
SE UNO RIFIUTA I SACRAMENTI
IN PUNTO DI MORTE: SI DANNA DI SICURO?
Indubbiamente risuonano assai chiare e categoriche le parole che Marco mette in bocca a Gesù Risorto, al momento di lanciare gli apostoli alla conquista evangelica del mondo: «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e si farà battezzare, sarà salvato, ma chi non crederà, sarà condannato » (Mc 16, 15-16).

Basandosi su questi principi, la prassi ecclesiastica ha per secoli e secoli evitato di permettere funerali religiosi a gente deceduta in questo modo. Solo negli anni '80 incontrai un parroco vicino Parma il quale, davanti a scelte così anticristiane, pur rispettando la volontà di andare al cimitero, senza funerale, la stessa sera convocava in chiesa i suoi parenti più disposti. Pregava con essi per la sua anima e riusciva a mettere in evidenza con sincerità e rispetto quel poco di bene che il defunto aveva compiuto...
Ora, dunque, in casi come questi, è necessario credere aduna condanna, da parte di Dio?




scontato che quel defunto incosciente si sia davvero dannato.
È molto più conforme allo stile di Dio, rivelato dal Vangelo, ritenere che alla fine abbia
sempre ragione la Sua bontà infinita sulla incredibile stoltezza dell'uomo.









