Caro Don Lucio,
"Basta. Mollo tutto. Non ne posso proprio più. Non ce la faccio ad andare avanti in questa maniera!". Sa quante volte questi pensieri mi sono venuti alla mente! Ma per fortuna interveniva sempre qualcosa, un gesto, una parola, uno sguardo affettuoso della sposa, e subito tornava il sole a risplendere anche in una giornata di pioggia. Il pessimismo svaniva.
Si, un vero connubio indissolubíle: l'aver radicato, innestatu 0 meglio aver ricevuto il dona di innestarsí nella vita, dello stessa Autore della vita, non può che farti innamorare della stessa vita.
LA VITA MIA PADRONA
Seppellite in me, sensazloni, emozioni nate appena godute, scomparse, registrate .sul nastro dalla vita. Quante volte vorrei risentirle e il registratore non parla! I comandi per riascoltarmi non sono miei.
La prima volta ti marchia in fondo all'anima: vomiti, ti accartocci, ti si spacca il petto eppure, in quello stesso istante, ti sembra di stare in paradiso.
La droga uccide le emozioni, cancella l'ansia, gli affanni, il dolore. Non senti fame, freddo, solitudine. Poi l'effetto svanisce e ti resta questa cosa nella testa, questo posto dove vuoi tornare.
Ci pensi e ci ripensi e se la cerchi ancora sei spacciato. Ti rifai e sei di nuovo in mezzo agli angeli.
Ma dura meno.
Dura troppo poco e ti ritrovi d'un botto sulla terra, con tutti i tuoi problemi che ti aspettano e questo chiodo già fisso nella testa. La cerchi ancora... ancora... ancora.
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Questo ciclo B avrà sempre una lettura presa dal Vangelo di Marco. E il secondo evangelista; doveva appartenere ad una famiglia agiata. Sua madre, Maria, possedeva in Gerusalemme una casa assai vasta da poter accogliere molti fedeli. Ivi si rifugiò Pietro appena liberato dal carcere (Atti.12,11ss.). Marco era cugino di Barnaba, levita, che godeva grande autorità nella Chiesa nascente. Nel primo viaggio apostolico (45-49) Marco segue Barnaba e Paolo ad Antiochia, a Cipro e in Panfilia; ma a Perge si separò da loro (non sappiamo per quale motivo) e se ne ritornò a Gerusalemme.
Maria Grazia si trova in un momento di crisi.
Nei giovani le difficoltà spesso si aggrovigliano. Un problema di carattere sentimentale si accompagna magari a problemi di orientamento per il futuro.
Se poi si devono affrontare delle delusioni, subite o date, il disorientamento è ancora più grande.
Si può vivere il buio anche nella luce della giovinezza.
Benedetta Bianchi Porro è unamica di Maria Grazia.
Mi sono lasciato prendere totalmente dalle persone, dai fatti e dai movimenti e stavo per tralasciare di comunicare con voi lontani, ma sempre vicini.E cose ed eventi da scrivere ne ho una montagna!
Oltre le novità nel Centro Giovanile ne ho anche trovate rilevanti nel bairo (quartiere) Vila Piloto. I problemi, la miseria, le malattie sono sempre tantissimi, ma trovo qualche abitazione piú decente, un pó di ordine in piú e una certa vita di quartiere. La presenza del Centro e della Scuola hanno contribuito moltissimo ai cambiamenti.
. LAFFRESCO DI RAFFAELLO NELLA CHIESA DI SANTAGOSTINO A CAMPO MARZIO ROMA
Questo dipinto fu commissionato a Raffaello dal protonotato apostolico
lussemburghese Johan Goritz italianizzato in Giovanni Goricio il
quale, anche se in giovane età, era già famoso per il ciclo di pitture
nella Stanza della Signatura in Vaticano. LAffresco del Profeta Isaia fu eseguito da Raffaello tra il 1511 ed il 1512. Nello
stesso periodo Michelangelo aveva terminato gli Affreschi della
Cappella Sistina e Raffaello allora molto giovane, studiò questi
affreschi e ne rimase molto colpito infatti nella immagine,
nellatteggiamento e nella potenza vigorosa che traspare dal dipin to ,
si ravvede il tocco vibrante e il colore vivace e denso di
Michelangelo.
LAffresco
subì le ingiurie del tempo , basti ricordare il gesto dissennato che
compì un sagrestano il quale, lo lavò oltraggiandolo con sbiaditure
tanto che uno studioso darte, il Celio, nel 1638, ne ricordò
lepisodio nel suo scritto Pitture . in Roma , 1638 , sottolineando
la necessità di un restauro che fu eseguito da Daniele Ricciarelli,
nato a Volterra nel 1509 e per questo nominato Daniele da Volterra,
morto a Roma il 1566, allievo di Michelangelo; egli in seguito fu
ricordato con il nome di Braghettone per avere dipinto sui
nudi della Sistina delle braghe .Nel 1960 fu effettuato un
restauro che asportò le ridipinture ad olio e le rielaborazioni a
tempera ed acquerello che furono eseguite in varie epoche.
L0pera
si trova nel terzo pilastro della navata maggiore; il Profeta Isaia è
raffigurato in trono fra due putti che reggono una targa sulla sua
testa. Un festone, sul quale si legge la dedica in greco: A SantAnna, madre della Vergine, alla Santa Vergine, Madre di Dio, a Gesù Salvatore, Giovanni Goritius . Il
Profeta regge una pergamena che stende fra le mani nella quale si
legge in caratteri ebraici, un passo del libro di Isaia che enuncia : Aprite le porte onde il popolo che crede entri .. ( XXV, 2 ). Guardando
lopera si nota lo sguardo malinconico dolce e colmo di un richiamo
carico di fede che invita coloro che lo osservano ad entrare e credere
nella luce del Signore.
La torsione della figura ricorda il
movimento avvolgente che si legge nelle immagini di Michelangelo e
nella simmetria della sua rappresentazione si nota il busto esuberante
sotto il manto ondulato dal quale esplode la muscolatura possente
evidenziata della accurata descrizione pittorica dei muscoli del
braccio e del ginocchio quasi a voler trattenere una forza interiore
pronta a dilagare. I panneggi morbidamente adagiati sulla figura e
cadenti lungo il basamento sembrano avvolgere il Profeta in una
spaziosità voluminosa e morbida resa non solo dai colori solari e
corposi ma dal contrasto che accentua il vigore e la monumentalità
dellaffresco. Il velo sfuma dallindaco al rosa, al giallo quasi a
volersi fondere con locra del drappeggio appoggiato sulla base
marmorea così da mettere in risalto ogni particolare della grandezza e
della sacralità del suo messaggio.
Davanti a questo affresco doveva
essere collocato un gruppo scultoreo rappresentante Sant Anna, la
Vergine e il Bambino di Jacopo Tatti detto il Sansovino, nato a
Firenze nel 1486 e morto a Venezia nel 1570; si ricorda che SantAnna
era la protettrice del committente. Attualmente il gruppo è stato posto sotto laffresco.
Luomo è impotente di fronte a questa realtà sconcertante: la morte! E il grande interrogativo dinanzi al quale luomo non ha una risposta. Il poeta Torquato Tasso, nella sua Gerusalemme liberata dice: "Muoiono le città, crollano i regni e luomo desser mortal par che si sdegni.... Soltanto il Cristo è riuscito a sconfiggere la morte.
This Christmas story is two thousand years old but ever new story!There are so many sad events happening every day and bringing us pain and sorrow. But time passes and all is forgotten. And if the story of a child who was born in a cave "in frost and cold" two thousand years ago even now remembers with great affection, then some special reason for it should exist. All ancient peoples had expected the Savior, who would solve all of their problems. The prophet Isaiah seven hundred years before the coming of the Messiah spoke to his people: "... see the light coming, it will make the world shine with truth ...". Modern man wants justice, peace, prosperity for all, health, calm and quiet prevail throughout the world.
QUIERO ESTAR EN VELA, SEÑOR Preparado para que, cuando Tú llames, yo te abra Despierto para que, cuando Tú te acerques, te deje entrar Alegre para que, cuando Tú te presentes, veas mi alegría