Mandavi sulle furie i rabbini perchè avvicinavi anche le donne
Strana, questa uscita del tuo evangelista Marco. Sicché anche tu scandalizzavi chi ti ascoltava e ti seguiva?
Qui è detto di quella volta che parlasti nel tuo paese, Nazareth, per aver detto chiaro che il Padre non approvava le loro pretese e il loro discriminare gli altri popoli. Ma altre volte ti è accaduto di peggio.
Me ne sono reso conto, in maniera nuova, sconvolgente, da poco tempo.
DAL VANGELO DI MARCO
Quando tu, Maestro mio, insistevi sul titolo di Padre da dare a Dio, Padre tuo e Padre di noi tutti, deducendone che, dunque gli uomini sono tutti fratelli e devono amarsi senza discriminazione, ti applaudivano i semplici, privi di pregiudizi.
Ma quando dichiaravi la condanna di ogni specie di odio razziale, chi per almeno due secoli aveva insegnato esattamente il contrario ti malediceva.
Quando ti lasciavi avvicinare da donne bisognose di una guarigione, di una parola di vita, mandavi sulle furie rabbini che si facevano un vanto di non salutarle nemmeno.
Quando accettavi sulle tue ginocchia frotte di bambini che chiedevano attraverso le loro madri una benedizione, sconfessavi maestri della Legge che riprovavano gesti del genere.
Quando insistevi sul perdono, anzi sull'amore del nemico, la tua audacia si configurava come una proposta fuorviante, per chi sapeva che, per almeno due o tre secoli i saggi d'Israele avevano legittimato l'odio del nemico, anzi lo sterminio.
Come hai fatto, Gesù, a metterti contro questi pregiudizi secolari, assurti a precetti religiosi creati per dar lode a Dio ?
Tu non volevi lo scandalo: lo avevi considerato meritevole di una macina al collo per morire affogati in mare.
Ma avevi anche spiegato che era inevitabile che avvenissero scandali, certo, non quelli che attribuivano a te, che erano solo provocazioni all'amore, fraintese solo da chi era cieco, e diceva che ci vedeva meglio degli altri, meglio di Te... lo, invece, ho paura di scandalizzare, non solo perché chi mi vede e mi sente parlare non è obbligato ad interpretarmi nel modo ottimale, ma perché effettivamente posso sbagliare nell'insegnamento e nel comportamento personale.
Mi affido a te, insieme a coloro che hai affidato a me.










