niente piú ci sarebbe
necessario per dimostrare la divinità di Gesù, e simultaneamente la
Chiesa da Lui fondata. Dobbiamo, pertanto, essere grati allo Spirito
Santo e anche agli evangelisti da Lui utilizzati che furono suoi fedeli
portavoce. Non esiste un unico personaggio della antichità che ci sia
tanto familiare quanto il Nostro Signore Gesù Cristo, attraverso
documenti autentici e sicuri, trattandosi di verità assoluta. Infine,
i quattro Vangeli si riassumono in uno solo: il Vangelo di Gesù Cristo,
il Nostro Signore e Salvatore della intera
umanità........................
Si parla tanto di discernimento, cioè di esame attento delle componenti di un evento, di una scelta, e poi si accettano informazioni, dati di fatto, giudizi su persone senza sottoporre queste offerte ad un attento vaglio personale. Si sa che la maggior parte delle informazioni provenienti dai mass media è finalizzato alle esigenze della globalizzazione e ad interessi politici; eppure si danno per scontate.
La speranza Non bastano le parole per insegnare la dottrina del Signore
Ciò che convertì i primi cristiani fu la vita di coloro che la mettevano in pratica, il comportamento confermato dalla carità, il richiamo alla gioia e alla pace che lentamente permetteva di penetrare nel mistero della grazia che è lessenza della vita cristiana. Linvito alla universale semplicità è molto importante ed è ancora più importante dimostrare con fatti e parole che in questa epoca in alcune circostanze, una qualsiasi persona afflitta da difetti e debolezza può vivere ugualmente una vita cristiana nella grazia allontanando le tentazioni e accontentandosi di poco.
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Giovanni Calvino
Un uomo guastato da
letture non controllate
Nacque a Noyon (Piccardia) il 10 luglio 1509 da famiglia cattolica.
Era il secondo di sei figli. Il padre era impiegato nella curia vescovile. Giovanni venne avviato agli studi ecclesiastici a 12 anni e ricevette una prebenda. Presa la tonsura divenne cappellano. Non accedette agli Ordini sacri. A Parigi studiò teologia e filosofia. Un suo cugino gli aveva dato da leggere scritti contenenti dottrine differenti da quelle professate. Furono queste letture che piano piano portarono Giovanni all'apostasia.
LA MADONNA DELLA QUERCIA E LA DEVOZIONE AL SS.mo ROSARIO
La notizia che S.S. Giovanni Paolo II ha proclamato il 2003 anno del SS.mo Rosario mi ha spinto ad iniziare una ricerca che potesse mettere in luce come questa devozione così amata da infinite generazioni di uomini e donne, questa devozione che lega la terra al cielo , è stata vissuta nel santuario della Madonna della Quercia.
E' stata la croce dei nostri fratelli separati, i protestanti; e lo è tuttora.
Preoccupati dalla presenza dei "fratelli del Signore", in più luoghi del Vangelo, hanno pensato che sua Madre abbia avuto altri figli, almeno dopo di Lui. Ma si troveranno sempre di fronte la fede della chiesa delle origini e del cammino di due millenni, che proclama solennemente la verginità di Maria, anche dopo la nascita del suo divin Figlio. Eppure essi, che sono stati maestri in esegesi biblica, sanno che nella lingua ebraica, il temine "ah", può avere, oltre al significato diretto di fratello, anche quello di consanguineo ai diversi livelli. Per cui è il contesto che decide a chi ci si vuol riferire.
BEATO IL GREMBO CHE TI HA PORTATO E IL SENO CHE TI HA ALLATTATO.
" Vangelo: Luca,11.27 "
Una riflessione
In quel tempo, mentre Gesú parlava, una donna della folla alzó la voce e Gli disse:" Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato" Gesú gli rispose: " Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano "
Com queste parole Gesú non respinge la lode appassionata che quella donna semplice dedicava a sua madre, bensí la accetta e va oltre, spiegando che Maria Santissima é benedetta, sopratutto, per il fatto di essere stata buona e fedele nel compiere la parola di Dio. A volte noi cristiani ci crediamo nella predestinazione cosí come credono altre religioni. No ! Noi cristiani crediamo che Dio ha in serbo per noi una meta di felicitá.
OITAVO DOMINGO DO TEMPO COMUM 02 Março 2014 Uma reflexão sobre o Evangelho
A liturgia desse oitavo domingo do tempo comum nos propõe uma reflexão sobre as nossas prioridades: recomenda que dirijamos o nosso olhar para o que é verdadeiramente importante e que liberte nosso coração da tirania dos bens materiais. De fato, o cristão não vive obsecado com os bens mais primários, pois tem absoluta confiança nesse Deus que cuida dos seus filhos com a solicitude de um pai e o amor gratuito e incondicional de uma mãe. O Evangelho convida-nos a buscar entre a a enorme bateria de coisas secundarias que, dia a dia, ocupam o nosso interesse. Garante-nos, igualmente, que escolher o essencial não é negligenciar o resto: o nosso Deus é um Pai cheio de solicitude pelos seus filhos, que provê com amor às suas necessidades.