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I DENIGRATORI DEL VANGELO

 
Se ci rendiamo conto che le prime generazioni cristiane si trovarono davanti una colluvie di scritti, di varia dimensione, che oggi chiamiamo vangeli apocri?, e intanto concessero solo ai nostri 4 Vangeli la garanzia dell'autenticità, si comprende di quanta luce fosse ricca la Chiesa nascente, per un discernimento del genere, cosi importante per le generazioni future.
Va ricordato che essa non raggiunse d'un tratto la convergenza generale delle singole
comunità su questo punto; ma già alla fine del 1 secolo in ogni parte del mondo cristiano, si sapeva che la la vita e il messaggio autentico del fondatore si trovavano solo negli scritti dei quattro evangelisti, Marco, Matteo, Luca e Giovanni.


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Cosi per un millennio e mezzo; anzi anche oltre. Finché qualche erudito tedesco, di estrazione protestante, ma certamente illuminista e miscredente, cominciò a parlare di vangeli che erano frutto di elaborazioni arbitrarie della comunità cristiana post pasquale; che si trattava di scritti a sfondo religioso, quindi privi di ogni fondamento storico.
Più vicini a noi, sempre dalla stessa area, si sentiva parlare di stratificazioni di varie tradizioni, spesso in contrasto fra di loro, dove l'autore, naturalmente anonimo, aveva trasmesso una propria visione di una realtà assolutamente indimostrabile.
 ln conclusione, dai nostri evangelisti non si poteva ricavare nulla, sulla reale esistenza di Cristo, di quanto aveva detto e fatto.
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Inutile riferirvi i nomi di questi signori, anche perché non meritano neppure il titolo di studiosi, esperti in materia, avendo trasferito i propri preconcetti ideologici su testi storici che disponevano di una documentazioni più ricca e più spassionata di quella riguardante, diciamo, le opere di Erodoto,Tucidite, Cesare, Cicerone, Livio, Tacito e altri autori antichi, anteriori o contemporanei ai nostri scrittori canonici.
Oggi nessuno dubita dell'autenticità, antichità e attendibilità di questi scritti, che, pur essendo libri della fede, non forzano il lettore in direzione di questa convinzione; che si attengono ad una sobrietà convincente e, al momento opportuno, non temono di apparire in contrasto fra loro.
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Certamente la fede in Cristo è dono gratuito di Dio; ma il Vangelo la conferma, alimenta e sostiene nel suo sviluppo armonico.
Quanto agli scrittor classici, sopra indicati, e ad altri del genere, nessuno li ha mai messi in dubbio, per non cadere nel ridicolo, di fronte a documenti autorevoli della cultura e civiltà umana. Ma soprattutto perché la loro autenticità non comporta un”assunzione di responsabilità morali...
ln conclusione il Vangelo resta uno dei capolavori della civiltà umana, anzi il più perfetto, nel suo genere, considerando, fra l'altro, che quattro scrittori, privi assolutamente degli strumenti della grande arte, sono riusciti a presentare all'umanità la figura più splendida della sua storia, non paragonabile a nessun altra.
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