Viaggio dello spirito
La vita è un viaggio
dello spirito attraverso
la materia
Inno al viaggio e inno alla vita: al divenire che ci spinge ogni giorno ad essere uguali e diversi da noi stessi e dagli altri. Nasce da un mio bisogno di trovarmi, di perdermi, di trovarmi ancora, di sentire che i miei personali percorsi sono appartenuti, appartengono e apparterranno ad altri viaggiatori. Nellunicità del vivere e dell interpretare la strada cè una forza comune che muove ogni uomo e ogni donna verso qualcosa di indefinito, di sperato, di desiderato, di ignoto, di misterioso. Questa forza non conosce epoche storiche, non è contenuta da confini geografici è tipica dellumanità tutta e nobilita chi fortemente la sente.
Mi sono lasciato prendere totalmente dalle persone, dai fatti e dai movimenti e stavo per tralasciare di comunicare con voi lontani, ma sempre vicini.E cose ed eventi da scrivere ne ho una montagna!
Oltre le novità nel Centro Giovanile ne ho anche trovate rilevanti nel bairo (quartiere) Vila Piloto. I problemi, la miseria, le malattie sono sempre tantissimi, ma trovo qualche abitazione piú decente, un pó di ordine in piú e una certa vita di quartiere. La presenza del Centro e della Scuola hanno contribuito moltissimo ai cambiamenti.
DALLA PRIMA LETTERA DI S.PAOLO DELLA CROCE ALLA VEN.LUCIA BURLINI 4 LUGLIO 1748
Dopo il silenzio di tanti anni, ho creduto mio obbligo di gratitudine di visitare con questa mia il vostro spirito ringraziandovi in primo luogo, in Gesù Cristo della grande carità con cui avete assistito ai nostri poveri religiosi abitanti nel sacro ritiro della Madonna del Cerro [ ..] Gesù che è il sommo datore d'ogni bene ricolmi sempre più il vostro spirito della pienezza delle sue grazie e doni celesti, per le fatiche, viaggi ed altri uffici di carità in cui vi siete impiegata per i miei e vostri fratelli in Gesù Cristo.
Gesù nella
sua vita pubblica non si è limitato a risolvere i problemi quotidiani che la
gente aveva, ma ha sempre indicato e spronato a percorrere la via della
salvezza. Il percorso della vita è limitato nel tempo, a volte breve o
addirittura brevissimo. Il Maestro, questa realtà sconcertante per lessere
umano ed a volte anche motivo di preoccupazione, laffronta con tanto realismo,
ma non per arrivare a conclusioni di sfiducia, ma nella prospettiva della vera
vita, quella senza fine, eterna. E perché il suo
linguaggio sia comprensivo ed interamente assimilato dalla sua gente, si
serve sempre della Parabola ovvero un racconto che in fatti ordinari nasconde
insegnamenti di realtà superiori.
Dal Vangelo di Luca (12,13-14): "Gesù disse ai suoi discepoli: non
temere piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di dare a voi il
Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non
invecchiano, un tesoro sicuro nei cielo, dove ladro non arriva e tarlo non
consuma. Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese,
siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze,
in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il
padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si stringerà
le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se ,
giungendo nel mezzo della notte o prima dellalba, li troverà così, beati
loro ". Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro
cuore.
E la realtà, per noi sconcertante, della caducità della vita terrena, e
del tenersi sempre pronti.
Gli antichi con molta sapienza, il saluto che si scambiavano quando due
persone si incontravano, era memento mori = ricordati che devi morire.
Noi moderni questo monito lo consideriamo come un malaugurio e non vogliamo
sentirlo, perché sconvolge tutte le nostre illusorie aspirazioni di godimento
della vita.
Quanto è invece salutare la preghiera liturgica Arda nei nostri
cuori, o Padre, la stessa fede che spinse Abramo a vivere sulla terra come
pellegrino, e non si spenga la nostra lampada, perché vigilanti nellattesa
della tua ora siamo introdotti da te nella patria eterna.
Fa che ci abituiamo ad essere vigilanti, cioè responsabili e non vuoi che
leggerezza, lincostanza o limprevidenza compromettano la salvezza di coloro
per i quali tu, o Cristo, sei morto.
Don Lucio Luzzi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sappiamo quanto è stata dura e difficile la vita di Benedetta, specialmente nell'ultimo anno quando tutti i sensi in lei si sono spenti, come dice lei stessa: "Nella notte buia dei miei faticosi giorni" (22.4.1963). Sappiamo anche come la sua fede e la sua preghiera proprio in questa grande prova hanno raggiunto vette straordinarie. Mi sembra che una caratteristica della sua preghiera, del suo colloquio con il Signore, sia stata un nuovo e spirituale uso dei sensi: quello che le era impossibile fisicamente l'ha fatto nella fede e nello Spirito.
Come ha visto, non era facile incontrarci. Certo, avrai potuto sapere anche altri particolari che rendono piuttosto amari questi ultimi anni della mia vita. Sento una grande riconoscenza del grande dono che mi hai fatto col trascorrere una preziosa ora in un colloquio che non potrò facilmente dimenticare.
Se andrai in Brasile, ed io te lo auguro di tutto cuore, farai una esperienza dolcissima al contatto con la gente, ma soprattutto con i bambini e ragazzi.
Quando giro tra le casette baracche attraverso stradine polverose o fangose incontro la festa, la gioia.
28° Domingo do Tempo Comum 12 Outubro 2014 Uma reflexão
A liturgia desse domingo do Tempo Comum utiliza a imagem de um banquete para descrever esse mundo de felicidade,de amor e alegria sem fim que Deus quer oferecer a todos os seus filhos amados.