XVIII DOMENICA t.o.31 luglio 2016

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 ANCHE SE UNO E’ RICCO LA SUA VITA

 NON DIPENDE DAI SUOI BENI

 
 

Nei tre anni di vita pubblica del Messia, i suoi rapporti con il popolo sono stati sempre ispirati ad una infinita misericordia e sollecitudine verso tutti i problemi della sua gente.

 Per loro compie prodigi, come moltiplicazione dei pani, sana malati, addirittura risuscita un amico, Lazzaro.

Lo seguono folle immense, lo ammirano, lo applaudono, perché pensano che Lui per sempre  risolverà tutti i loro problemi.

 Ma ci sono due categorie di persone con le quali avrà rapporti difficili, tesi; i Sadducei e i Farisei.

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 I Sadducei, così detti, perché attenevano alla sola legge legale( la sola legge di Mosè) a differenza dei Farisei che ammettevano obbligatorie le osservanze tradizionali, erano scettici, epicurei e negavano non solo la risurrezione dei corpi, ma anche l’ immortalità.

 Nella sua missione itinerante in mezzo alle folle,ci sono sempre alcuni farisei e Sadducei; lo seguono apparentemente con interesse, pongono quesiti, chiedono spiegazioni al Maestro, ma solo, come riportano gli evangelisti, per metterlo alla prova.

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 Quanto salutari, per noi, i monito della Parola di Dio fin dal Vecchi Testamento!

“ Ricordati del tuo Creatore. Temi Dio ed osserva i suoi comandamenti, perché Egli giudicherà il bene e il male che tu compi”.

 Purtroppo l’uomo moderno attratto dalle chimere del piacere, del godimento, della ricchezza, è disposto a grandi sacrifici per raggiungere questi illusori miraggi.

 Quando hai tempo rifletti sulla parabola di Gesù:

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 “ La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “ Che farò, poiché bob ho dove mettere i miei raccolti? Farò così.disse; demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei bene. Poi dirò a me stesso: anima mia, hai a disposizione molti beni,per molti anni; riposati, mangia, bevi e divertiti”.

Ma Dio gli disse: “ Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio”.

  Il pensiero della caducità della vita e della morte, che per noi è motivo di incubo, quanto è salutare, invece, nel nostro breve tragitto terreno!

 S.Agostino diceva: “ Tu ami la terra? Terra sarai.

  Tu ami Dio?…Dio sarai”.

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 Aiutami Signore ad avere sempre un giusto equilibrio nella impostazione della mia vita quotidiana.

Ad allontanare dalla mia mente le chimere che mi allettano,

Ad avere piena e totale fiducia in Te, e a dire sempre, in ogni evento della vita di ogni giorno, TI RINGRAZIO O MIO SIGNORE!

Ricordati che sempre ed anche in atteggiamenti negativi della tua vita sentirai il dovere di esprimere con serenità e fiducia il tuo ringraziamento a Dio, per la Sua infinita bontà e misericordia.

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AS VIAS DO ESPIRITO

DETALHES SOBRE A BIBLIOGRAFIA DE MATEUS

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DETALHES SOBRE A
BIBLIOGRAFIA DE MATEUS
 

Para se entender bem um texto bíblico é necessário partir da personalidade descrita nas escrituras, do ambiênte da época, da sua familia e da sua posição social e cultural.
Quando se trata de uma personagem que viveu uns dois mil anos atrás seria uma ingenuidade confiar somente em documentos referenciais, como aqueles do nosso tempo.

THE WAYS OF THE SPIRIT

You are my faith

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YOU ARE MY FAITH

Oh Jesus, people usually think that the faith in You was born by miracles done in the roman Palestine. Those miracles caused only astonishment and they only made  believable your message.  It was the way in which you introduced yourself and explained your thinking that was unusual. It is easy to point out limits, defects and faults in Moses, David and in the Prophets. In You, Jesus, everything is majestic and brightly without any ostentation.
In You everything is human an lovable. This perfect and magnificent image origins from the pen of Your Evangelists, people having no bearing on literary works.

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

RECOMENDACIONES DEL PADRE PIO

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RECOMENDACIONES DEL PADRE PIO

 

SOBRE EL MODO DE COMPORTARSE EN LA IGLESIA

 

para Annita Rodote
Pietrelcina, 25 de julio de 1915

Amada hija de Jesús,

 

¡Que Jesús y nuestra Madre sonrían siempre en su alma, obteniendo de ello, a partir de su Santísimo Hijo, todos los carismas celestiales!

 

Estoy escribiéndole por dos motivos: para responder a algunas preguntas de su última carta y para desearle un feliz día en el dulcísimo Jesús, lleno de todas las más especiales gracias celestiales. Y, con el fin de evitar irreverencias e imperfecciones en la casa de Dios, en la iglesia – que el divino Maestro llama casa de oración -, le exhorto en el Señor a practicar o siguiente.

 

Entre en la iglesia en silencio y con gran respeto, considerándose indigna de aparecer ante la Majestad del Señor. Entre otras consideraciones piadosas, recuerde que nuestra alma es el templo de Dios y, como tal, debemos mantenerla pura y sin mácula ante Dios y sus ángeles.

 

Avergoncémonos por haber dado acceso al diablo y sus seducciones muchas veces (con su seducción del mundo, su pompa, su llamada a la carne) por no ser capaces de mantener nuestros corazones puros y nuestros cuerpos castos; por haber permitido a nuestros enemigos insinuarse en nuestros corazones, profanando el templo de Dios que somos a través del santo bautismo.

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En seguida, tome agua bendita y haga la señal de la cruz con cuidado y lentamente.

En cuanto esté ante Dios en el Santísimo Sacramento, haga una genuflexión devotamente. 
Después de haber encontrado su lugar, arrodíllese y haga el tributo de su presencia y devoción a Jesús en el Santísimo Sacramento. Confíe todas sus necesidades a Él junto con la de los demás. Hable con Él con abandono filial, dé libre curso a su corazón y dele total libertad para actuar en usted como él crea mejor.

 

Al asistir a la Santa Misa y a las funciones sagradas, permanezca muy compuesta, cuando en pie, arrodillada y sentada, y realice todos los actos religiosos con la mayor devoción. Sea modesta en su mirada, no gire la cabeza aquí y allí para ver quién entra y sale. No ría, por respeto a este santo lugar y también por respeto de quienes están cerca de usted. Intente no hablar, excepto cuando la caridad o la estricta necesidad lo requieran.

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Si reza con los demás, diga las palabras de la oración claramente, observe las pausas y nunca se apresure.

 

En suma, compórtese de tal manera que todos los presentes sean edificados, y que, a través de usted, sean instados a glorificar y amar al Padre celestial.

 

 

 

Al salir da iglesia, debe estar recogida y calma. En primer lugar, pida el permiso de Jesús en el Santísimo Sacramento; pida perdón por las faltas cometidas en su presencia divina y no Le deje sin pedir y recibir Su bendición paterna.

 

Cuando esté fuera de la iglesia, sea como todo seguidor del Nazareno debería ser. Sobre todo, sea extremamente modesta en todo, pues esta es la virtud que, más que cualquier otra, revela los sentimientos del corazón. Nada representa un objeto más fiel o claramente que un espejo. Igualmente, nada representa mejor las buenas cualidades de un alma que la mayor o menor regulación del exterior, como cuando alguien parece más o menos modesta.

 

Debe ser modesta al hablar, modesta en la sonrisa, modesta en su porte, modesta al caminar. Todo eso debe ser practicado, no por vanidad, con el fin de mostrarse a sí misma, ni con hipocresía con el fin de aparecer buena a los ojos de los demás, sino, por la fuerza interna de la modestia, que reglamenta el funcionamiento exterior del cuerpo.

Albina Moreno

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WEGE DES GEISTES

Cântico do Irmão Sol


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Cântico do Irmão Sol
 Louvado sejas, meu Senhor, com todas as tuas criaturas, especialmente com o Senhor irmão Sol, o qual é dia e por ele nos alumias. E ele é belo e radiante com grande esplendor, de ti, Altissimo, é sinal. 

Preghiere

Preghiera del Papa

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PREGHIERA DEL PAPA

Signore, sono il Papa.

Mi presento a Te, non come mi vedono gli uomini: il Dio in terra; la più alta autorità morale; l'uomo ascoltato ed acclamato da milioni di persone; il sicuro; l'infallibile; il dolce Cristo in terra! Mi presento per quello che sono: un povero uomo che dal momento della sua elezione ha cessato di essere se stesso per divenire Istituzione, Simbolo, tutto per gli altri e niente per se. lo devo misurare le parole perché il mio uditorio è l'umanità; non posso piangere in pubblico per­ché devo predicare la speranza; abito in una casa dorata: la mia prigione a vita.

In più la storia ha confuso il servo con il Padrone; il segretario col Direttore; il timoniere col Capitano. Gesù non ha dato le dimissioni da Capo della Chiesa, ma molti lo credono! Credono che io sia Lui, così mi chiedono miracoli, mentre io posso dire solo: "Coraggio... abbiate fede... !".

Ed io devo andare con i piedi di piombo per non avallare questo errore! Pochi si rendono conto che io cammino al buio come Abramo e che quando parlo ai potenti, sono nudo come Mosè davanti al Faraone. Se il 13 maggio non mi aves­sero sparato, molti ancora mi crederebbero invulnerabile. Quanti mi credono una Rocca mentre io mi sento in bilico su di una barca che fa acqua da tutte le parti e che talvolta è appestata dagli odori malsani che salgono dagli stagni della Chiesa! So che nella Tua Chiesa ci sono montagne di fedeltà e prati immensi di fiori e di aria pura, ma da me arrivano solo gli echi della Tua presenza santificatrice  e talvolta sono anche... filtrati!

Un giorno Gesù rimproverò Pietro perché respingeva i piccoli per far posto ai grandi, ma ora, dimmi, Signore, come debbo fare io che ho milioni di piccoli da difendere e da accarezzare, impastoiato come sono dagli impegni di Stato, dal Cerimoniale e dalla Diplomazia ?

Signore, io sono il Papa, ma il mio autista sta meglio di me. Fa che la gente comprenda che io sono il Tuo autista, così potrò dedicarmi di più ai Tuoi piccoli ed a me stesso. Signore, se anche per Te io sono il Papa, allora... ascoltami !

Se invece, anche per Te, sono solo un povero uomo, allora Ti prego... non lasciarmi solo al timone della barca. Come Pietro potrei addormentarmi..., fug­gire            tradirti..., ed allora che ne sarebbe di quelli che stanno su di essa o che ad essa sono aggrappati ? Come Gesù nel Getzemani, quante volte, solitario, sudo sangue immerso nell'angoscia per la responsabilità delle decisioni che sono costretto a prendere! Quanta tristezza per l'incomprensione dei miei più vicini collaboratori! Quanta paura di coloro che spiano la mia prima caduta per giudicarmi! Signore, se è vero che Tu sei sempre vicino ai poveri, ai soli ed agli angosciati... allora ti prego... stammi vicino !

Chi è più povero di me ?

Amen !