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3 domande x 3 risposte
con Padre Bernardino Bordo
 
D. Il peccato contro il matrimonio è ancora considerato grave dalla Chiesa? Perché oggi i confessori non fanno più domande, in merito?
 
R. Anzitutto bisognerebbe smetterla di chiamare “peccato del matrimonio” solo quello contro la procreazione, quando vi sono altri più gravi; i dissidi aspri e continui, l’edonismo pagano che corrode l’unione dei due, l’assenza di spirito cristiano in moltissime coppie. Precisato questo, e riferendoci al  suo quesito, va detto che la Chiesa non può considerare leggera una colpa già dichiarata grave. Che i confessori giovani non facciano più domande, fa parte della prudenza e del rispetto dovuto al penitente. Forse in passato se ne sono  fatte troppe, di domande in proposito. La confessione è sacramento, non catechesi; la presuppone, non la sostituisce.

D. Mi ha scoraggiato un confessore, dicendomi che lo Spirito Santo non entra in te,  perché sono piena di me stessa. Sarà così?

R. Verosimilmente si tratta di un confessore che la conosce, almeno dentro certi limiti. Può darsi, pertanto, che le abbia parlato così, per vedere se sapeva accettare con umiltà quell’apprezzamento. Sulla linea dei principi, quelle parole sono esatte. Che corrispondano al suo vero bisogno, ho i miei dubbi. Lei le tenga presenti, solo per continuare ad uscire da se stessa.
Non per scoraggiarsi!
 
D. Gesù a Cafarnao disse, alludendo alla eucaristia: ”Chi mangia di questo pane non avrà più fame…”. Come spiega, allora, la mia fame di Dio?

R. Doveva capirlo da sé, che Gesù parla della fame e sete delle cose terrene, saziata dal suo cibo e dalla bevanda eucaristica. Piuttosto mi aspettavo che lei mettesse a confronto queste parole di Gesù con quelle dell’autore del libro della Sapienza, dove, parlando, appunto, di questa, le fa dire: ”Chi mangia di me avrà ancora fame”. Qui  potrebbe vederci una contraddizione che, però  non c’è, perché si allude a due specie di fame diverse. Il cibo eucaristico annulla quello dei beni terreni, la Sapienza divina accende sempre più quella della cose celesti. Come vede sono due prospettive differenti. Le sembra esatto? Penso che lei se ne sia fatta qualche esperienza, per bontà del Signore.
 
Padre Bernardino Bordo, passionista

WEGE DES GEISTES

Il Padre mi ama

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Me lo hai assicurato Tu, Maestro mio...

Me lo hai assicurato Tu, Maestro mio; io non lo avrei mai immaginato. Avrei intuito la Sua Potenza per spaventarmi, la Sua Giustizia per impaurirmi.


Tu mi dici che Lui mi guarda con interesse, mi pensa con amore, mi sente, commuovendosi nelle sue viscere paterne/materne.


Lo aveva capito anche il Tuo servo Isaia, ma lui parlava in tono poetico, Tu in quello reale.


Mi hai fatto dire da tuo cugino Giacomo, che il  Padre non mi ha fatto, ma generato nel Verbo della Verità, cioè in Te: non su piano di natura, ma di grazia.

Preghiere

PERCHÉ E COME PREGARE ? Un pensiero

PERCHÉ  E  COME   PREGARE  ?
          Un pensiero


La preghiera come dialogo com Dio é un bene sommo, essendo una vera intimitá con Lui stesso. Come gli occhi del corpo vedendo la luce ne sono schiariti cosí anche l'anima che é tesa verso Dio viene illuminata dalla luce ineffabile della preghiera. Non deve essere frattanto una preghiera fatta per abitudine, ma che proceda dal cuore e non deve essere circonscritta a determinati tempi e ore ma fiorire continuamente notte e giorno. Non bisogna innalzare il nostro animo a Dio solamente quando attendiamo con tutto lo spirito alla preghiera. Occorre che anche quando siamo occupati in altre faccende sia nella cura verso i poveri sia in altre attivitá inpreziosite magari dalla generositá verso il prossimo, abbiamo il  desiderio e il ricordo di Dio, perché, insaporito dall'amore divino come da sale, tutto diventi cibo gostosissimo al Signore dell'universo. Possiamo godere continuamente di questo vantaggio, anzi, per tutta la vita se a questo tipo di preghiera dedichiamo il piú possibile del nostro tempo. La preghiera é la luce dell'anima, vera conoscenza di Dio, mediatrice tra Dio e l'uomo. L'anima elevata per mezzo suo in alto fino al cielo abbraccia il Signore con amplessi ineffabili.  La preghiera funge da augusta messaggera dinanzi a Dio  e allo stesso tempo rende felice l'anima perché appaga le sue aspirazioni, dovendo essere una preghiera autentica e non sole parole meccaniche.   Essa é um desiderio di Dio, un amore ineffabile che non proviene dagli uomini ma prodotto di una grazia divina. Di essa l'Apostolo dice: " non sappiamo pregare come conviene, ma lo spirito santo intercede per noi con gemiti inesprimibili."( Rom. 8.26b)  Se il  Signore da a qualcuno tale modo di pregare é una richezza da valorizare  e un cibo celeste che sazia l'anima. S elo ha gustato si accende il desiderio celeste per il Signore come un fuoco ardente che infiamma l'anima. Dobbiamo abbellire la nostra casa di modestia e umiltá mediante la pratica della preghiera e rendere splendida la nostra abitazione con la luce della giustizia e ornare le pareti con opere buone come una patina di oro puro e al posto dei muri e delle pietre preziose collocare la fede e la magnimitá ponendo ogni cosa in alto sul fastigio la preghiera e decoro di tutte le cose.  Solo cosí prepariamo al Signore una degna demora e cosí lo accoglieremo  in splendida reggia e  cosí trasformerai la tua anima in un tempio della sua presenza...........