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L'ideale di Luca: la rinuncia a quello che si possiede

L'evangelista Luca (Lucano o Luciano, come hanno alcuni codici) non era giudeo bensì pagano. Quando si sia convertito al cristianesimo non lo sappiamo; probabilmente quando arrivarono i primi predicatori del vangelo, nella sua città, Antiochia.


Compagno di Paolo nelle varie missioni (Atti 16, 10-17; 20, 515; 27, 1-9 ecc). L'accompagna in Macedonia (Atti 16, 12) a Gerusalemme (Atti 21, 1-sgg) a Cesarea (Atti 21, 18-32) dove Paolo fu arrestato, a Roma (Atti 27, 2 - 29). Che esercitasse la professione di medico è dedotto da Paolo che nella lettera ai Colossesi chiama Luca "il nostro caro medico".

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Nessun evangelista ci ha conservato con maggiore abbondanza i detti e i fatti del Signore Gesù sulla povertà, quanto Luca.

Per un pio giudeo la povertà era considerata una disgrazia, un castigo di Jahvè. Si raccontava di alcuni famosi rabbini, vissuti in povertà; ma non per una scelta francescana, certo!

Anche il celebre Hillel, da ragazzo, si era adattato a fare lo stalliere per pagarsi una lezione di rabbinato e vivere con poco più di un pezzo di pane. Poi però, diventato famoso, cambiò condizione, eh come!

L'immagine di Gesù, invece, conservataci da Luca, spicca per una scelta assolutamente preferenziale verso la povertà; povertà che si riscontra nella nascita in mezzo alla strada, nella vita nascosta tra lavoro e indigenza a Nazareth e, ancora di più, durante gli anni di vita pubblica, dove non aveva "una pietra su cui posare il capo né una tana per passare le notti" (Lc. 9, 38).

Infine nella morte in croce, privo perfino degli indumenti.

Particolarmente cara a Luca la parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro (16, 19-31).

Luca giunge al punto di far dire ad Abramo, nei confronti dell'epulone condannato all'inferno "Ricordati che tu hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti" (16, 25).
Questa espressione, se staccata da tutto il contesto e dagli intenti dell'evangelista, potrebbe indurre all'equivoco di credere che l'epulone sia stato punito, perché ricco e Lazzaro premiato perché povero, pieni di mali.

Ma Luca sa bene che Gesù non è un fondamentalista e, anzi, conta fra i suoi amici anche personaggi facoltosi. La condanna è del mal uso della ricchezza, che ha portato l'epulone a non avere pietà di un poveretto, perché chiuso nel suo egoismo.
Ma tant' è: il nostro Luca si mostra talmente preso dalla bellezza della povertà evangelica, da sentire un profondo orrore per la ricchezza in sé, come fonte di ogni male, radice pestifera di tutti i cosidetti vizi capitali, dalla superbia alla lussuria, dall'invidia in giù spingendo l'uomo perfino al delitto.

L'ideale del vangelo lucano è rappresentato dalla rinunzia a tutto quello che si possiede, per seguire Cristo povero, nella ricerca della ricchezza vera ed eterna.

AS VIAS DO ESPIRITO

18° Domingo do Tempo Comum

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18° Domingo do Tempo Comum
03 Agosto 2014
Uma reflexão

A liturgia desse domingo do tempo comum apresenta-nos o convite que Deus nos faz para nos sentarmos à mensa que Ele mesmo preparou, e onde nos oferece gratuitamente o alimento que sacia a nossa fome de vida de felicidade e eternidade.



Codice shinistaT Codice shinistaT

THE WAYS OF THE SPIRIT

It's Christmas

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A true joy of the hearth

Five centuries before the coming of Jesus, the king of Babylon (today Baghdad) invaded Israel and deported all its inhabitants to Mesopotamia. Then the prophet Isaiah’s voice raised high; he turned to people and encouraged them: “… After waiting for a long time, the salvation came at last. For us as well, from 20 centuries onwards, Christmas comes every year, as synonymous, often unaware, of joy, peace and family time.
These feelings are showed through lightings, decorations, Christmas tree, presepe, gifts and evenings spent in the family. For the believers, the Christmas joy is the same joy announced by the Angels to the shepherds in the holy night“.
 

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

NO SEA YO, EPULÓN, SEÑOR

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NO SEA YO, EPULÓN, SEÑOR
Que no me  ciegue la riqueza
Que mi  existencia no dependa de lo que aparentemente veo
Que no me  cierre a tu presencia
Que no viva  de espaldas a las necesidades de mis hermanos
Que guarde  la actitud del asombro que produce la fe
Que cuide mi  riqueza interior más que la exterior
Que no me  resista a vivir como quien sabe que es un peregrino
Que no  olvide de mirar al cielo todos los días
Que no  olvide de volver mis ojos a la tierra, todos los días

 

WEGE DES GEISTES

EL ADVIENTO SIGNIFICA

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EL ADVIENTO SIGNIFICA
LA PRESENCIA COMENZADA DE DIOS MISMO


 “El Adviento y la Navidad han experimentado un incremento de su aspecto externo y festivo profano tal que en el seno de la Iglesia surge de la fe misma una aspiración a un Adviento auténtico: la insuficiencia de ese ánimo festivo por sí solo se deja sentir, y el objetivo de nuestras aspiraciones es el núcleo del acontecimiento, ese alimento del espíritu fuerte y consistente del que nos queda un reflejo en las palabras piadosas con que nos felicitamos las pascuas. ¿Cuál es ese núcleo de la vivencia del Adviento?


Preghiere

Donaci Signore

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Donaci Signore

Occhi che vedano ogni giorno
le meraviglie del Tuo Amore.
Che penetrino la coltre fitta dell’apparire
e vadano all’essenzialità delle cose.