Luca da risalto all'ascolto della
Parola di Dio
Altro titolo di Luca alla riconoscenza del popolo cristiano, è quello di aver dato risalto al primato dell'ascolto della Parola di Gesù. Non esattamente della Parola di Dio, in senso vetero testamentario (non era ebreo, ricordiamolo, e non aveva pre comprensioni da rivedere), ma di Dio, riespresse dalle labbra del suo Figlio Unigenito, il Signore Gesù.
Per Luca, la somma degli impegni evangelici va cercata in questa accoglienza amorosa della espressione diretta della volontà del Padre.
Anche di quella che può apparire dal giuoco delle circostanze, come mostra nella Vergine Santa, quando la inquadra in osservazione attenta di quanto le accadeva dentro e attorno a sé, per cogliervi la rivelazione delle scelte divine a suo riguardo.
Questo di Maria è l'atteggiamento in cui Luca vede la caratteristica del cristiano, come l'ha vista lui, appena convertito dal paganesimo antiocheno. Sono due le volte che fa questa osservazione su di lei.
La prima è al momento di chiudere lo scenario commovente dei pastori e altri della zona betlemita, venuti alla grotta dove giace il bambino Gesù.
Ed è espressa in questi termini: "Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore" (Lc 2, 19).
La seconda, in chiusura dell'episodio che mostra il fanciullo divino in ascolto dei rabbini del tempio di Gerusalemme, e suona: "Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore" (Lc 2,51). In tutt' e due c'è l'atto di conservare, che esprime la presa di coscienza del messaggio, e la presenza del cuore, per dire l'intimo della persona, dove il messaggio viene conservato e reso vita, attraverso la riflessione affettuosa che prepara la messa in atto.
Questa sensibilità per l'ascolto è riscontrabile soprattutto nelle parole attraverso le quali il divino Maestro andava esprimendo quanto di più sublime potesse essere esposto all'uomo del suo tempo e a quello di tutte le generazioni che sarebbero venute appresso.
Ricordate il bozzetto che Luca ci ha conservato, di quella donna anonima, la quale aveva esclamato "Beato il grembo che ti ha generato e il seno da cui hai succhiato il latte" (Lc 11, 2729).
E come lui rispose: "Beati piuttosto coloro che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica".
Indubbiamente il bozzetto più espressivo, in proposito, è quello delle due sorelle di Betania, Marta e Maria, nel quale il Maestro, pur apprezzando la fatica e preoccupazione amorevole della prima, dichiara di considerare "parte migliore" quella scelta dalla seconda, "la quale, sedutasi ai piedi Gesù, ascoltava la sua parola" (Lc 10, 39- 41).
Possiamo concludere, senza temere di esagerare, che per l'Evangelista Luca, l'impegno di base dei seguaci di Cristo deve essere l'ascolto attento e amoroso della sua parola, cioè, in termini meno semitici, delle ispirazioni che ci fa pervenire attraverso lo Spirito Santo, il quale ci guida, poco alla volta "a tutta la verità".
Se da parte nostra c'è una costante disposizione a lasciarci penetrare da questa luce e a servircene per attuare il programma di santificazione che ci ha trasmesso, da parte del Padre, è segno assai chiaro che ci troviamo sui suoi passi.
Se vi persevereremo sino alla fine, giungeremo con lui al convito eterno, di cui il nostro evangelista ci anticipa i particolari più allettanti, sia col riferire i discorsi del Signore Gesù, sia le commoventi parabole.
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