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Visione di Dio faccia a faccia 

Interessarsi alla dimensione nuova acquisita dal Corpo del Salvatore, in forza della risurrezione dai morti, induce necessariamente a farsi una idea dei due elementi essenziali del messaggio evangelico: la vita eterna e la risurrezione della carne.
Vita eterna, come dice la parola stessa, indica una vita che non si estinguerà con l'ultimo respiro dell'uomo. Risurrezione il ritorno alla vita, dopo vero decesso, non quindi dopo semplice morte clinica, ma dopo vera riduzione a cadavere.
Per quanto riguarda la vita eterna, gli esperti sanno che le generazioni preistoriche non si sono mai rassegnate a pensare che tutto si fosse spento di quella vita, che un attimo prima fremeva di palpiti.

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Sono state le generazioni posteriori, quelle che si sono smarrite fra le tante realtà che andavano scoprendo, senza riuscire a rendersi conto dei profondi perché che si trascinavano dietro. Comunque sia, l'immortalità, in ordine naturale appartiene all'uomo come tale essendo stato creato da Dio come essere dotato di spirito, al quale spetta il perdurare oltre le soglie della morte. La morte è separazione; si separa, cioè si decompone ciò che è composto. Lo spirito non è composto ma semplice: quindi non si può decomporre, cioè morire.

Ma c'è da rendersi conto che Cristo non parla di questa specie d'immortalità, a titolo di natura, bensì di quello di grazia, che comporta la visione di Dio così com' è, "faccia a faccia" (dice la Scrittura), attraverso una luce arcana che la teologia cristiana chiama lumen gloriae, "lume della gloria". Questo privilegio non apparteneva in nessun modo all'uomo, come tale; gli era stato conferito da Dio come conseguenza della prima grazia; il privilegio fu perduto con la colpa, ma è stato riacquistato da Cristo, a prezzo del suo sangue...

Riassumendo il tutto con brevità, diciamo che il nostro discorso ha tentato di offrire qualche chiarimento sui concetti di vita eterna e di risurrezione della carne.
La vita eterna, si è detto, compete all'uomo come creatura razionale, dotata di spirito. Ciò che è spirituale non può finire più, cioè non può né morire, né annullarsi. Siccome però l'uomo è dotato  anche di un corpo, al quale non appartiene di poter perdurare oltre le possibilità concrete, derivanti dagli apparati di cui è composto, il buon Dio ha voluto garantire a tutti gli uomini il ritorno alla vita corporale, dopo la morte, al tempo stabilito da Lui.
Perché ne avessimo già una prefigurazione anzi una caparra, ha risuscitato dai morti il suo Figlio fatto Uomo, perché fosse "il primogenito dei morti" (At. 1, 5).

L'argomento dove ci stiamo inoltrando potrebbe apparirvi assai complicato. Non temete. Man mano che si andrà sviluppando, vi si mostrerà più accessibile di quanto non vi sembri, ora, al primo approccio.

THE WAYS OF THE SPIRIT

The Holy Shroud

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The Holy Shroud
From the studies of
Mons. Giulio Ricci,
Shroud researcher


The Shroud is a rectangular linen (m. 4,36 x 1,1), woven in a three-to-one herringbone twill composed of flax fibrils and is the most eloquent “corpus delicti” used by researchers to reconstruct the offensive event it shows: the death on the cross. The crucified man, before his death, has suffered under a particularly cruel flagellation, a crowning with thorns (first ever registered by researchers in a crucifixion), an upward gouge in the side caused by a spear penetrating into the thoracic cavity and at last shrouded, naked, in a linen without being previously washed and covered with resins. The integrity of the shroud testifies that the body it shrouded never knew the corruption; otherwise the shroud itself would have been damaged.
 

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

ÚLTIMO DÍA DEL MES DEL SAGRADO CORAZÓN DE JESÚS

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ÚLTIMO DÍA DEL MES DEL SAGRADO CORAZÓN DE JESÚS

En el último día del Mes del Sagrado Corazón de Jesús
“Estando una vez en  presencia del Santísimo Sacramento, recibí de Dios gracias excesivas de su amor y sintiéndome movida del deseo de corresponderle en algo y rendirle amor por amor, me dijo: “No puedes darme mayor prueba que la de hacer lo que yo tantas veces te he pedido”.
Entonces, descubriendo su divino Corazón me dijo: “He aquí este Corazón que tanto ha amado a los hombres, que nada ha perdonado hasta agotarse y consumirse para demostrarles su amor, y en reconocimiento no recibo de la mayor parte más que ingratitud, ya por sus irreverencias y sacrilegios, ya por la frialdad y desprecio con que me tratan en este sacramento de amor. Pero lo que me más me duele es que sean corazones consagrados a Mí los que así me tratan.

WEGE DES GEISTES

BENEDETTA BIANCHI PORRO E LA MISERICORDIA

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BENEDETTA BIANCHI PORRO E LA MISERICORDIA

La misericordia ha un significato particolare nella crescita spirituale di Benedetta, che trova nei primi anni '60 una svota, con l'apporto di Nicoletta e di Mons. Elios Mori. Benedetta era in qualche modo frenata nelle sue alte e limpide aspirazioni dalla paura di essere inadeguata, di avere dei limiti eccessivi, come un’ aquila che non riesce a distendere le sue ali in volo alto, costretta a zampettare in qualche modo, appesantita, sulla terra. Le lettere di quegli anni rivelano infatti che era piena di scrupoli, sentendosi frenata per i suoi limiti spirituali ed anche fisici. “Vorrei, ma non posso” sembra essere il suo stato d’animo. In una lettera che scrive a Nicoletta il 9 ottobre 1960 troviamo chiaramente il problema e la soluzione che si delinea: Capisco (e mi è in special modo difficile )   che prima di tutto devo accettarmi così come sono, miserella e mediocre e impotente, affidandomi a Lui. E come potrei, in caso contrario, sopportare me stessa e la realtà di tutti i giorni?


Preghiere

Preghiera dello spretato

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Preghiera dello spretato

Signore, io sono uno spretato.
Sono uno di quelli che con Te hanno avuto una dolce amicizia.
Quante volte abbiamo mangiato insieme e parlato di cose celestiali!
Quante volte abbiamo visitato insieme dei poveri relitti umani o carcerati, o
condannati al letto, o in preda alla disperazione!