Sappiamo quanto è stata dura e difficile la vita di Benedetta, specialmente nell'ultimo anno quando tutti i sensi in lei si sono spenti, come dice lei stessa: "Nella notte buia dei miei faticosi giorni" (22.4.1963). Sappiamo anche come la sua fede e la sua preghiera proprio in questa grande prova hanno raggiunto vette straordinarie. Mi sembra che una caratteristica della sua preghiera, del suo colloquio con il Signore, sia stata un nuovo e spirituale uso dei sensi: quello che le era impossibile fisicamente l'ha fatto nella fede e nello Spirito.
Guardo un bambino, una bambina in un passeggino o in braccio a papà e mamma. Guardo e penso: chi è? Perché e per chi ... è nato? Chi diventerà? Che ne sarà di questa creatura? Guardo e sogno tutto il possibile per lui e per lei. E dentro il sogno trovo quello che non si realizzerà mai e quello che, invece, avverrà.
ASPIRAZIONI SPIRITUALI DI UNA MADRE DI QUATTRO FIGLI
Una conferma che il mondo non è ancora così allo sfascio, come tendenziosamente vogliono insinuare i mass media. Leggete e tenete conto che il meglio si è dovuto lasciarlo inedito, per riservatezza. Prendo carta e penna e comincio a scrivere, perché se aspetto il tempo per avere un po' di spazio tutto mio, questo tempo non arriverà mai. Sinceramente non riesco tanto bene a mettere in ordine le idee, per rendere il più chiaro possibile il mio stato.
Ricordate la tentazione di inizio quaresima? Rinviare la nostra conversione "Tanto a Pasqua c'è tempo...".
E questo periodo di revisione e riconciliazione si va esaurendo. La liturgia di questa V domenica di Quaresima ci sollecita ad un recupero salutare e indispensabile per la nostra anima, presentandoci la misericordia infinita di Dio.
I soliti, insopportabili Scribi e Farisei, che
seguono Gesù con fini perversi, lo chiamano con una espressione bugiarda
di rispetto: "Maestro, questa donna è stata colta in fragrante adulterio; ora Mosè nella legge ci ha comandato di lapidare tali donne (per esattezza questa norma riguardava una fidanzata infedele), che ne dici? E questo dicevano per avere di che accusarlo...
E' terminato anche il 2015: è doveroso un ringraziamento a Dio
Hora ruit dicevano gli antichi; il tempo corre velocissimo.
E ci siamo consumati lintero 2015.
E un anno della nostra vita, trascorso, e che non ritornerà mai più.
E tempo di consuntivi per tutti; le imprese, le aziende, i bilanci familiari
Vogliamo provare, io e te, a sintetizzare questo anno 2007 che passa definitivamente nel corso inarrestabile del tempo?
Chiediamoci onestamente, se lanno trascorso, ha aiutato la nostra crescita umana e cristiana.
Latteso tra le genti è nato. Il Redentore è tra noi. Abbiamo un modello di vita da osservare e da seguire: Lui, solo Lui, lAmore, lo specchio della vita, lancora di salvezza nel giorno della morte. Guardiamo questa Donna umile e pia, rispondere serenamente allinvito dellAngelo: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con Te Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, Lo darai alla luce e Lo chiamerai Gesù» (Lc 1,28-31). Gesù, il Salvatore, venne a noi da una Madre, vergine e umile, per insegnarci che la verginità è la strada del Suo passaggio in mezzo a noi. «O beata virginitas!».
il carcere e un deserto spietato. Un luogo di solitudini raggelanti e di vicinanze obbligatorie. Eppure dentro il recinto -fatto di impotenza e disperazione, ignavia e dimenticanza, oppressione e reclusione -fioriscono storie di riscatto, veri abbaglianti anticipi e posticipi di risurrezione Storie al limite: taglienti come vetri, iridescenti come la speranza maltrattata, calpestata, ridotta a brandelli, ma mai del tutto cancellata. Storie nelle quali si manifesta un'irruzione, lintrusione di qualcosa di inaspettato, di sorprendente, di indicibile. Io lo definisco l'imbarazzo di Dio. Una presenza che spiazza, che apre all'inaudito. che per un attimo decisivo sospende e taglia la quotidianità della reclusione.
"Quelli che sono giudicati degni dell'aItro mondo e della risurrezione dai morti non prendono mogl
"Quelli che sono giudicati degni dell'aItro mondo e della risurrezione dai morti non prendono moglie nè marito"'(luca 20,35)
ESEGESI DEL TESTO Avrete notato che, durante tutto questo Anno C, la liturgia ha tratto le sue Letture del Vangelo della Messa da Luca. Questa che ci viene presentata oggi, fa parte del famoso episodio dei sadducei che desiderano avere da Gesù una conferma che non esiste la risurrezione. La storiella della donna con sette mariti successivi, rimanda alla legge detta del levirato", per cui se un uomo moriva senza lasciar ?gli, suo fratello doveva prenderne la moglie, anche se era gia ammogliato, a averne un figlio, perché il defunto avesse un erede.
Gesù li ascolta pazientemente, eppoi li mette a tacere, citando le antiche scritture. Dichiara
espressamente che la vera vita è quella eterna, iniziata già da ora,
per diventare visione di Dio, dopo la morte. Questioni a livello
matrimoniale non se ne avranno più, perché non si muore più. Il
matrimonio c'è, perché c'è la morte. La frase ?nale di Gesù: Dio non è
dio dei morti aveva una forza dirompente, per quella gente, che
irrideva agli Dei stranieri, chiamandoli Dei dell'immondezzaio, o delle
mosche, o dei cadaveri.
RIFLESSIONI
1. La fede nella vita
eterna è essenziale, per capire le motivazioni di questa terrena, che
stiamo vivendo. - Ne abbiamo un'idea sbiadita, come la maggior parte dei
cristiani, oppure ci siamo interessati a capirci qualcosa di più?
2.
ln paradiso non ci saranno più nozze, né altri riferimenti sessuali. Ma
sappiamo che i legami voluti da Dio, come quelli matrimoniale,
parentela, amicizia lodevoli, non verranno annullati dalla morte, ma
elevati ad una dimensione diversa. - Sappiamo valorizzare questo dato di
fede, nei nostri rapporti di preghiera peri nostri defunti, nel nostro
affidarci alla loro intercessione, sempre tanto stimata dai nostri
padri?
3. Novembre, è il mese dedicato anche dalla liturgia della
Chiesa ad una incentivazione della nostra comunione con chi ci ha
preceduto nella fede e nell'amore al Padre. Ci fermiamo, come tanti
altri alle manifestazioni folkloristiche dei cimiteri, in occasione del 2
novembre, o a pratiche dal sapore più pagano che evangelico?
4. Sul tema Messe per defunti, voi avete avuto dilucidazioni ampie e frequenti, per
non cadere nelle esagerazioni magico sacrali di tanta gente che va in
chiesa. - Ma abbiamo approfondito il mistero della comunione fra i
santi, cioè fra coloro che vivono in Cristo, durante questa vita, si
addormentano in lui e, infine, sono glorificati con lui, davanti al
Padre? Chiedere al celebrante, un ricordo nella Messa, in questo senso, è
cosa ottima.
La finalitá che il Padre ha inviato il suo figlio Gesú é per la redenzione del peccato, la liberazione della schiavitú del demonio e della vita eterna con Lui. É certo che Gesú durante il suo ministero púbblico, mosso dalla misericordia, fece alcune cure e fece vari miracoli, ma non curó tutti i malati del mondo e neppure diminui le penalitá di questa vita, perché il dolore introdotto nel mondo dal peccato, ha un valore redentore unito alla sofferenza di Gesú.
Una riflessione a cura del Dott. Alberto Rossini( Brasil)- nostro collaboratore
La norma fondamentale di una buona educazione cristiana é la caritá, senza di essa una persona matura non si realizza affettivamente, poi rimane arida, bisognosa e inespressa. Essa deve ser innanzitutto un giudizio perfetto come insegna il cristianesimo da tenere presente come preocupazione iniziale in ogni gesto.É un giudizio sincero e vero e non un sentimento di generositá, poi la caritá é impossibile senza la fede, senza questo si riduce a una semplice generositá sociale, ma non dura, perché non basta all'uomo dare se non per una ragione, per donare agli altri bisogna avere un motivo che esca dal cuore.
In quel tempo Gesú esultó di gioia nello Spirito Santo e disse: " Ti rendo lode, ó Padre, Signore del cielo e della terra perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli........"
L'evangelista Luca ci parla del fatto che da luogo alla riconoscenza di Gesú verso suo Padre per i benefici che ha conferito alla umanitá. Ringrazia per la rivelazione elargita agli umili di cuore, ai piccoli del Regno. Gesú esprime la sua allegria vedendo che questi accettano, capiscono e praticano quello che Dio fa conoscere per mezzo di Lui.
Secondo la tradizione della Chiesa, appena morto Gesú sulla croce, Giovanni avrebbe preso Maria a abitare con lui, assumendola come madre, in una cittá chiamata Efeso. Prima che Maria venisse a morire, si intenda questa morte non come consequenza del peccato, perché Maria mai peccó, Maria rimase fedele al suo figlo amato. Maria morí e é assunta in Gerusalemme e si puó dire che fu velata nel monte Sion, in Gerusalemme, e levata per essere sepulta al lato del Monte degli Ulivi, tumulo questo che s'incontra vuoto, ovviamente, e che puó essere visitato pure oggi.
Assunta in Cielo, trasfigurata dalla Gloria ma sempre Donna, sempre Madre!
Il nostro amore per Te, Maria, non ha mai accettato limiti. L'unico limite è stata la nostra scarsa capacità di penetrare nel tuo mistero: esaltandoti al di sopra degli angeli abbiamo evitato di considerarti sempre ed essenzialmente Donna.
L'appellativo di laico, deriva dalla consapevolezza dei primi cristiani di appartenere tutti al popolo di Dio (laico dal greco laos, che vuol dire, appunto, popolo). Era stato dissacrato negli ultimi due o tre secoli, usandolo per alludere a movimenti, partiti e stampe che in un modo o in un altro, si contrapponevano alla Chiesa. Un giornale o un partito laico, una iniziativa, o un movimento laico avevano sempre un significato inconfondibile. A volere essere sinceri fino in fondo, bisogna aggiungere che si era arrivati a tanto, anche per un'accentuata clericalizzazione della comunità ecclesiale.
UM PENSAMENTO As leituras desse domingo nos propõem uma reflexão sobre o "Reino" e a sua lógica. Mostram que o projeto de Deus roda em sentido contrário à logica do mundo. Nos esquemas de Deus, ao contrario dos esquemas do mundo, são os pobres, os humildes, os que aceitaram despir-se do egoismo, do orgulho, dos próprios interesses que são verdadeiramente felizes. O Reino é para eles!